Puntare ogni giorno gli occhi sulla quotidianità equivale a salire in fretta la spirale di scale di un vecchio faro.

Stamattina entro con la mente in una di quelle costruzioni poste sulla scogliera e mi accingo ad affrontare ogni singolo scalino lateralmente, poggiando cauto la schiena contro la parete interna con un unico obiettivo. La cima.
Da lassù il mio punto di vista dovrebbe spaziare oltre il visibile, dovrebbe addirittura allontanarsi oltre il limite squisitamente fisico del mio corpo, per poi tornare e raccontarmi come appare il mondo visto dall’alto.

Scrivere e riflettere.
Regredire, a volte parlando del passato, non vuol dire essere il debole anello di una catena di pensieri e non vuol dire essere pessimista.
Io sono estremamente affezionato al mio stile di vita, ai miei sbagli, ai miei successi.
Adoro il mio meccanismo alieno, la mia virtuale macchina del tempo.
Con semplicità viaggio grazie a questo mio meccanismo imperfetto, dove è il futuro il dente mancante del grande ingranaggio della vita.

Tutto procede comunque.
Tutto va avanti ugualmente, gli altri ingranaggi funzionano quel tanto che basta e lo stupendo spettacolo dell’esistenza non si ferma.
Tutto scorre.
Non c’è danno.
Non mi sento mai in colpa perchè ho perso qualcosa del mio passato, anche se vorrei avere almeno una finestra aperta sul domani.

Se il destino fosse un essere vivente vorrei guardarlo in volto, fissarlo negli occhi come si farebbe in una dannata partita a carte uomo contro uomo.
Potrei vivere l’improbabile illusione di conoscere cosa gli passa per la mente.

“Ti ho studiato.
Sono stato ciascuno dei tuoi pensieri.
Posso prevedere le tue mosse.
So su quale piede poggerai il peso del tuo corpo.
So di cosa ti nutrirai e quando inizierai a farlo.
So chi guarderai quando deciderai di agire.
So come terrai le carte in mano.

Caro il mio destino.
Posso smontare l’architettura di ogni tua singola bugia e resistere ad un assedio lungo una vita.
Ho ancora tutta una esistenza davanti a me…”

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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4 Commenti

  1. E' questo il gran gusto della vita...spaziare, decidere e sapere di avere ancora tutta l'esistenza davanti! P.s. non c'entra nulla, ma a te risultano esserci ancora i guardiani dei fari? Io vorrei trascorrere un anno così... ma forse oggi ho solo bisogno di tranquillità! 😉

  2. Io adoro i fari, e mi associo a Sara... è sempre stato uno dei miei sogni vivere un po' di tempo in un posto così... 🙂

  3. e' una minaccia?

  4. oggi sono sul pessimismo andante (o forse sono semplicemente troppo realistica) e mi chiedo: ho davvero tutta una vita davanti a me?


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