E infine ti trovo, celato all'ombra di illusorie ipotesi di perfezione.
Mi osservi, incapace, ancora una volta, di oltrepassare la fortezza del tuo sguardo.
Impossibilitato a cogliere la mia essenza più pura, la mia sfavillante anomalia.
E all'improvviso comprendo che il tuo nucleo centrale non è altro che la deforme ombra cinese di una scultura mai compiuta. Un'affascinante possibilità, poggiata su fondamenta di Nulla.
Non sei altro che un cancro insensato, un parassita vitale. Un malestrom impietoso, dai colori sgargianti. Una farfalla dalle ali maestose che, volando nel cielo, genera ipnotiche incertezze.
Un manipolatore inconsapevole, un superbo errore di Dio.
L'occhio si apre rigettando lacrime dai riflessi adamantini, lasciate stillare fino ai miei polsi risanati, mentre il Tempo, violato, si contorce su se stesso, fino a suggellare per sempre quest'eresia esistenziale.
Un Mondo Nuovo si dipana all'orizzonte mentre erompo in un sogghigno beffardo.
Il Domani non esiste; non ancora. Lo plasmerò tra poco, divorandoti per sempre.
Distrutto il Mito, non rimane che l'uomo. E l'uomo, visto da qui, è poca cosa davvero.
Plano, leggera, carezzata da venti accomodanti.
Il Cosmo approva la mia battaglia per la Vita.
La falsità non genera che fiori decadenti.
La sofferenza è nobile se guidata da una causa, presa da sola non è altro che polvere.
Un massacro per avere in cambio la vita; una scelta semplice, direi.
Perché non posso essere, se sei anche tu.
Non posso soccombere alle esigenze di un Destino bizzarro.
E sopravvivere è l'unico modo per riavere il Cielo.
Spogliarti delle tue vesti di matura certezza per rivelare al mondo la tua misera natura.
Facile, quando il veleno smette di intossicare e si fa unguento per riparare ai torti.
Splendo nella notte come un astro generoso. Le ali di nuovo distese a sostenere il mio viaggio.
Frammenti di specchi precipitano al suolo, trattenendo visioni di vite distanti.
Occhi mutanti ed idiomi celati scivolano lenti da facciate consunte.
Un muco violaceo avvolge la Città. Un ultimo vago tentativo illusorio.
Ma l'errore risplende, perfetto, sul vertice del Mondo in tutta la sua maligna bellezza.
La potenza delle fiamme mi stupisce e rassicura. So che sarà battaglia e so che vincerò.
Un'illusione corrotta non si può riparare; diventa vento, diventa sabbia...e la sabbia, ricorda, non ha potere alcuno.
Distruggere un tempio per generare un albero vitale. Questo il mio compito.
Spezzare pastoie dalla natura corrotta. Inutili prigioni di Paure e Rimpianti.
Rinascere. Rifulgere. Abbandonarti.
Un Divenire doloroso.
Una Fioritura necessaria.
La Vita.
Con chirurgica precisione, estirpo i miei occhi dalle tue orbite svuotate. Quanto verde sprecato.
Il tuo cadavere giace riverso sul ciglio di una strada. Vuota epigone di un Nulla più ampio.
Cade la pioggia e i tuoi arti sintetici prendono il colore dell'uva matura.
Mi allontano in silenzio, verso un futuro di Luce.
É tempo di risplendere.
É tempo di risorgere.

VeraLiberta
VeraLibertà nasce a Milano ma, ben presto, scappa in cerca del mare. Scrive, da sempre, su tutto quello che le capita a tiro: fogli, scontrini, muri, a volte anche sulle proprie mani. Quando non scrive, scatta fotografie, legge o dorme. Ha una vera e propria cotta per gli haiku giapponesi e per la poesia contemporanea. Da grande vuole fare il pirata. Ha pubblicato due libri di poesie: "Le stelle dono andate tutte al cinema" e "Biologica al 97%". Fa parte di Nucleo Negazioni.

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5 Commenti

  1. pare che solo così sia possibile risorgere, un po' come il mito dell'araba fenice.

  2. un superbo errore di Dio(...)Ma l’errore risplende, per­fetto, sul ver­tice del Mondo in tutta la sua mali­gna bel­lezza.
    Ma con la penna tu puoi risplendere al di sopra di tutto e quindi risorgere , nonostante tutto.

    • si risorge, a mio avviso, solo se lo si vuole con tutto il proprio essere. Sono sempre dell'idea che solo noi possiamo salvarci... anche se prima alle volte si ha l'impressione di passare per le fiamme dell'inferno.


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