La sua felicità (il momento perfetto)

Racconti Karen Lojelo

Aveva aspettato ogni notte e ogni giorno sempre con lo stesso pensiero. Come sarebbe stato? Aveva pregato, pianto, aspettato, sperato, sognato, immaginato quel giorno, ma, mai avrebbe creduto che la realtà avrebbe addirittura superato le sue aspettative. Aveva disperato, perso ogni barlume di speranza, era salita su quella nave con il cuore in gola, la salivazione azzerata, il tremore alle mani. Le sue gambe reggevano a malapena, il sorriso stampato. Stava arrivando quel momento, quello che aveva aspettato tanto, forse quello che aspettava da sempre. Arrivò finalmente e lui era lì ad aspettarla. Pochi minuti di macchina e furono a casa.

Se ne stava lì, con gli occhi chiusi, trattenendo il respiro e stringendo quel lembo di lenzuolo con la mano. Uno slancio di coraggio e li aprì. Gli occhi di lui sopra di lei, quel bagliore, solo lei poteva vederlo. Lo avrebbe ricordato ogni giorno della sua vita, ancora non lo sapeva ma sentiva che qualcosa che la avrebbe cambiata per sempre stava succedendo proprio in quel momento. Aspettava da così tanto tempo quel momento, sapeva di aspettare quel momento solo da qualche mese, ma in realtà lo aspettava da tutta la vita e in quell’attimo pensò: “Ecco, per cosa ho fatto tutta questa strada, ecco a cosa sono servite tutte le mie lacrime, tutte le attese, tutte le domande, eccole qui le mie risposte, tutte in uno sguardo che finalmente si specchia nei miei occhi.”

La stanza scompariva lentamente, i pensieri andavano via, non esisteva più altro, non era mai esistito altro, e non sarebbe mai esistito nulla che avrebbe retto il confronto.

Pensò che se fosse morta subito dopo sarebbe andato bene lo stesso. Aveva avuto tutto. Non poteva chiedere di più, anzi continuando a vivere si sarebbe rovinato forse, ma sì, sarebbe stato il momento perfetto per morire quello. Morire di gioia, che cosa meravigliosa.

Ecco in quel momento scoprì che davvero si poteva piangere di felicità, che se non avesse sofferto tanto l’arrivo di quel giorno forse non sarebbe stato così bello.

Come descriverlo? Beh quello che successe materialmente succede tante volte nella vita. Ma quella… quella volta, non era paragonabile a niente. Come una discesa dalle montagne russe con le risate strozzate nella gola mentre l’anima sorride ed escono le lacrime per il troppo vento in faccia. Quello era il tempo del vento, quel vento che sposta tutto per rimetterlo finalmente al suo posto. In quel momento il mondo poteva anche finire davvero che a lei non sarebbe importato proprio niente…

Lei era una spugna, stava assorbendo ogni dettaglio, l’odore, l’angolazione della luce, il calore della pelle, la consistenza del cotone sotto di sé, il tono della voce che le sussurrava nell’orecchio, ogni parola, ogni respiro, il ritmo del battito del suo cuore, immagazzinava un ricordo, quello che non sarebbe mai stato un semplice ricordo, ma il ricordo.

Quello che le avrebbe dato la spinta per andare avanti ogni giorno, che le avrebbe dato di che scrivere, di che vivere. Quello che sarebbe diventato il senso di tutto, il motivo. L’unico, il solo.

Per quel momento avrebbe continuato a piangere lacrime dolci di nostalgia, a sorridere davanti ad un tramonto. A ritenersi fortunata per il solo fatto di averlo vissuto. Per quel bagliore negli occhi che era stato solo per lei e che da lei aveva tirato fuori il meglio. I pensieri migliori, gli scopi più alti.

Poi un abbraccio stretto come una morsa d’acciaio.

Silenzio.

Quella fu la sua felicità, soltanto sua. Nessuno mai gliela avrebbe potuta togliere.
Era il suo momento perfetto.

Karen Lojelo


Chi ha avuto già la sua felicità di voi? Chi può dire con certezza a se stesso qual è stato il suo momento perfetto? Pensate debba ancora arrivare? O ce ne possa essere più di uno?
Non serve raccontarlo. Solo dire se pensate esista un momento perfetto…

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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34 Commenti

  1. Ho riflettuto e tornando indietro nel tempo dei miei ricordi... ho ritrovato i meii momenti perfetti. Sì, ce ne possono essere più di uno e tutti affondano le radici nell'amore, quell'amore unico che va oltr eil possesso, oltre il corpo e che supera le barriere dello spazio e del tempo. Un filo ci lega a ciò che poi diventeranno i nostri momenti perfetti...

  2. Lungi dal prodigarmi in un viaggio a ritroso nel tempo per rispolverare vetusti dettagli, attualmente tendo a non dar ulteriore credito a illusori paradigmi le cui radici affondano nel passato.
    ps: cacchio che frasona che mi è saltata fuori oggi...(O o) ... pofferbacco, dev'esser l'effetto pioggia oltranzista... (>_<)

    Per sapere se esiste un momento perfetto (perfect moment, dadaaa!) occorre anzitutto definirlo: se, come premesso, il requisito è la sopraggiunta arrendevolezza al fato/morte (invero la sensazione/consapevolezza di aver raggiunto l'apice della vita oltre cui non è possibile andare e/o esperire), allora credo che.... si, possano esistere momenti simili.
    Ma quantificare la felicità nel tentativo di misurarla, è sempre impresa poco agevole.
    La nostra mente (eh eh eh , è sempre ironico questo termine, a cavallo tra predicato e complemento :))) è abilissima nel connotare pensieri e accadimenti nei modi più disparati... fino al punto di consegnare all'amore l'accetta del boia: gioia irreplicabile di una vita oppure, quando non corrisposto, potenziale causa di suicidio (Werther insegna).
    In passato ho sfiorato entrambi.
    Per questo motivo adesso rivaluto con piacere le "medie felicità": la sigaretta dopo il caffè, un paesaggio montano, la scoperta di una nuova melodia musicale ipnotica, l'autoerotismo scanzonato... :))))

    Ad ogni modo, miei vaniloqui a parte, ringrazio di avere una memoria a lungo termine lacunosa: oltre ai bei momenti potrei ricordare con pari veemenza anche quelli pessimi... e direi che non è il caso.
    In futuro ricapiteranno entrambi.

    Un bacione a Karen e Mariels (^!^)

    • a me i tuoi commenti mi incantano... ahahahah e li rileggo sempre due o tre volte!

      • ... e ringrazia che non posso far partire le diapositive di commento! :))))

  3. io li definisco "momenti magici"...esperienze forti, positive, che scatenano la nostra commozione e senso di appagamento...di pienezza... per me la nascita delle mie due figlie, ma anche tanti piccoli momenti "Importanti" con loro... leggendo il tuo racconto Karen, mi rendo ancora più conto di quanto gli uomini non siano mai stati importanti, in questo senso FORTE.... si allora posso lasciarmi andare ad attendere l'uomo che mi farà davvero emozionare...trepidare.... chissà...donarmi un piccolo gioiello di magia :))) (anche se sono molto scettica e disillusa in tal senso)

    • la felicità è una cosa personale e soggettiva... l'importante è essere stati felici 🙂

      • cara Karen quando ti leggo mi scopro "moderatamente" bisognoso d'innamoramento... che è da un po' che non mi succede(l'ultima è stata una ballerina di un peep show in spagna) ... un bacio.

        • wow... però...
          addirittura faccio venire crisi d'astinenza da innamoramento quasi...;)
          un bacio grande a te Nicola 🙂

  4. Sì Karen, la mia razione di felicità l'ho avuta e continuo ad averla..
    Momenti bui ce ne sono stati e ce ne saranno ancora.. la felicità quando la senti dentro cancella tutto..
    Non si cerca..non si rincorre..non si può conservare..la vivi in quel momento e basta..
    poi ritorna la normalità.. fino a una nuova esplosione di felicità..
    Just a perfect day.. you made me forget myself..cantava Lou Reed..
    ;-))

    • grande Lou Reed 🙂
      e ti dirò che ora che mi hai ricordato questa frase la 'riuso' 😉

  5. ad onor del vero, i momenti di perfetta felicità sono stati tanti...ma mentre la gioia legata a situazioni tutte personali permane nel tempo, spesso quella riferita a momenti di vita sentimentale svanisce e la perfezione del momento si rivela "apparente".
    Mi piace pensare che il momento perfetto debba ancora arrivare e gli eventi successivi mi possano far rivivere quella stessa perfezione come fosse presente ed attuale...senza nostalgia.

    • i MOMENTI FELICI SICURAMENTE SONO TANTI... ma io palravo di qualcosa di diverso forse...:)

      • Penso invece che parliamo della stessa cosa...evidentemente non sono riuscita a comunicare per il meglio il mio pensiero ( e la mia esperienza di vita)...certamente non mi riferivo a meri momenti di felicità.

  6. ...la mia vita è una ricerca di istanti perfetti, così instancabilmente che a volte perdo il senso della strada e degli obbiettivi.
    Credo comunque che questo debba essere il senso dei passi. Forse non è importante finire un edificio ma assaporare la felicità di ogni singolo mattone che lo costruisce, anche fossero pochi, anche fosse uno solo il mattone, ne varrebeb comunque la pena. E così forse costruisco poco ma di istanti perfetti ne vivo ogni giorno. Succede ogni volta che l'intorno si cancella e si sprofonda nel libero contatto.
    In realtà lo associo più a momenti creativi, soprattutto quando faccio musica o quando scrivo ispirato (che altrimenti non facci mai nessuna delle due cose). Innamoramento? vero innamoramento diciamo? forse mai ancora provato. Però ci stiamo lavorando...
    Buona giornata a tutti!

  7. siete meravigliosi è davvero bello leggere le riflessioni, i pensieri, e grazie a te Karen.. che poi il pensiero di cercare di rispondere alla tua domanda mi ha portato a tuffarmi nel passato.
    Momenti belli, indimenticabili, il momento perfetto... mi ricordo di un pomeriggio in cui ero seduta sul mio letto e tenevo in braccio Ernesto, ancora di pochi mesi. Lo allattavo come facevo del resto per gran parte della giornata... in quei giorni era normale amministrazione... direi anche abitudine.
    Ma quel pomeriggio mentre lo tenevo in braccio, mentre lui si abbandonava al mio seno per nutrirsi, crescere, ho provato un sentimento che definirei puro, che ha superato le barriere del tempo e dello spazio. Era IL MOMENTO mio e suo dove ho capito che per me quell'attimo si sarebbe posato per sempre sul mio cuore. Felicità assoluta, consapevolezza (non scontata) di essere madre. Tenerlo indifeso e fiducioso fra le mie braccia, donarmi a lui e sentire che lui era donato a me. Sapere che sarebbe cresciuto e avrebbe preso la sua strada. Guardarlo camminare da solo, ma sapendo che quel giorno era la base del futuro.

    • ti capisco ! Non dimenticherò mai il viso della mia prima bimba, quando me l'hanno messa per un attimo vicino, sul letto, appena uscita... so che non è possibie, che i bimbi imparano a sorridere solo dopo varie settimane, ma, nei miei ricordi, le mi sorrideva !!

  8. Maria io mi sto confondendo con le risposte alle persone e le le risposte sotto le persone...:|
    ...

  9. ...queste cose mi fanno venire voglia di avere un bimbo. Ok. E' necessario che mi innamori allora.
    Vi darò notizie.

    • è preferibile sì Riccardo...:)
      cmq avere un figlio ti insegna ad amare, ti insegna l'amore puro e se sai imparare dopo ami meglio anche gli altri, secondo me 🙂

      • grande verità...ti stimola una grande capacità di amare gli altri.... ecco ispira una capacità d'amore universale che a me inibisce un po' l'amore forte per un uomo.... probabilmente la causa principale è invece il mio disastro matrimoniale e la paura di soffrire di regalare fiducia, si penso che mi godrò le mie figlie e una nuova vita da single........

        • Non lo so Noria... penso che l'amore, anche per un uomo, quando arriva arriva... e ti vince comunque
          i muri li sfonda
          se arriva logico...
          ma ci sono persone, che a quanto ho visto anche nella mia vita, non sono portate proprio all'amore profondo verso l'altro sesso, conosco tanta gente anche nella mia famiglia che ama molto, ma non ha mai amato davvero incondizionatamente un uomo, più i figli appunto o altre cose.
          Ma non fa parte della mia natura quindi non so perchè succede.

  10. c'è chi non sa amare di certo. C'è chi non sa neanche cosa significhi e si costruisce un mondo di compormessi per non correre rischi. Saper amare a volte sembra dono e condanna insieme. Ah... vi aggiorno. Sono ufficialmente innamorato.

    • così in fretta ? :)))

      • In realtà da molto di questa ragazza. Una di quelle storie impossibili sai? che ci si incontra più volte ma sempre, apparentemente, nel momento sbagliato. La differenza è che stavolta semplicemente non ho avuto alcuna paura di essere me stesso e dire quello che provo, senza programmi, senza attendere il "giusto momento", così come è venuto. Poi quello che accade accade 🙂 ...libertà è paura e gloria.

    • ottimo direi...:) anche se sì... dono e condanna...buona fortuna:) vale comunque la pena 😉

  11. Bella.
    Forse il momento perfetto è quello che ancora deve venire?

    • Il più bello dei mari / di Nazim Hikmet

      Il più bello dei mari
      è quello che non navigammo.
      Il più bello dei nostri figli
      non è ancora cresciuto.
      I più belli dei nostri giorni
      non li abbiamo ancora vissuti.
      E quello che vorrei dirti di più bello
      non te l’ho ancora detto.

    • Il più bello dei mari / di Nazim Hikmet
      Il più bello dei mari
      è quello che non navigammo.
      Il più bello dei nostri figli
      non è ancora cresciuto.
      I più belli dei nostri giorni
      non li abbiamo ancora vissuti.
      E quello che vorrei dirti di più bello
      non te l’ho ancora detto.

  12. Il più bello dei mari / di Nazim Hikmet
    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo.
    Il più bello dei nostri figli
    non è ancora cresciuto.
    I più belli dei nostri giorni
    non li abbiamo ancora vissuti.
    E quello che vorrei dirti di più bello
    non te l’ho ancora detto.


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