L'Alba dei miei primi 40 anni

Racconti Gianluca Marcucci

Stamattina rovisto nella mia mente tra i ricordi di una vita ed è una momentanea astrazione da tutto e tutti...
Chiudo gli occhi... Mi accomodo in ultima fila ed è come assistere alla delirante prima del film della mia esistenza...

Emozionato...
Attendo pazientemente che tutte le poltrone si riempiano, ma nessuno entra, nessuna coda ai botteghini, niente giornalisti o autografi da firmare e nemmeno uno specchio con cui scambiare qualche opinione.

Ad un tratto il buio si impadronisce della sala, scorrono immagini, si susseguono suoni. Trasportato all’interno di una assurda pellicola rivivo d’incanto tutte le emozioni possibili. E’ il primo atto della storia...
La mia prima gioventù, e la rileggo riuscendo con difficoltà a mettere a fuoco tutte le immagini per via degli occhi umidi...
Poi, in un crescendo allucinatorio, il secondo atto cambia improvvisamente le carte in tavola.
La curiosità di un bambino cede il passo allo spaesamento di un ragazzo in cerca della propria identità.
Le immagini mi inchiodano alla poltrona ed affannosi ricordi riportano alle angosce ed ai timori di una età dove sbagliare era una spietata consuetudine.
Sono errori che non prevedono alcun tipo di giustificazione da parte di alcuno...
Semplicemente ritrovo la vita di sempre, gli affanni, le ansie, il verbo potere ancora tutto da coniugare...

Ad un tratto mi sento più spettatore che protagonista e percepisco le mille speranze di allora, ma anche tutto il sapore di obiettivi mancati.
Sono perfettamente sincronizzato con la paura di sbagliare ancora...

Alla fine del secondo atto le luci della sala si accendono...
Un improvvisato “bibitaro” scorre tra le file incurante del fatto che io sia l’unico pensiero presente. Gli chiedo un bombolone. Mi vuole rifilare un cornetto Algida.
Si proprio il cornetto Algida! Uno dei gelati più insignificanti mai prodotti da essere umano. Il croccante al cioccolato. Quello si che poteva chiamarsi gelato!

Piomba di nuovo il buio nella sala.

Rimango completamente in bilico tra una delirante follia e la devastante genialità dei miei vent’anni...
Tra disperazione, raccapriccio e casualità sospette, mi addentro nei sotterranei della coscienza scoprendo una botola di orrori...
Un amico che ti tradisce colpendoti al cuore con tutta la forza possibile.
Una donna che ti abbandona mentre tutto crolla intorno a te.
L’unica cosa da fare sarebbe stare lì a contare le macerie come pecorelle, nella assurda speranza di addormentarsi e svegliarsi in un’altra vita...

Accuso ancora il colpo anche a distanza di anni e sento il calore delle lacrime scendere lungo il profilo imperfetto del mio viso.

È una emozione fortissima...
Mi guardo intorno cercando ancora l’omino delle bibite, mangerei volentieri anche un cornetto Algida per togliermi questo retrogusto di sofferenza...

È il momento peggiore della mia storia.
Vago nella pellicola come centrato da un fulmine...
Mi sento parlare per banalità e luoghi comuni...
Sono anni in cui faccio discorsi che non interessano nessuno, me per primo, non riesco a tenere viva l’attenzione dello spettatore neanche a parlarne.
Io sono l’unico in sala e se non mi do retta io stesso, non vedo come possano farlo gli altri.

È l’età dei paradossi...

Conformemente ad una nuova prospettiva la storia rallenta, la velocità cinematica varia alternando riprese con camera a mano a inquadrature più posate e bilanciate. Poi un imprevedibile evento imprime alla vicenda un’altra svolta...

È una bambina bellissima, si chiama Nicoletta. Un nome che il papà porterà per sempre tatuato su quel suo cuore guarito.
Lei è uno spettacolo di rara normalità...
Lei è la cura...

La sala cinematografica ora sembra immensa. Le immagini tornano a scorrere veloci e ripercorrono tutti i miei successi più o meno importanti...
Dalle funamboliche performance sui campi di calcetto, agli obiettivi raggiunti nel lavoro e confezionati con chirurgica accuratezza.
Nascono nuove amicizie e scopro un nuovo gioco dove puntare decisamente in alto...

Nell’ultima parte del film mi trasformo nelle cavia umana selezionata per compiere i miei viaggi visionari.
Tante vite ed un solo protagonista che si allontana definitivamente dal piattume di un palcoscenico di adolescenziale fattura. Sono pronto a lanciarmi al di là dei miei primi quaranta anni..

La luce torna ad illuminare la sala e come per magia il teatro è pieno. Riconosco gli amici di sempre, ci sono davvero tutti: Emiliano, Fabrizio, Max, i ragazzi della squadra e della comitiva a S.Silvia, tutti i miei vecchi compagni di scuola.
Riconosco professori, vecchi amori e vicini di casa.
Dalle prime file ricevo un cenno di saluto dagli amici del mare. Ci sono i ragazzi del lido d’Ulisse, tutti gli ex colleghi ed anche tutti gli ex amici...

Alessandra sorride dalla galleria mentre dalla platea in alto si alzano Maurizio, Guido, Salviano e tutte le persone care che non ho mai dimenticato...

Sono io che applaudo questa volta.

Sulla poltrona alla mia destra una bimba vuole stringermi forte la mano.
E’ mia figlia. C’è anche lei. Ci sono i miei genitori.
Mia madre mi accarezza una guancia.

“Ma che ti sei ingrassato..?”

È la solita mamma spietatamente inopportuna ed irrimediabilmente unica.
Mio padre mi stringe una spalla ed ammicca con la testa in cenno di assenso.

È ora di andare...
Prendo la mia famiglia per mano ed esco dal teatro.
Fuori mi attende una golf grigia con i pneumatici da neve appena montati.
Al volante una ragazza bionda parla con spiccato accento russo.

“Andiamo my bear! Niki domani deve andare a scuola!”

Il mio viaggio nel tempo e nello spazio che ha per meta il suo punto di partenza finisce qui. Senza titoli di coda.

Ho scritto tutto questo solo nella speranza che per tutti un giorno le cose possano andare meglio.
Ricordatevi allora di come eravate e scrivete sempre tutto delle vostre emozioni, perché l’importante è non dimenticare mai!

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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2 Commenti

  1. La differenza tra il vivere e il sopravvivere,essere parte integrante della propria esistenza riuscendo, seduti davanti ad uno schermo, a rivivere la propria vita,snocciolando emozioni,rendendo il lettore ansiosamente partecipe di tutto quello che accade.E' bellissima questa introspezione,che la golf grigia carica di voi non si fermi mai.Io intanto mi sono perso la prima ma sono in coda al botteghino per vedere questo successo,ne parlano tutti bene.Ma comprerò un croccante all'amarena...de gustibus.... 😉


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