L'ape muratrice

Racconti matteo

Chiusa tra le cinque mura della tua stanza strana, cerchi di dare un senso al tuo lavoro. Fissi la carta che odora di fresco ed è bianca come tu non sei. Dici di esserlo stata, ma ha il peso di un'opinione.
Il gattino che avevi preso perchè ti facesse compagnia gratta alla porta, ha bisogno di uscire, gli dici no, dai, che fuori piove, ma è un concetto che ha senso solo se lo prevedi, lui saprà di essere bagnato soltanto quando tornerà.
Rileggi un po' di pagine, solo due, e sei qui ferma da ore. Ti chiedi se nella tua penna c'è l'inchiostro simpatico, ma le parole che non tornano non ti hanno mai fatto sorridere.
Potrebbero essere una lunga lettera le tue giornate d'inverno, piene così di cancellature e accapo, con spazi vuoti sempre più vuoti perché lui non c'è.
Ti prepari il tè verde perché ti riscaldi le mani rosse e l'umore nero e cerchi tra tutti i colori quello che si intona meglio col tuo nome di donna che non sai pronunciare.
Chiudi gli occhi, adesso lui verrà o ti saliranno dal polso le parole giuste o se non succederà niente di tutto questo maledirai il pianeta intero e chiamerai a te le stelle.
La cartomante ti aveva avvisata e non lo dimentichi mai, puoi mutare il colore degli occhi ma non l'angolazione dello sguardo.
Il telefono, chi chiama adesso? Vecchie pubblicità nuove, occasioni uniche sui dati ricavati dalle recenti bollette, risultati positivi dopo le ricerche di mercato e clic. Attacchi.
Un tuono scuote la casa che resta ferma, intimorita, avvolta nel silenzio delle spiegazioni non date, o date male.
Impasti con una lacrima secca pensieri segreti, piccoli ricoveri per cuori trasandati.
Alle dita porti tre anelli come cerchi non concentrici di sopravvivenza, tronchi in mezzo alle rocce, calcare di miele.
Proprio come l'ape muratrice devi sbriciolare il cemento per uscire dal tuo nido, ma non hai mascelle poderose come vorresti.
Adesso chiudi gli occhi e getti via la penna che rotola oltre il tavolo e ti cade sui piedi, è un buon segno.
Ti allunghi sulla sedia, dopo uno sbadiglio inizi a giocare con i capelli.
Malgrado i sogni sembrino tutti estinti, c'è una luce annegata che continua a brillare.
Il vapore che sale dalla tazza di tè ti appanna gli occhiali, la cornice d'oro poggiata sulla mensola è vuota da sempre.
Collochi le idee in cassetti di bambù, che se il vento passasse ci rovisterebbe in mezzo.
Quando il gattino sarà tornato dalle sue perlustrazioni, il territorio sarà segnato e potrete accoccolarvi insieme in attesa del giorno.

matteo
matteo
La speranza è nell'opera. Io sono un cinico a cui rimane per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. (Vincenzo Cardarelli)-----http://badradio.splinder.com/

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3 Commenti

  1. hai un modo di scrivere che inchioda...complimenti


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