L' archivio

Racconti MariC

Un colpo lontano, netto e definitivo. Arriva discreto come un segnale senza importanza seguito da un puff finale. Un puff che ha il peso del metallo, la morbidezza della gomma e l'elasticità della molla che spinge e trattiene.
I pensieri si fermano e restano in sospeso, mentre dietro gli occhi socchiusi si disegna la porta del mistero. Un mistero noto nella sua essenza, ma con chilometri di immaginario impilato e numerato.

L'uomo mi passa accanto con le dita infilate nella fettuccia del raccoglitore che gli tende il braccio. Solleva il plico e lo lascia cadere con un tonfo sul bancone.
Io continuo a sfogliare il mio fascicolo senza alzare la testa. Le mie dita indugiano sulla polvere di ferro imprigionata nell'inchiostro seguendo la grafia curva che corre verso il punto. Inclino il foglio incuriosita da quel luccichio che ha asciugato i solchi sottili sulla carta spessa e irregolare.

Il polverino. La scoperta del mio primo giorno d'archivio. L'impronta del passato che diventa mia nel solco dei polpastrelli. Un'emozione che si ripete ogni volta.La materia dà vita alla storia.

L'uomo passa di nuovo borbottando dei numeri. Ora ha le mani vuote e lo sguardo assente. Un altro puff sigla la sua scomparsa.

Quello spazio ingombro, rintanato oltre una soglia che non vedo, mi ossessiona da mesi. È il giardino del mistero, il labirinto infinito, il mondo di Alice...

Alice era talmente entrata nell’ordine di idee di aspettarsi che accadessero solo cose fuori dal normale, che le parve decisamente squallido e piatto che la vita procedesse nel solito modo.

Non ho più dubbi. Nello spazio dietro la porta ha trovato dimora il Bianconiglio. Immagino di vederlo saltar fuori di corsa, lui con il suo panciotto e l'orologio in mano, gridando: «È tardi! Ho fretta!» Così potrei seguirlo dentro quel posto strano, pur sapendo, come Alice, che la curiosità spesso è causa di guai...

MariC
MariC
Nessuno capisce fino in fondo i propri abili sotterfugi, messi in opera per evitare l'inquietante ombra della conoscenza di sé. (J. Conrad)

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2 Commenti

  1. Tracce del passato sulle dita, il mistero oltre la soglia... seguirei anch'io Alice e il Bianconiglio.

  2. tracce di passato vero, la stessa sensazione che mi è rimasta leggendo l'archivio. E immagino che in un archivio sia facile trovare fra uno scaffale e l'altro il bianconiglio che salta fuori con il suo orologio che grida è tardi e tardi.... e io, nuova Alice che lo insegue fra le parole dimenticate di un archivio.


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