l'aria della domenica

Racconti Nicola Eboli

Sono pigro. Clinicamente accertato. Sono scandalosamente, esageratamente pigro.

E ne sono assolutamente consapevole. Ma sono troppo pigro per cambiare la mia situazione.

In verità … mi sono crogiolato. Mi sono  giustificato … a me stesso innanzitutto . Mi sono totalmente affidato … e del resto non vedo come potrei aver avuto altra scelta.

Non mi sembra ci sia niente da fare che non sia stato già fatto. Che se non è stato fatto evidentemente non serviva.  No. Meglio lasciare che passi. Che passi tutto  ‘sto tempo.

Io farò come i cani. Vivrò il necessario. In attesa. O mi darò all’omicidio.

In attesa. Ancora in attesa. Un attesa che segue altre attese. Il che rappresenta l’aspetto più normale. Quello meno è rappresentato dal fatto che non faccio niente per far finta di non esserlo. In attesa. E così quando mi dicono … “non ci puoi stare una vita a finire ‘sta storia. È importante che sia pronta per la stagione estiva. Non deve essere un capolavoro di dialettica. Qualcosa che possa arrivare. Sai quello che la gente vuole …”

Secondo me ‘sta famosa “gente “ di cui si leggenda , non vuole proprio niente. Starebbero bene e beati anche così.

Quindi non mi ci sforzo nemmeno.  Finta di fare qualcosa di importante. Di importante per chi?

Io già mi nutro e dormo. Ci sta che ho anche qualche figlio sparso per il mondo … il mio dovere materiale lo faccio. Per il resto … sono in contatto costantemente con la più intima parte di me … il che è come dire che non faccio un cazzo. … È un modo di dirlo … .

Il fatto che ancora io non abbia capito “COSA” dovrei fare , la prendo ovviamente come una mia mancanza.  Dovessi anche alzare un palazzo con le mani o scoprire il senso della vita , potrei sempre fare di più e ci sarebbe sempre qualcuno a ricordarmelo. Non mi sembra che a nessuno serva di aver compiuto chissà quale miracolo, per sentirsi migliore degli altri. A questo punto posso sentirmi migliore di tutti anch’ io e continuare a fare quel che faccio.  Mi godo me stesso.

E aspetto.

E insomma. C’è da metter su questa porcata.

Si parla di soldi … che sennò non sarei nemmeno qui a pensarci. La maniera migliore per risolvere i propri problemi e coinvolgerci chiunque abbia la sventura di passarti accanto e chiederti “come va?” … . Partiamo da questo.

Due tizi che si incontrano e uno dei due non ha più alcuna ragione di vivere.

L’altro cerca di confortarlo raccontandogli quello che di peggio gli è successo nella vita.

Al primo tizio questo non basta per risollevarlo dai suoi problemi, anzi dalla sua mancanza di problemi. Dalla sua mancanza di … tutto.

Così il secondo tizio che è davvero una gran brava persona, pensa che dato che è domenica se invita il primo tizio a pranzo farà una doppia buona azione e sicuramente questo farà stare meglio anche lui e i suoi guai e lo porterà in paradiso. Chiama casa e informa la mogle che naturalmente si incazza ma poi pensando che avrebbe potuto raccontarlo alle amiche in chiesa, e guadagnarsi rispetto e ammirazione, oltre che preghiere ad oltranza per il paradiso.  si convince e acconsente. Poi provvede a sostituire l’argenteria con le posate normali. Però nel preparare il pranzo e tutto il resto ci mette l’anima.

Ed è una splendida tavola imbandita che accoglie i due all’arrivo. Portate, contorni e vino affinché lo sventurato e bisognoso pezzente possa anche lui sentirsi in paradiso per un giorno.

“ ci ha riempito di gioia e di gratitudine questo incontro. Ti auguro di risolvere i tuoi problemi con tutto il cuore e magari potrei fare qualche telefonata ma non ti assicuro niente, comunque nel caso. Sai ora avrei bisogno di riposare è domenica. Poi è una bella giornata per stare all’aria. Beato te, io dopo una settimana di lavoro la domenica devo crollare. E si che mi piacerebbe proprio andarmene fuori una domenica così. Ma chi ce la fa… vabbé senti, non vorrei offenderti … prendi questi 50 euro. Davvero non ti preoccupare. Va bene così. Stai bene …”.

 

A questo punto il primo tizio si guarda i 50 euro nella mano e piange.

In quel momento un raggio di sole entra dalla finestra ed illumina i tre. Profumo di rose si spande per ogni dove.

A questo punto, a rigor di logica, il primo tizio va ad investire le 50 euro in droga e si fa fino a morire. Oppure investe in un biglietto della lotteria e vince un milione di euro oppure … oppure niente.

Semplicemente il primo tizio non aveva ragioni per vivere prima e non ne ha ancora adesso.

Però, pensa che due stronzi così ne hanno meno di lui e se c’è qualcosa che può farlo stare davvero meglio e massacrarli. Così fa e poi si suicida.

E questo è anche un lieto fine. Per quelli a cui piace il lieto fine. Il  primo tizio voleva farla finita e lo fa.

I due stronzi che agognavano il paradiso, se avevano qualche possibilità prima, da martiri ne hanno ancora di più …

 

… che vita di merda.  Aveva ragione papà … “arruolati! Senti a babbo …”

Nicola Eboli
Nicola Eboli
teatrante

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6 Commenti

    • anche tu Karen. davvero contento di riesserci. abbraccio

  1. qualche particolare più cruento per svegliare meglio dalla favola non ci sarebbe stato forse male 😉
    bel racconto Nico

    • e si. ma quello era sottinteso. sono in fase mistica

  2. Allora faccio bene a passare da queste parti ogni tanto.

    Mi piace la storia delle scelte oppure niente, è in generale un bel racconto davvero, senza definizione precisa ma con un significato preciso e profondo.

    Il linguaggio poi spetta solo all'autore deciderlo in base al contesto...

    • e sono contento che sei passato. salut N.A. e grazie per il commento.


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