Le conseguenze della neve

Un cielo coperto di nuvole stamattina gioca con il mio umore.
Fa freddo, nevica, ho gli occhi ancora chiusi e il mondo lo guardo in orizzontale. Semplice cielo, solita terra ed orizzonte.
Poi apro gli occhi e mi accorgo che, dalla finestra, posso vedere anche alberi innevati che salgono da terra verso l'alto e si sfascia tutta la geometria del sistema.
L'erba, i pali del telefono, le persone in piedi, via via il mondo diventa vertical-orizzontale.

A maggio, neve uguale noia.
Ogni telefonata di lavoro oggi non è molto gradita. Ho già risposto due volte e rimandato opportunamente.
Si lo so, ho detto una spietata bugia. Ho comunicato che avevo da fare anche se, in fondo, non è poi così.
Sono solo parcheggiato male con la mente, ma non andrò certo all'inferno per questo.
E poi con tutto questo inopportuno bianco intorno. Questo roboante silenzio. Ogni cosa lascia pensare ad una sorta di paradiso, quello bianco con le nuvolette.

Il paradiso...
Se c'è non somiglierà altro che ad un improbabile "prigione" di alta quota.
Un posto dal quale non te ne puoi certo andare. Bello Dio, bella la beatitudine, però detto tra noi... che palle.
Ironia della sorte, nessuno torna indietro dal paradiso, e non sono affatto convinto che sia per scelta. E allora?
Non è sbagliato dire che in paradiso ti annoi, perchè è troppo tranquillo, troppo ironico. Una sorta di immenso outlet della Chateau D'ax dove te ne stai comodamente abbandonato su un fantastico divano, senza alcun pensiero e con il telefonino fuori campo.
Si dice che di un divano non ci si stanchi mai. E comunque c'è sempre un altro divano per riposare.

Stamattina qualcuno ha scritto con il gessetto bianco sull'asfalto le cose da fare, ma la neve ha opportunamente coperto ogni cosa e non sono dell'umore adatto per tenere in mano una pala.
Mi viene da ridere a pensare che l'unica cosa dritta, ma veramente dritta di questo paese, sia quel campanile logorroico che non manca mai di scandire il tempo ogni mezz'ora.
A giudicare dalle premesse, sono certo di trovarne uno anche in paradiso.

“Quando si è stati amici una volta lo si è per tutta la vita”.
Titta di Girolamo - Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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3 Commenti

  1. quel film è un capolavoro.... e la scena finale. L'amico di un tempo sperduto fra le montagne... a svolgere il suo lavoro... i suoi occhi, la sua barba...
    🙂

  2. quel film è un capolavoro.... e la scena finale. L'amico di un tempo sperduto fra le montagne... a svolgere il suo lavoro... i suoi occhi, la sua barba...
    🙂


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