Le ombre dei lampioni

Racconti matteo

Sabrina guarda le buffe forme che assumono le ombre dei lampioni quando passano le auto e pensa: devo dimenticarlo. Potrebbe essere passata anche una sola altra notte, o solo una vita, ma non fa più alcuna differenza.
A volte passo anche io da quel ponticello sul fiume, nel punto dove curva, sembra che sia finito.

Quando da bambini ci prendevamo per mano e giravamo in cerchio c'era sempre uno che rischiava di cadere, perchè la testa girava e i pensieri faticavano a restarci aggrappati. Adesso che una volta o l'altra siamo caduti tutti, giriamo meno o restiamo fermi ad aspettare la terra, ci hanno insegnato che gira e che non fa rumore.
Non che mi vada di cadere, mi dicevi, ma non voglio fermarmi.

Quando qualcuno intorno a te non capiva l'euforia che provavi, diventavi gelida.
C'è una cornice lunga sei metri attorno ai muri della piazza, i cani vogliono segnarla tutta, ma la pipì è finita sul pino ai giardinetti, averlo saputo.
Io ho sputato sulle gambe di un vecchio perchè non faceva che tremare alla fermata del bus, fai tremare anche me e io ti odio, lo sai o non lo sai?

A correre via quando si sentono le sirene facciamo ancora in tempo, ma a te va di trattenerti, per guardare se un uomo derubato respira come uno che ha ancora tutto.

È come coi sogni, gli dici, credi di tenere tutto in mano ma non hai un cazzo di niente.
Ti tiro per la giacca e corro, infilandomi sotto le ruote di un camion in sosta, abbastanza alto per coprirci e abbastanza basso per non regalarci allo stato. Sulla soglia della strada il brecciolino e le cartacce, i filtri ingialliti e le polveri sottili.

Solo poche ore e avremo la riprova che le nostre amate teorie non ricostruiranno niente. Non hai mai amato che io fossi senza speranze, come io che tu ne avessi in me. Ma è semplicemente successo, trovarsi in un desiderio a metà; servirebbe un bello spot adesso, di quelli ben fatti, con lo slogan efficace e la musichetta che non sai smettere di canticchiare anche se la odi, perchè è stupida. Ma è dritta, come non è più la nostra notte.

Potrebbe capitarti domani di vedermi passare da quel ponticello con lo sguardo poco attento alle ombre che mi fanno il verso. Se io non mi accorgerò di te, ti prego, fermami, fammi un cenno, tirami pure dei sassi sporchi che troverai sul marciapiede, li ho messi io stesso, molti giorni fa.
Dopo che mi avrai colpito mi alzerò lentamente, sorpreso, ancora incerto, un po' titubante.
Ecco, allora, nel momento in cui ti metterò a fuoco, quando nei miei occhi si formerà l'esatta immagine di te che mi guardi senza sorridere, ecco, allora, proprio e soltanto allora, fai questo per me, dimenticami. Lascia che io percorra la strada fin dove arrivi a vedere, io riprenderò il mio cammino e quando mi volterò, proprio prima della curva cieca, perchè lo farò, tu non ci sarai più, non è vero?

matteo
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La speranza è nell'opera. Io sono un cinico a cui rimane per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. (Vincenzo Cardarelli)-----http://badradio.splinder.com/

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5 Commenti

  1. bentornato Matteo... io è inutile che parlo sai come la penso, tu stai a un altro livello, tu scrivi da Dio e anche questa volta hai usato le parole in modo divino
    devi scrivere più spesso... 😉

  2. karen, sei il mio antidepressivo naturale! sposiamoci! 😉

  3. "...Non hai mai amato che io fossi senza spe­ranze, come io che tu ne avessi in me..."
    Difficile dimenticare... un desiderio a metà.
    Nel leggerla un pò mi fa tremare...
    Ma è bella. Complimenti.

  4. Grande Matteo... bentornato e con che pezzo poi... da far drizzare i peli sul braccio... ma davvero si può chiedere di dimenticarsi di un desiderio a metà?
    e soprattutto... com'è che si vive un desiderio a metà? Nel senso che si avvera solo a metà e l'altra non si sa dove sia andata a finire oppure è uno di quei desideri che arrivano sempre nel momento sbagliato o nel posto sbagliato e non collima mai quello di uno con l'altra?


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