Le parole a volte non bastano, non servono, non contano. Contano i fatti, conta che qualcuno non c’è più, che molti soffrono, che tanti vivranno in sensi di colpa e che la vita prima poi riprenderà il sopravvento e finirà il suo corso.

La musica spesso accompagna la vita e le note a volte accompagnano le lacrime di chi le ascolta,  melodie tessute in ricordi d’argento, urlo già scritto di chi non ce la fa a parlare.

Le immagini scorrono… lontane e vicine, altari immolati all’amore… che a volte si perde, si allontana, si confonde tra le pieghe di vite addolorate. Amore  che riaffiora quando orma è tardi.

Domande, risposte mute, dubbi che scavano rughe di rabbia. Il cielo piange e mi chiedo perché. Nella mia impotenza stappo  un rosso, brindo e penso a te.

Michela
Michela
Non potrei essere altro che quella che sono: un cavallo libero in una prateria che non vuole essere domato; una fatina buona che appare quando serve e senza rumore se ne va; una leonessa che protegge i suoi cuccioli e li aiuta a vivere; il caos senza controllo,la mamma, l’amica, l’amante, la moglie che ama nel profondo. Ecco, sono passione, dedizione e propensione. Una sognatrice con i piedi per terra, la quiete e la tempesta, il dramma e la commedia (beh, forse più la commedia!), il tutto e il niente. Sono una come tante… sono io.

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