Lettera a mio figlio

Lettere poeta solitario

Lettera a mio figlio:

L'ansia di vedere arrivare la macchina con tua madre che guida, mentre tu seduto dietro sembri voler strappare la cintura di sicurezza per corrermi incontro. La tua scatolina per l'apparecchio dei denti sempre al collo, lo zainetto con il cambio per giocare a pallone e il cellulare nuovo che ti ho comprato, con dentro le canzoni di Checco Zalone che ti fanno ridere tanto. La vita è dura, amore mio, cinque anni senza di te vicino al letto sono difficili da digerire,ti ricordi quando ti tenevo sul petto per sentire se respiravi? Come fai a ricordarlo, pesavi poco meno di un pollo! E quando ti reggevi a malapena sulla motocicletta che ti piaceva tanto? Ti bastava tirare l'acceleratore per essere felice.
Ricorderò sempre quel 5 novembre del 2006 che ti lasciai a casa dopo essere andati a prendere le castagne, dormivi come un angelo e ti portai in cameretta, quella fu l'ultima volta che misi piede in casa. Solo noi sappiamo le domeniche passate al freddo in giardino quando non potevi venire con me. Acqua passata, da nonna ti aspetta sempre la pasta col pomodoro fresco e le patate al forno, la bistecca e l'hotdog che papà ti prepara per merenda, le nostre partite a PES e la musica scaricata da youtube. Io ci sarò sempre, nonostante tutto quello che ho passato sono ancora vivo, nonostante tutto quello che hai passato tu siamo ancora più forti e più uniti e vinceremo la nostra battaglia, ci mancavano pure i giudici distratti a completare l'opera. Tutto si sistemerà e tornerai a mettere il tuo spazzolino a casa di papà, col pigiama e un libro prima di addormentarti. Intanto sii forte, il peggio è passato, sei un ometto di dieci anni e hai capito troppo presto quanto può essere faticosa e piena di sofferenze la vita. Non conteremo più le ore alla rovescia, amore mio, ma i giorni, è una promessa. Papà.

poeta solitario
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Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio. E' proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l'anticamera di un nuovo inizio. Nato nel 1977 l'8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata "Sensazioni d'Autore",un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

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3 Commenti

  1. Sei un grande, mi piace quando qualcuno scrive così puramente, un linguaggio che deve essere compreso da un bambino di dieci anni, destinatario originale dello scritto...

    ...non al pubblico vario che può impressionarsi da parolette intriganti.

    è una lettera al figlio. il figlio deve comprendere.

    Volgarmente parlando il resto se lo comprende bene, se no "sticazzi".

    E questo rende un opera "autentica" dandole vita...

  2. grazie,era proprio questo il messaggio.La lettera è indirizzata proprio a lui e visto che ieri abbiamo passato una bella giornata la malinconia mi ha portato a scrivere quasi un dialogo,come se lo avessi davanti,per far scemare un pò quella sensazione di malessere della domenica sera.Volevo solo esprimere un sentimento senza iperboliche invenzioni,come direbbe jovanotti,con tutto l'amore che ho.

  3. Bene, questo è scrivere davvero.

    Il resto non lo considerare neanche.... 🙂


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