Uno dei miei fumetti preferiti era senza dubbio Dylan Dog.
Ricordo che leggere le sue avventure era un po’ come affacciarsi fuori alla finestra del mondo.
Indagatore dell’incubo.
Investigatore dell’animo umano.
Un po’ come me!

Quel ragazzo semplice e sensibile che leggeva improbabili avventure oggi è qui, ma con qualche anno in più. Ovviamente non ha più molto tempo da dedicare al suo personaggio preferito, ma la sequela di storie e di situazioni che ogni giorno si susseguono ed i personaggi che compongono i quadri di vita quotidiana, lo riportano spesso e magicamente indietro nel tempo, a ricordare le avventure di quei fantastici giornalini.

L’uomo oggi è cresciuto, è un fine osservatore, un sognatore, un traghettatore di impressioni ed emozioni che attraverso il fiume della fantasia raggiungono le inarrivabili sponde di un'emozione. E spesso mi emoziono davvero a rileggere quello che scrivo. Scorrendo i ricordi, rido e... sorrido.

Il fatto è che nel momento in cui viviamo una esperienza, positiva o negativa che questa sia, la bruciamo in un attimo. E’ il tempo che poi ci aiuta a farne un buon ricordo.
Il tempo cancella dalla memoria i ricordi che appesantiscono, quelli che confondono ed illudono ed alla fine lascia che rimangano solo le belle esperienze a colorare il buio della nostra coscienza.

I miei ricordi sono chiari, la famiglia, l’amicizia, il lavoro, l’amore, tanti piccoli e grandi successi, risate, ma anche tante incomprensioni, liti, pianti e rimpianti.
L’imperfettibilità della vita è una cosa suggestiva. In questi giorni mi sono ritrovato a ricordare e scrivere dell’alternanza di chiari e scuri, di cadute e risalite, di successi ed insuccessi ed è stato come interpretare me stesso.
Scrivere è libertà di pensiero, interpretazione del reale, ma scrivere vuol dire anche immaginare, sognare, creare ed esprimersi senza stare troppo a pensare quale possa essere l’interpretazione del lettore.

Max, che ormai è uno di quelli affezionati, continua a ripetermi che il quadro descritto ogni giorno è il profilo di un personaggio triste, ma non è così amico mio.
Agli occhi di chi scrive nulla sarà mai come sembra. Il pensiero può assumere qualsiasi forma e non necessariamente riflettere uno stato fisico od una condizione mentale assoluta.
A volte si scrivono cose tristi solo per combattere la tristezza, solo perchè il tutto assuma il contorno di una bellissima favola.
Posso stare qui a parlare di bomboloni e canti delle sirene, posso dispensare consigli a chi crede di essere stanco ed a chi non ha voglia di lottare per i valori universali che riempiono la nostra vita, oppure riempire i vuoti di un blog con l’illusione di esserci sempre e comunque, ogni giorno. E di contare.

La mia consapevolezza è quella di essere imperfetto, ma di non essere comunque solo un figlio, un fratello, l’amico o il fidanzato di qualcuno, ma anche un dispensatore di sogni per qualcun’altro che magari in questo momento è solo un ignaro lettore.

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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10 Commenti

  1. Dylan Dog è stato anche il mio fumetto preferito, l'unico che abbia mai letto continuamente e da cui avevo preso dipendenza...:)
    Per il resto non posso che essere d'accordo con te, quello che si scrive sono stati d'animo momentanei, non è un pensiero assoluto ed è risaputo che si scrive maggiormente nei momenti tristi o malinconici, quando siamo felici abbiamo, in linea di massima, altro da fare, siamo troppo impegnati a vivere... 😉

  2. E' soggetivo 🙂 io per esempio sono felice (incrocio arti e tocco tutto il ferro possibile)

    • felice e superstizioso... come me!!! (e mentre lo dico stringo nella mano sinistra un corno rosso)

  3. Dylan Dog è stato anche il mio fumetto preferito, l'unico che abbia mai letto continuamente e da cui avevo preso dipendenza...:)
    Per il resto non posso che essere d'accordo con te, quello che si scrive sono stati d'animo momentanei, non è un pensiero assoluto ed è risaputo che si scrive maggiormente nei momenti tristi o malinconici, quando siamo felici abbiamo, in linea di massima, altro da fare, siamo troppo impegnati a vivere... 😉

  4. Sono cresciuto con Capitan Miki e Black Macigno, Nembo Kid e Alan Ford..
    Dylan Dog lo conosco solo di fama..però..
    la sostanza non cambia..
    non si vive di ricordi..ma i ricordi ci aiutano a vivere..
    Concordo con Karen..la malinconia è fonte di ispirazione..almeno per me..

  5. evvva dylan dog. ci sono albi come j freak o il lungo addio che sono veri e propri capolvori.


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