L'insostenibile bellezza della Modamorte

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Continuo il mio viaggio nell’universo della letteratura femminile di genere specie per quanto riguarda l’Italia. Un viaggio che finora mi ha permesso di aprire porte rimaste per troppo tempo chiuse, mondi interessantissimi da visitare. Ahinoi il Bel Paese su certe cose porta ancora degli strascichi culturali molto forti certi pregiudizi, un po’ sessisti, un po’ ideologici secondo i quali gli italiani non sanno scrivere di genere, grazie Fruttero&Lucentini ma vi siete sbagliati, soprattutto questo settore era precluso alle donne! Mai ragionamento fu più errato e miope. Oggi parliamo dell’ultimo libro di Erika Polignino, giovane, bella e talentuosa scrittrice meneghina che dopo il grandissimo successo di Nero Fluorescente, che la resa famosissima e amatissima negli ambienti alternativi, torna con un nuovo romanzo edito dalla Mursia intitolato Modamorte.


Protagonista della nostra storia è la giovane Musette, che prende il nome da una cantante parigina del XIX secolo, ventenne che vive a Milano con una sorella orribile e frequenta l'Istituto d'Arte e crea abiti per bambole e orsetti di peluche. Musette, è affascinante ha i capelli rosso-tramonto e una croce bordeaux su una guancia. Vende eros per mantenersi e pagarsi anche alcune peculiarità come le sue pantofole etrusche fatte su misura. A farle compagnia nelle noiose giornate milanesi è la sua amica giapponese Miyako, affetta da Artefilia (il desiderio di autoerotismo irrefrenabile dinnanzi alle opere d’arte), con la quale esplora le diverse forme d'arte frequentando mostre e concerti di musica elettronica. In una serata come le altre incontra Daniel, dal crine celeste e dal lungo codino bianco, il quale dopo un primo scontro si dimostra profondamente attratto da Musette la quale a sua volta è conturbata dalla sorella di lui Soledad. Così le due ragazze aspiranti stiliste trascorrono le vacanze natalizie a Corinaldo, un piccolo borgo medioevale, dove la famiglia del giovane gestisce un'impresa di pompe funebri. Senza saperlo, per Musette sarà l'occasione di una vera e propria svolta. Inizia a creare setosi abiti per i defunti per prepararli al loro ultimo viaggio in luttuoso fascino. Dalla morte inizia per Musette una nuova vita creativa e affettiva.

Modamorte è indubbiamente un romanzo nuovo e trascinante che apre le porte su un mondo underground, alternativo e gotico spesso misconosciuto. Lo stile della Polignino è intrigante, giovane delicato e a tratti surreale quasi lisergico. La stessa Musette è un personaggio “sentimentalmente stimolante” potremo trovarla seducente, odiosa, estrosa, isterica, potrà essere anni luce distante dal nostro mondo o speculare a noi ma non potrà esserci mai indifferente!

Ho intervistato l’autrice per sapere qualcosa in più di lei e del suo libro e per vedere un po’ a che punto stiamo da noi con la letteratura di genere.

 

Erika parliamo un po’ di te cosa vuol dire essere una giovane scrittrice di genere in Italia? Ci sono ancora dei pregiudizi e dei preconcetti secondo te?

In Italia, soprattutto da parte di molti giovani, c’è curiosità verso la letteratura di ‘genere’ ma non basta. Essendo una letteratura particolare, il nostro paese non è ancora pronto, o forse maturo, ad accettarla. Siamo abituati ai canoni classici di scrittura e trama e ci vuole del tempo prima che questo nuovo modo di raccontare le storie e di sperimentare la scrittura siano pienamente assorbiti dai lettori italiani. Siamo molto radicati nella ‘vecchia’ letteratura, poiché è quella che ci ha dato un’identità fino ad ora, abbiamo avuto grandi autori ed è giusto che sia così, ma i tempi stanno inesorabilmente cambiando e bisogna guardare al futuro. In Italia c’è una forte presenza del ‘classicismo’ su tutti i fronti, nel mio romanzo infatti ci sono molte citazioni al riguardo, soprattutto sul fatto che l’arte del passato è spesso in conflitto con quella moderna e viceversa. La letteratura di ‘genere’, che io considero attuale, è e sarà in continua competizione con la letteratura classica.


Da Nero Fluorescente a Modamorte è cambiato qualcosa in te? Ci sono state delle evoluzioni, delle trasformazioni nella tua scrittura e nel tuo estro?

Ci sono stati molti cambiamenti, sia a livello professionale che personale. Il passaggio da una casa editrice indipendente a una casa conosciuta a livello nazionale come la Mursia, è stato un importante passo avanti nella mia carriera di scrittrice. Tutto ciò mi ha portato a credere di più nella mia scrittura e a migliorare il mio stile. Non smetto mai di crescere. Scrivere è per me continua evoluzione, esamino il mondo interiore e quello esteriore. Sono una persona curiosa e sognatrice, mi piace osservare quello che succede attorno a me, mi arricchisce l’anima e da lì mi esprimo scrivendo. Scrivere è la mia vita. E’ la mia rosa eterna.

Ora è il turno della protagonista Musette: quanto c'è di Erika in lei e quanto di Musette in te?

Per chi non lo sa, Musette è un personaggio realmente esistito nella metà dell’800 a Parigi, era una giovane cantante da café, fascinosa e un po’ viziata, viveva negli eccessi e donava piacere. Avevo casualmente scoperto un libro che la citava, era un brano breve ma sufficiente da farmi incuriosire, mi aveva colpito la sua smoderatezza e il suo essere emancipata, non tutte le donne dell’epoca erano così, soprattutto mi aveva colpito la sua tragica fine: la trovarono morta annegata nella Senna e aveva solo 25 anni. Il suo contemporaneo Nadar, famoso fotografo francese che ritraeva artisti come Baudelaire e Hugo, le aveva fatto uno scatto notevole quando era viva, era riuscito a far emergere il lato psicologico e sensuale della ragazza. Ho preso Musette, l’ho fatta risorgere dalla polvere del passato e l’ho trasportata ai nostri giorni inserendo in lei la figura della stilista. In Musette ci sono i miei pensieri e i miei sogni, la mia passione per la moda alternativa e tutto ciò che è Arte.

Adoro creare perché… Credo in quello che Creo.

 

Mi ha molto incuriosito la figura del Pierrot Diabolico un simbolo dalle molte sfaccettature cosa o chi volevi rappresentare?

Malefico Pierrot è la proiezione dei traumi infantili della stilista Musette poiché lei perse il padre quando era ancora bambina. L’immagine del Pierrot tenebroso viene fuori, allegoricamente parlando, dal nostro inconscio quando siamo in uno stato di sonno o di semi-coscienza dove la ragione pian piano si affievolisce e lascia spazio allo spirito di esprimersi e in questo caso, spesso, vengono fuori brutti ricordi o ferite che pensavamo di avere sotterrato per sempre. La lacrima che gli gocciola nera è il pianto dell’anima di Musette che non riesce a liberarsi dall’angosciante Pierrot che sta al centro del girotondo rappresentante l’infanzia. Lui ha diabolicamente posseduto la parte subconscia della stilista.

 

Nel tuo romanzo se c'è un "cattivo" potremmo dire che è la sorella della protagonista?

Sì, il ‘cattivo’ del romanzo è la sorella di Musette. Lei raffigura l’opposto della creatività e del fuoco dell’ispirazione. Nemica dell’Arte, illustra con fredda razionalità l’inutilità del lato estetico della vita e non comprende, o non vuole comprendere, il significato che può esserci nella creazione di un’opera artistica. Per lei il Creare è futilità e vive un’esistenza che non si contraddistingue poiché vive nell’insipidezza.

In ultimo parliamo della location della prima parte del romanzo la tua Milano che descrive sorvegliata da un mostro bicefalo...

Milano è particolare e nel frattempo strana, è una città sempre all’avanguardia, giovane, organizza eventi e non si lascia sfuggire le novità. E’ il punto d’incontro d’artisti di ogni tipo e da qui nascono nuovi pensieri, nuovi gruppi e tendenze, soprattutto nel campo della moda. E’ colore e luce, è vetro e sfavillante acciaio, è modernità e antichità assieme, ma ha i suoi lati oscuri. Ti dà tutto ma può anche toglierti tutto. Il mostro a due teste descritto nel romanzo Modamorte è una delle tante leggende che girano nelle metropolitane e nei sotterranei della città…

Le foto sono di The Ory il fotografo ufficiale di Erika. Seguite il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=XYP3nmIKy_8

TITOLO: Modamorte

AUTORE: Erika Polignino

EDITORE: Ugo Mursia

PREZZO: € 15,00

PAG: 250

ANNO: 2012

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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