Lo scrigno (Mara)

“Cam­mino den­tro graf­fianti albori…
le mie notti viag­giano con me in un tur­bi­nio che somi­glia
all’antica bal­lata d’una zin­gara
inna­mo­rata in segreto del maestrale.

Personaggi e luoghi, pensieri ed emozioni, passato presente e futuro raccontati attraverso le parole dei nostri autori con linguaggi e stili diversi.

La mia gonna ruota come fra­gore di mare.
A volte uso la spuma per disper­dere la mia voce…
solo il vento mi conosce.

Chi si sof­ferma allo scin­til­lio iro­nico dei miei occhi non capirà mai.
Avete mai aperto lo scri­gno del cuore di una zingara?

Sponde di cielo e flussi ambrati.
Miglia di tre­mule note
intes­sute di luce e vento.

A volte sem­bro un petalo bef­fardo…
ma sono solo un nastro, un filo d’aquilone,
vampa di luna,
cetra di ster­mi­nati campi.

O forse una nuda con­chi­glia senza il mare,
che guarda il mondo spet­ti­nato
per capire ancora
ove s’inabissò.”

Elena Con­demi

(dal mio rac­conto “Io, Mara, e le altre”)

3 Risposte “Lo scrigno (Mara)”

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