Oggi smetto di fumare.

Oggi smetto di fumare ma intanto accendo una prima sigaretta.

Sono 5, sbattute su un letto disordinato.

Il caos è semplicemente un accendino di fianco a un pacchetto di grissini torinesi, un tubetto spremuto di patè di tonno, un computer portatile che sbuffa calore, un i-phone muto, un posacenere che si ribalta e macchia di grigio il copri materasso, un paio di mutande sbattute dove dovrebbe esserci un cuscino? Oppure il caos è un corpo nudo e accaldato, una mano sulle palle e una appoggiata ad una testa pesante di pensieri che osserva 4 sigarette poco distanti chiedendosi se saranno veramente le ultime della sua vita?

Le osservo e penso alla magia che ho di fronte, a quanto sarebbero speciali, a quanto smetterebbero di essere anonime e uguali alle altre, se solo fossero le ultime.

Accendo un'altra sigaretta e ricordo la prima. Un bambino, un furto, un balcone, una sensazione strana nella lingua e nella mente, la consapevolezza che il voler essere grandi ha conseguenze amare. Ricorderò sempre quella prima sigaretta come ricorderò sempre il primo bacio di una donna, la prima volta che ci ho fatto l'amore, è una vita di prime volte, impresse nella mente perchè vissute come tali, un mare di emozioni e di aspettative.

E le ultime? Non ricordo mai l'ultimo bacio, l'ultimo amplesso, l'ultima volta che ho giocato a tennis, l'ultima volta che ho visto un amico. Nessuno mi aveva avvisato, nessuno mi aveva detto che non sarebbe più accaduto. Ci può essere aspettativa in qualcosa che finisce?

Sigaretta... è la terza, ne sono rimaste solo 2.

Torno dall'ennesimo viaggio autodistruttivo. Poker, droga,alcol, prostitute. Penso a quella valigia così pesante di frustrazioni, a quell'omino fortunato che gira coi miei soldi, agli amici e alle donne che ho perduto per portare avanti la mia scelta, a mio nonno che mi voleva avvocato perchè lui era contadino, penso alla stima che lui non può più avere. Penso a quanto odio la donna che paghi e che fa finta di godere mentre fate l'amore.

Penso che devo accendermi un'altra sigaretta.

Dicono che per smettere servono cerotti di multinazionali, sigarette al vapore acqueo o libricini best-seller che vendono milioni di copie solo perchè un genio ha trovato il solito titolo truffa.

Dicono che sono dipendente.

Io credo di essere dipendente solamente al mio ego, al personaggio schizofrenico che mi sono creato, alle felpe col cappuccio e alle canzoni di De André.

Devo cambiare. Cambiare senza saltare i fossi per il lungo, senza cercare di volare, senza pensare che da qualche parte ci sia un pianeta tutto per me. Un passo alla volta, ma nella direzione giusta.

Accendo l'ultima sigaretta.

Il click di un accendino, un gesto meccanico che si ripete. La aspiro tra tasti che sbattono e pensieri che vanno altrove. E' una sigaretta come le altre, nonostante io voglia che sia l'ultima. Speravo fosse speciale, invece è solo una delle tante "paglie" che ho fumato in vita mia. Non avrò mai la certezza che sia veramente l'ultima.

Oggi ho smesso di fumare.

Oggi ho smesso di fumare, lo devo a una persona che oggi non c'è più.

F.D.

Fabrizio Dosi
Fabrizio Dosi
Un trentenne di insuccesso che sogna di rimanere bambino, un giocatore di poker che desidera essere scrittore, un amante delle parole che è stato per molto tempo in silenzio

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4 Commenti

  1. ..anch'io ricordo una prima volta...la prima volta che mi son sentito fare un complimento in questo mondo di carte e fiches...ILLUSIONI....."giochi davvero bene..,mi piace davvero come giochi a poker"...la prima volta che ci siamo parlati...GG FABRI AMICO MIO

  2. "Penso a quanto odio la donna che paghi e che fa finta di godere men­tre fate l’amore."

    pensa a tutte quelle che non hai mai pagato...

  3. Forse non c'è un pianeta solo per te...chissà, forse invece esiste davvero, è quello dove confluiscono i nostri sogni...e a volte s'incontrano!

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