L'ultimo Natale di Mia

Racconti Michela

2054

Primo dicembre. Casa dolce casa. Mia inspira profondamente l’odore di casa sua, dopo dieci giorni in ospedale finalmente potrà dormire di nuovo sul suo buon vecchio materasso. Sofia le raccomanda di starsene sdraiata, tranquilla, di non fare nulla in casa, che un infarto non è mica uno scherzo! Lei tornerà più tardi con i figli che non vedono l’ora di riabbracciare la nonna, così le preparerà la cena e le sbrigherà qualche faccenda. Poi  sul tardi passerà anche Paolo a tenerle compagnia per un po’. Mia si avvia lentamente verso il divano e con lo sguardo incrocia la foto di suo marito… quanto le manca! Si accomoda, Sofia la copre con il plaid e le fa alzare le gambe, lei accende la televisione si gode le coccole nell’attesa di abbracciare i nipotini, la sua gioia più grande.

Otto dicembre. Quest’anno Mia non può scendere in cantina a prendere gli addobbi, non può fare sforzi. Di prima mattina un po’ di tristezza la pervade: negli ultimi anni non aveva più fatto le cose in grande, l’albero era piccolino e il presepe pure, gli addobbi per casa erano diminuiti, ma comunque a casa sua si respirava il Natale; quest’anno il pensiero di non fare nulla è penoso, ma non intende fare diversamente, non chiederà aiuto ai figli, già la vengono a trovare tutti i giorni per aiutarla nella ripresa, con tutto il da fare che hanno non intende scomodarli oltre! Dopo essersi lavata e vestita Mia si trascina per la casa senza pace, non sa che fare, poi prende un libro e si mette in poltrona a leggere. Alle undici trilla il citofono, mia apre alla figlia che sicuramente viene a farle il pranzo, ma quando apre la porta di casa la sorpresa è enorme: tutti, ci sono tutti! I suoi nipoti le invadono casa come un esercito all’assalto, i figli di Sofia, più grandi, le danno un bacio e si piazzano subito davanti alla tv, quelli di Paolo le corrono intorno cantinelando “ facciamo l’albero! Facciamo l’albero!”. Sofia e Giusy, sua nuora, hanno le braccia cariche del pranzo già pronto: tortellini in brodo e picchiapò. Paolo cerca le chiavi della cantina e scende a prendere gli addobbi insieme al cognato. Nel giro di mezz’ora  sono tutti affaccendati. Paolo e Carlo hanno montato l’albero, quello grande di una volta e ora leggono il giornale, Giusy sta mettendo pupazzi e pupazzetti in giro per casa e Mia con sua figlia e i nipoti stanno addobbando l’albero. Mia più che altro guarda, si gode la scena e  improvvisamente si ritrova a piangere silenziosamente per la gioia. Sente il cuore gonfio e la mente pervasa da tutti i ricordi di alberi passati. Finalmente fa di nuovo l’albero con la figlia, sono passati vent’anni dall’ultima volta che l’hanno fatto tutti insieme e ora, a quasi ottant’anni, ha di nuovo questa gioia. A casa sua, con i figli dei suoi figli, tutti insieme a fare l’albero e il presepe… manca solo suo marito, sarebbe stato perfetto con lui che borbottanto avrebbe detto “ bello! Bravi!” Mia sospira e si asciuga le lacrime per non farsi vedere, chissà se il prossimo anno a Natale ci sarà ancora? Chissà se il Signore le concederà di nuovo questa gioia o se non potrà più vedere i suoi cari…

Ventiquattro dicembre. Quest’anno la vigilia Mia la passerà da sola, sarà una bella attesa. Ormai sta molto meglio, ogni giorno prende le sue medicine, esce a fare il giro del palazzo e a comprare quelle due cose da mettere in tavola e oggi è andata a comprare quello che le serve per fare le fettuccine e i cappelletti. Già che c’era ha preso pure un pensierino per i figli e i loro consorti, giusto un simbolo per accompagnare i soldi che gli darà. I regali per i suoi nipoti li metterà sotto l’albero prima di andare a letto, ha chiesto ai suoi figli di comprarli così da non deludere le aspettative, come faceva lei da giovane. Nel primo pomeriggio Mia si mette all’opera e prepara la pasta all’uovo per fare le fettuccine che metterà a seccare sul letto della camera degli ospiti, quella che una volta era la camera dei suoi figli. Poi prepara la farcitura dei cappelletti sempre con la ricetta di come li faceva sua nonna. Che faticata! Pensava sarebbe stato meno stancante, per fortuna dovrà pensare solo ai primi, Sofia farà le costolette d’abbacchio panate e i carciofi alla romana, mentre Giusy porterà arrosto e piselli. Gli affettati e i formaggi per l’antipasto li taglieranno al momento. Bene è tutto pronto. Sono le sei e Mia si appisola sul divano, sente le gambe gonfie e dure, forse è meglio riposarsi un po’. Alle otto e mezza  Mia si sveglia di soprassalto, russava? O forse non respirava bene? In effetti sente un po’ di affanno e le gambe ancora dolgono, anche la schiena è provata dagli impasti; la cosa migliore è mangiare qualcosina, bere un tè caldo e andare a messa così potrà sgranchire le ossa che fa sempre bene e potrà fare gli auguri alla sua amica, si sono date appuntamento sotto la navata di destra, vicino la Madonna. Al rientro dalla messa Mia è esausta, ma ancora non può andare a letto, infreddolita si siede sul letto accanto alla stufa  e tira fuori le bustine e i soldi per i figli. Li divide in parti uguali e li infila nelle due buste, poi prende la penna e scrive la stessa cosa su entrambi i biglietti “ Grazie per le gioie ed i dolori che mi avete concesso in questi anni. Vi amo, mamma”. Ora si, può mettersi a letto. Prima di cadere nelle braccia di Morfeo, Mia ripensa a quando faceva l’albero con sua madre, quella donna egoista era stata comunque una madre e una nonna amorevole, a suo modo. Rivede i tanti alberi addobbati con i suoi figli e ripensa  a quando si sono sposati… che bella Sofia in abito da sposa, era incantevole!  L’orgoglio di suo marito quando Paolo si è laureto… e la gioia enorme ogni volta che le è nato un nipotino! Che bello quando lei e suo marito se li coccolavano teneri , quando facevano i “nonni-sitter”! Mia pensa spesso che vorrebbe ancora suo marito accanto, che si è perso troppe cose, che le mancano i suoi abbracci e il suo borbottate sempre. Ne hanno passate insieme e soprattutto hanno resistito al tempo e alle crisi costruendo la loro casa nel cuore, giorno dopo giorno.

Venticinque dicembre. Mia apre gli occhi e si gira verso la sveglia, ha ancora mezz’oretta per godersi il calduccio del letto. La schiena ancora le duole un po’ e le gambe sono dure. Quando si alza le sente pesanti come zavorre, forse dovrebbe dirlo alla figlia, ma non oggi, magari stasera o domani. Ora c’è da preparare la tavola, mettere la tovaglia e il servizio buono, mettere su ogni piatto il segnaposto con il nome e dare una sistemata al salone. Poi Mia si lava e apre l’armadio per mettersi … ma si, quest’anno indosserà il vestito che mise al battesimo di Giulio, il suo ultimo nipotino. Le sta leggermente comodo, Mia sorride, finalmente ha perso qualche chilo! Poi mette gli orecchini di diamante che le regalò il marito per i venticinque anni di matrimonio, il punto luce che indossava al suo matrimonio e l’anello della nonna. Mentre si spruzza un po’ di profumo trilla il citofono: inizia la festa. Sulla porta auguri, baci e abbracci con i figli che ridendo la rimproverano per lo spavento che gli ha fatto prendere all’inizio del mese “ Ci hai tirato un brutto scherzo Eh mamma? Ma hai visto che ora va tutto bene eh! Ci sotterrerai tutti!”  Sofia si mette a riscaldare il ragù per le fettuccine  e l’odore di brodo caldo invade la casa e apre lo sto stomaco all’appetito. Intanto Mia si gode gli occhi gioiosi e sorpresi dei suoi nipoti che scartano i regali che Babbo Natale ha lasciato per loro sotto il suo albero… ecco: la magia del Natale. Ogni anno c’è qualcuno che vive la sorpresa e la magia. Ora i nipoti, prima i suoi figli, prima ancora lei e prima di lei l’hanno vissuta sicuramente sua madre e sua nonna. Mia sa di aver fatto un buon lavoro, guarda gli occhi dei suoi nipoti e ne è certa: nel 2054 pochi riescono a vivere ancora la magia del Natale, loro si. Sono tra quei pochi eletti e fortunati che respirano amore, serenità e magia ogni giorno, non solo a Natale. Volge lo sguardo alla foto del marito e sorride annuendo. I figli la chiamano per darle il loro regalo: un pendente d’argento a forma di cuore con incisi tutti i loro nomi. Mia ha il cuore traboccante di gioia, indossa la collana e fa scendere una lacrima sul suo viso, poi tutti a tavola! Dopo pranzo Mia mette le bustine con i soldi in mano ai suoi figli, il biglietto lo leggeranno poi. Le dicono di andarsi a riposare, ma il divano è occupato dai nipoti che guardano un cartone vecchio di vent’anni e lei se ne va a letto a stendere quelle gambe pesanti, spera di riuscire a digerire, anche lo stomaco è appesantito. Mia volge il pensiero al marito, si è perso anche questo. Sofia arriva  e la copre con il plaid e con un bacio, poi torna in cucina. Mia è stanca, stanca ma felice, tanto felice. Il sonno arriva, si abbandona, e quando il sipario dei suoi occhi si chiude, cala  anche quello sulla sua vita. Mia riabbraccerà il suo Sergio.

Michela
Michela
Non potrei essere altro che quella che sono: un cavallo libero in una prateria che non vuole essere domato; una fatina buona che appare quando serve e senza rumore se ne va; una leonessa che protegge i suoi cuccioli e li aiuta a vivere; il caos senza controllo,la mamma, l’amica, l’amante, la moglie che ama nel profondo. Ecco, sono passione, dedizione e propensione. Una sognatrice con i piedi per terra, la quiete e la tempesta, il dramma e la commedia (beh, forse più la commedia!), il tutto e il niente. Sono una come tante… sono io.

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7 Commenti

  1. Beh ci voleva l'ultima puntata... triste ma bella, magari fosse sempre così

  2. inaspettato epilogo... ma ci stava tutto... io ci metterei la firma per una fine così... hihiih

    • e chi non ce la metterebbe! qui bisogna vedere innanzitutto se ci arriviamo al 2054, ahahah!
      Mia credeva così tanto nella magia del Natale che alla fine ho scelto la conclusione romantica, ma avevo anche un altro finale...

  3. Beh, se è per questo la firma ce la metterei pure io! Bello, il finale che chiude il cerchio della vita...

  4. considerando che questo è considerato l'anno fatidico... no, non so come cisi arriva al 2054...


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