Luna (prima parte)

Racconti Mirko Ravaschino

Il cielo era particolarmente luminoso, nonostante la luna fosse solo a metà. Le nuvole sembravano amplificare quella luce così chiara ed accecante spargendola sui campi e sulle case sottostanti. La porta finestra che dava sul balcone era spalancata. Ogni tanto cigolava agitata dal vento. L’aria fredda penetrava lenta. Come se fosse gettata dentro a forza. A blocchi. Rendeva il buio della camera denso, solido. Il pavimento in parquet tiepido. E il blu della notte si rifletteva su ogni cosa…

Luna cercava di camminare in punta di piedi. Per non far rumore. Per non svegliarlo.

Le candele erano tutte consumate. Ad eccezione di quella sul tavolo in legno…le era sempre piaciuto osservare le fiamme danzare… vedere rigagnoli e lingue di cera sciolta…

Fece un tiro di sigaretta. Si era svegliata di colpo. A volte le succedeva. Dopo un brutto sogno. Come questa volta. Non ricordava cosa avesse sognato. Ma si era svegliata angosciata ed allo stesso tempo arrabbiata. Qualcosa dentro di lei voleva uscire fuori…con violenza. Adesso fumava. Slip e maglietta. Seduta sul tappeto. E guardava fuori.

Sentiva il freddo. Qualche brivido. Le piaceva. Era una bella sensazione sentire la pelle incresparsi, come appena accarezzata, sfiorata…da dita invisibili. Eppure così reali. “Non si desidera qualcosa se non se ne sente la mancanza”…era vero, pensò. E lei desiderava. Ma cosa non sapeva dirlo… o forse sì…no, non lo sapeva. Certi giorni tutto le sembrava chiaro. Come una mattina fresca e luminosa… poi però tornava la nebbia. “Mi piace la nebbia” si disse “quella che galleggia a pochi centimetri da terra… un mondo sospeso; in una bolla… e che bello respirarla!”.

Aveva bisogno di qualcosa… lo sapeva. Lo sentiva… a volte con forza, altre in modo leggero, blando…

Il bisogno l’accompagnava sempre. Non sapeva essere diversa da ciò che era. Ed infondo non voleva neppure esserlo. Lei era così…

Sul tavolo anche l’ultima candela si stava spegnendo. La fiamma si faceva sempre più piccina. Ora si levava solo un serpente di fumo…e l’odore acre si mischiava a quello del tabacco. Poco oltre lo stoppino una bottiglia di Porto. Due calici. Uno ancora pieno per metà. Si alzò allungando il braccio verso il bicchiere. Ne fece un sorso. Tornò seduta e lo posò accanto a lei. Non doveva mancare molto per l’alba. In lontananza il cielo cambiava colore. Accese un’altra sigaretta…

Si sentiva irrequieta. La luce pian piano avrebbe cancellato la notte. E magari anche quelle sensazioni…

Un sospiro.

I capelli scuri, più lunghi davanti, cadevano a coprirle il viso. Gli occhi continuavano a fissare un orizzonte ormai in disfacimento. Era difficile stabilire il colore dei suoi occhi… erano scuri ma con delle sfumature di verde… fili l’erba bagnata da un temporale estivo…altre volte invece sembravano neri come pece… una trappola nella quale rimanere invischiati. Fumava e guardava fuori…riusciva a vedere anche Orione… brillava. Luminosa. Da sola.

Era stanca… e di cattivo umore a causa di quel sogno che non ricordava più… “Ciao” una voce bassa e profonda dal buio.

“Ehi ti sei svegliato?”

Lui prese una sigaretta e l’accese. “Non riuscivi a dormire?” le chiese.

Lei non rispose.

“Un altro incubo?” fece lui.

“Già” rispose Luna.

Era tutto strano… tutta quella situazione lo era. Era strano anche avere qualcuno nel suo letto. Qualcuno che le si sedesse accanto a guardare fuori, verso l’alba…così, con una naturalezza che non conosceva.

Alberto prese il calice di Porto e lo porto alle labbra. Lui che sembrava trovare sempre la strada giusta… per arrivare a lei. Aveva scavato…a fondo. Dentro. Forse senza neppure rendersene conto.

“Non hai freddo? Fa fresco…”

“Un pochino, però mi piace”.

“Vero, è piacevole”.

“Domani vorrei sorridere” gli disse.

“Sorridi oggi, ora e starai già sorridendo domani” fece Alberto.

Luna levò lo sguardo da fuori. Si guardarono. Lui fisso negli occhi di lei appena visibili da sotto i capelli corvini. Corti. Con ciocche lunghe che cadevano sul viso.

Dentro i suoi occhi…nelle occhiaie. Scure. Profonde. Che ti circondano… braccia invisibili attorno al collo. E gli sembra di non avere più ossigeno. Di non poter più respirare. Se non da quella bocca. La bocca di Luna. Un taglio sulla carne. Un piercing.

La bacia. E lei lo stringe. Morde le labbra...

Smette di pensare. Lascia ogni dubbio, ogni pensiero. E si abbandona.

Alberto l’afferra da dietro al collo…con l’altra mano l’incolla a sé. Con la lingua sente il metallo...il caldo umido della bocca… che avvolge. Ogni respiro. Ogni cosa.

E i suoi occhi. Quelli di Luna, cuciti addosso come un vestito.

Mirko Ravaschino
Sono nato a Milano il 15 novembre del ’76. All’età di un anno già parlavo. A due anni mi leggevano le fiabe di Esopo, a tre bevevo Martini rosso mentre mi leggevano le favole di Esopo…ero attratto da tutto ciò che era rosso… poi però ho smesso; con il Martini, con Esopo e con il rosso…ma parlo ancora. Mi son laureato in filosofia in Statale e ho insegnato in diversi licei oltre ad aver tenuto corsi e seminari in alcune università ( tra le quali Milano ed Oxford ). Mi dedico alla scrittura a tempo pieno e viaggio… come un nomade sto qualche mese in un posto e poi riparto…a seconda delle disponibilità (economiche!! che noia il denaro!! ); ho vissuto in Olanda, Inghilterra e Norvegia, ove ritornerò per fine anno. Amo i gatti, le situazioni ingarbugliate, le nuvole bianche e vaporose, la pioggia, camminare sotto la pioggia, l’odore del caffè appena sveglio, il caffè, i miei vizi, le mie debolezze e le candele. Mi piacciono i dettagli, l’incoerenza, l’intelligenza, l’ironia ed il silenzio. Non mi piacciono le maiuscole (vedi amore con l’”a” maiuscola), le etichette, le cannucce e chi non ha mai dubbi. Chi sorride sempre e troppo a lungo e chi non sorride mai. Forse in base a ciò che ad una persona piace/non piace oggi, si può quantomeno immaginare “una” sua vita; una delle tante possibili strade che lo hanno condotto “qui ed ora”. Senza l’ausilio di date ed eventi …ore 20.20 Carosello…

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6 Commenti

    • grazie 😀 !!

  1. direi che c'è quasi un salto di tono verso la fine.... come se anche io come lettrice venissi afferrata da dietro il collo.

    • ...vedrai nella seconda parte 😉

    • Grazie mille Manuel 🙂 😀


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