Ancora Mara...

Forse è come una scacchiera in cui siamo tutti pedine…
pedine d'un gioco mai davvero nostro,
e nel quale finiamo col cercare un capro espiatorio per le nostre piccole follie.
Già...un capretto, allontanato a forza nella natura selvaggia,
portando con sé il buio altrui, per poi essere precipitato da una rupe.

Così pensava, procedendo a passi svelti nel suo abitino giallo,
…a sbrigare faccende ed ancora, mentre buona parte del suo cervello restava altrove.
E con questo pensiero divenuto oramai una sorta di consapevolezza rientrò a casa.

Casa…quel fardello di ogni giorno.
Casa…bella e spaziosa e nella quale di comodo non pareva esserci nulla.

L’aria calda di luglio le toglieva l’ultima sensazione di “essere a posto”,
come invece avrebbe voluto, nella sua pelle fresca e profumata.
L’ultima sì, perché era da troppo tempo che lei non si sentiva più “a posto”.

La felicità eppure pareva aleggiarle attorno,
senza che lei riuscisse mai ad afferrarla…a dire “è mia!”.
Aveva avuto bisogno di braccia forti per molto tempo, ma non c’erano state, no.

Allora ti perdi…come scivolando in una strana calza della befana,
fra doni di cui non ti importa nulla, e cerchi di uscirne ma sei già stata
appesa sul camino e non riesci più.

C’erano momenti in cui gli odori parevano più veri, presenti più del solito…
e non sapeva se le erano davvero intorno
o se era la sua anima che in certi minuscoli istanti si schiudeva,
rilasciando profumi immaginari o del passato…

“Oh, vita mia…dove sei? Dove ti sei cacciata?” pensò d’un tratto.
“Colano i semi
delle conversazioni sul niente…
è un palmo, un braccio di mare,
l'oceano del mio spazio nostalgico
è possibile non pensare a te
mentre luglio s'appiccica addosso
scivolando senza dare?
Pare una puttana dalle labbra vermiglie
questo cuore che non vuole morire...
Ho negli occhi grandi pensieri bianchi
mentre la notte è un cavallo a dondolo.
Io...una mela lucida che freme nel buio,
e sotto le mie ruote bagnate
il sole della vita.”

E così si addormentò, stanca nell’anima ma più a suo agio,
in quel giorno afoso che c’era stato solo per farla avvicinare un po’ a se stessa, forse.

Elena Condemi

Elena Condemi
Elena Condemi

So solo che mi emozionai incontrando per caso un’Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più.
Pareva conoscermi meglio di chiunque altro.
E la conservo tutt’ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza…

“Lo sviluppo dell’anima è come una poesia perfetta: ha un’idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia.” Tagore

“Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.”
Alda Merini

“Non ho scritto secondo ragione,
Né per fuggire un destino oscuro,
Ma per sedurre le stagioni
E piacere all’ineffabile azzurro,

E per possedere ogni giorno,
Senza smarrimento, senza rimorso,
E sino al momento della mia morte,

Dei diritti infiniti sull’amore…”

Anna De Noailles

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