Margherita non ti dimenticherai

Margherita lo so che eri stanca. Volevi tornare a casa. Non ne potevi più dell’asfalto, della troppa pioggia, di non vedere il mare.

Margherita rivolevi il tuo cespuglio, il verde delle foglie, il sole e il vento.

Margherita tu vuoi la primavera tutto l’anno. Che ogni giorno ti tolga il fiato per ridartelo la notte.

E invece avevi finito i sogni da sognare, ti erano caduti di mano e si erano rotti ma uno è ancora intatto. Ha una penna in mano e onde da stare a guardare. Uno si è salvato, ma è attaccato ad un respiratore. Uno brilla ancora, parla solo di te e nessun altro accanto. Parla di viaggi, libertà e nessuna sveglia. Non ha nome e cognome si chiama solo coraggio. Margherita hai ancora un sogno devi solo raccoglierlo da terra invece che restare a guardarlo.

... Signorina delle margherite, hai sbagliato tutto. Dovevi restare per una volta, avevi già il tuo posto.

Fa presto signorina delle margherite che sta tornando maggio, è in anticipo quest'anno, avrà un altro nome, ma lo stesso sole, se farai in tempo. E adesso ti basterà, vedrai, guardare i bambini giocare sulla spiaggia, ascoltare il mare, bruciarti la faccia.

Adesso ti basterà avere per te il tempo. Aspettare solo che la sera sia fresco per uscire a prendere un gelato con la panna, sentire le solite lamentele sorridendo perché tu lo sai che fuori di lì tanto… non c’è niente di meglio.

Hai aspettato a lungo. Hai guardato, a fondo, come si guarda il mare, il passato, una speranza.
Eri tutto senza il bisogno di essere niente. Avevi tutto, senza il bisogno di avere altro.

Dai Margherita, la primavera sta tornando, sei tornata a casa, l’aspetterai sorridendo, ti troverà lì, seduta su quello scalino, come non fosse passato un solo giorno, come se non te ne fossi andata mai. In fondo è li che sei rimasta, eri sempre altrove perché di tanti posti sei stata davvero solo lì.

Riavrai le tue margherite, il prato con i fiorellini azzurri che hanno quel nome che amavi tanto e non ti dimenticherai più chi sei. Non ti scorderai di te.

Prenderai la mano a chi è appena arrivato come se fosse tornato. Gli darai quel che resta della tua speranza. Sorriderai piano senza affrettare il passo. Avrai tutto il tempo e te ne prenderai altro.

Signorina delle margherite, lo vedi... sta tornando maggio, fa ancora rima con coraggio. Non ti serve altro.

Karen Lojelo

httpv://youtu.be/-m3dmZnUfDU

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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2 Commenti

  1. Eccolo Maggio! 🙂

  2. ...e non serve davvero altro. Sognante quanto basta, con una vena marcata di tristezza, ma quella tristezza che fa bene al cuore. Molto bello.


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