httpv://www.youtube.com/watch?v=MwpMEbgC7DA

L’avete più vista Margherita?

Dicono sia scomparsa.

No, non l’ha portata via il vento, è passato di lì ma le ha solo spostato i capelli.

Io l’ho vista in un grande magazzino, tra la folla si è seduta in mezzo agli scaffali su uno sgabello vuoto con lo sguardo perso nel vuoto. Non aveva più niente da aspettare.

La gente intorno a lei parlava dell’amore ai tempi dei centri commerciali e di whatssapp, del visualizzato senza risposta che non ti puoi nemmeno più illudere che quella lettera sia andata persa.

Che la incontri la gente e lo vedi quello che fa, che vive lo stesso anche senza di te.

È stanca Margherita e cammina senza sapere dove va.

Io l’ho sentita piangere sotto la doccia, rivoleva le sue illusioni Margherita, che la realtà le fa venire il voltastomaco e adesso pensa che sia meglio credere in qualcosa che non esiste.

Qualcuno dice che sta bene, che l’ha vista ridere in un bar e ballare ad un concerto ma se riuscirete a chiederglielo lei risponderà in silenzio che era altrove come sempre.

Non le dirò che arriva febbraio, lei ha buttato via tutti i calendari e non guarda più nemmeno l’orologio ma ogni tanto guarda fuori per vedere se cambia il tempo ma le sembra sempre che ormai sia passato tutto.

Compra un sacco di scarpe, forse succede così a chi ha l’impressione di camminare a vuoto, pensa che le consumerà tutte finché non avrà di nuovo un posto in cui voler arrivare.
Dorme un sonno senza sogni e raccoglie le stelle cadute sul pavimento della sua stanza, colleziona stelle cadute a vuoto lei.

‘Amore che vieni amore che vai che poi non eri nemmeno amore e quello che saresti stato non lo sapremo mai.’

Lo scrive col rossetto sugli specchi dei bagni pubblici quando non è ancora abbastanza ubriaca per smettere di ricordarlo.

Lei gli aveva detto che non se non ci avesse messo troppo lo avrebbe aspettato tutta la vita, lui le aveva promesso che avrebbe fatto presto.

Lei è rimasta seduta in una stanza vuota. Lui si è perso tra la folla.

Hanno aspettato che fosse troppo tardi guardandosi da dietro un vetro con la mano tesa verso quello che era solo un riflesso.

La follia quando è condivisa sembra un po' meno folle. Diventa qualcosa di bello. Ed è stato così per molto tempo. Erano pazzi ma nessuno se ne accorgeva.

Adesso lo dicono che Margherita è pazza. Dicono che è convinta che lui tornerà prima o poi.

Ma io l’ho vista buttare i sogni nel cesso e tirare l’acqua.

Lui nessuno lo conosce ma dicono sopravviva in qualche modo, in qualche posto, accompagnato dal suo silenzio.

Karen Lojelo

httpv://www.youtube.com/watch?v=e-aaencD-dY

Karen Lojelo
Karen Lojelo

Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di
“Binario 8” una raccolta di poesie (che scrivo da sempre).
Appena uscito il mio nuovo romanzo ‘L’ebbrezza del disincanto’ e a breve un’antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me ‘Riflessi’ e attualmente sono impegnata nell’ultimazione di un nuovo romanzo.
Chi sono io?
Bella domanda…: “io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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2 Commenti

  1. È un passo di un libro o una tua riflessione?

    • I pezzi che metto su word shelter non sono quasi mai tratti dai miei libri a meno che non sia specificato. Margherita è un personaggio immaginario che si ritrova spesso nei miei racconti e pensieri e qui su ws infatti ci sono moltissimi pezzi che parlano di lei, li trovi tutti qui dall'inizio alla fine 🙂


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