Sopravviverai Margherita, anche se la primavera è finita.

Anche se Roma è lontana e il mare ancora di più.

Sopravviverai lo sai, anche tu lo sai, anche se sopravvivere non è stato mai quello che volevi e forse è questo che ti fa più paura, che sopravviverai. Sopravviverai, perché quando la festa è finita non è necessario avere una casa in cui tornare. Sopravviverai anche se piove sempre e ti senti affogare nella nebbia e tu sei di quelle che dimenticano sempre l’ombrello.
Ti bagnerai, ma sopravviverai.

Hai sempre avuto sogni troppo grandi e mani troppo piccole per trattenerli, ma ne farai altri anche se non vorrai. Anche questo sai, li stai già facendo anche mentre perdi acqua dagli occhi e lo troverai un altro motivo per sorridere anche se non sarà mai facile, le cose facili non ti sono mai piaciute è colpa tua ed è questo che ti fa arrabbiare.

Ma sorriderai Margherita perché non è vero che dagli errori si impara qualcosa e anche questo sai. Volevi essere indispensabile sapendo che nessuno lo è e allora ti accontenterai di sentirti utile.

Lavorerai signorina delle margherite. Lavorerai e ti renderai utile per qualcosa, per qualcuno, per non sentirti persa, per avere almeno una direzione dove buttare i nuovi passi falsi. Piangerai perché lo sai fare bene, comprerai cose inutili che non userai mai dove avevi pensato ma ti sentirai meglio per un momento.

Smetterai di aspettare continuando lo stesso a guardare l’orizzonte, che non si sa mai. Ma almeno smetterai, e tutto quello che succederà, sarà inaspettato proprio come volevi te che invece non facevi che immaginare come sarebbe stato.

Domani continuerà ad essere un altro giorno che non arriverà mai, ma ci sarà sempre un oggi, già ti siede accanto e ti chiederà consiglio e tu glielo darai perché sei brava a farlo. Lo sei sempre stata.

Margherita, accidenti a te, hai sempre scelto il giorno sbagliato per smettere di fumare e lo hai fatto anche stavolta e lo sai che comprerai ancora un altro pacchetto di Marlboro solo per la paura di rimanere senza,che sei sempre rimasta senza troppe cose.

Ma sopravviverai perché sei sopravvissuta a cose peggiori, continui a ripetertelo, ed è per questo che lo sai, che anche stavolta ce la farai.

Anche se non sai come, anche se si è spezzato quel cielo che guardavi ed è caduto giù quel sogno che volevi. È caduto giù come le tue stelle cadenti. Quelle stesse stelle che volevi contare tu che con la matematica sei sempre stata una frana e i conti non ti sono mai tornati. Ti rimarranno tutte le tue parole nelle tasche, quelle di cui non sai fare a meno e che scrivi dappertutto, e ti rimarranno le tue canzoni, quelle che canti in macchina mentre guidi con i fari accesi perché per morire non basta spegnere le luci. Non basta nemmeno per non vedere, che dopo un po’ gli occhi si abituano al buio, e tu ti ritrovi a guardare anche quello che non volevi vedere.

Alzerai il volume Margherita per cantare più forte e non sentire i pensieri ma li sentirai lo stesso e allora canterai anche loro urlandoli al vento perché tanto è lì che sono sempre andati.

Quel vento che aspettavi cambiasse le cose e invece le ha portate solo via.

Non andrà tutto bene alla fine Margherita. Non ti dirò un’altra bugia. Ma sopravviverai.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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4 Commenti

  1. mi sono imbattuta per caso in questo blog.
    queste tue parole mi hanno fatto piangere. è come se tu mi avessi fatto una foto, è come se fossi stata il mio specchio.

    • grazie Elisa... grazie perchè forse quando uno scrive è questo che vuole sentirsi dire da chi legge 🙂


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