Piove che Dio la manda. È buio, nessun lampione ad illuminare la strada provinciale. I tergicristalli si muovono veloci, ma non abbastanza. Velocità di crociera: trentachilometriorari. Non riesce a fare di meglio; si convince sempre di più di aver sbagliato il giorno. Tutti lo sanno; lo sa anche lei. Questo suo bisogno di andare contro all’ovvio, di dimostrare a sé stessa. Dimostrare cosa? Cosa deve dimostrare? A guidare in quelle condizioni c’è da dimostrare che un po’ toccata lo è. Toccata ossia matta, meglio ancora: pazza da legare. Hanno ragione loro. No, loro non sanno. Loro non vedono. Non vedono come vede lei. I pazzi sono quelli che non pensano alle conseguenze. Dimostrare cosa? Non pensare. Cazzata. Lei pensa e se non pensasse allora le cose sarebbero andate meglio.

Il non pensare è fonte di vita felice. Marylin Monroe; avrebbe voluto/dovuto essere come lei. È certa che Marylin non pensasse. Ma è morta in circostanze sospette. Vero. Quindi, se è vero che la donna più desiderata dagli uomini non pensava ed è morta in circostanze sospette, il non pensare non fa bene. Si immagina che, il suo eventualmente non pensare, l’abbia portata a morire senza soffrire e questo è un punto a favore di chi non pensa: non pensare equivale a non soffrire.

E anche ora che dovrebbe solo concentrarsi sul guidare questo catorcio di macchina in condizioni critiche pensa. E, pur di non pensare alla cavolata che sta facendo si perde ad immaginarsi la bionda per eccellenza. Come le è venuta in mente?

Non dargli retta.

Un fulmine illumina a giorno la strada, gli alberi che si piegano sotto le sferzate di vento. Marylin l’abbandona e una sensazione di piccolezza si impossessa di lei. Sente l’aria che inizia a mancarle nei polmoni. Calma, calma. Respira lentamente e sempre lentamente butta fuori l’aria. Metti la freccia e accostati sul bordo della strada. Cazzo! Non c’è un bordo della strada; nessuna piazzola in  questa strada provinciale che porta lontano. E se cado in un burrone? Magari piccolo, non mi faccio niente, ma la macchina si impantana, con questa pioggia niente di più facile. Calma. Respira lentamente e sempre lentamente butta fuori l’aria. Ecco così.

Le parole della sua terapeuta l’aiutano. No, non è la sua terapeuta, si volta e vede Marylin sorriderle. Guida, non fermarti. Chi si ferma è perduto.

E così continua a guidare, anche se il vento le muove la macchina e la pioggia le impedisce di vedere a non più di un paio di metri. Però non ce la fa a non pensare, anche se Marylin è lì con lei e le tiene compagnia, lei non riesce a smettere di pensare. Pensare alla sua terapeuta, pensare a quando le ha consigliato di iscriversi a quei corsi perditempo organizzati dal centro di salute mentale. Vuole che io vada a tessere su un telaio. Tessere? Telaio? M’ha forse presa per Penelope?

Aiuta ad impegnare il tempo e a tenere lontane le voci. Quali voci? Quelle che ti parlano. Non ci sono voci che mi parlano; ci sono persone che mi parlano.

Ha sentito la terapeuta parlare con il marito. Hanno lasciato la porta socchiusa e il tono della voce è quel tanto più alto del dovuto che lei, con l’orecchio poggiato al legno ha sentito tutto. Non si devono fare certi errori.

-          Emma è affetta da allucinazioni visive e auditive. È convinta di vedere persone che non ci sono, parla con loro. Attualmente non è in grado di scindere. Sarebbe opportuno che la prendesse in cura la dottoressa Giordani, è un’ottima psichiatra che saprà individuare la migliore cura per lei.

-          Cura?

-          Emma ha bisogno di prendere psicofarmaci.

-          Mi sta dicendo che mia moglie è matta?

-          Le sto dicendo che è affetta da un grave disturbo psichiatrico.

Piove che Dio la manda. È buio, nessun lampione ad illuminare la strada provinciale. I tergicristalli si muovono veloci, ma non abbastanza. Velocità di crociera: trentachilometriorari. Non riesce a fare di meglio; si convince sempre di più di aver sbagliato il giorno. Tutti lo sanno; lo sa anche lei. Questo suo bisogno di andare contro all’ovvio, di dimostrare a sé stessa. Dimostrare cosa? Cosa deve dimostrare? A guidare in quelle condizioni c’è da dimostrare che un po’ toccata lo è. Toccata ossia matta, meglio ancora: pazza da legare. Hanno ragione loro. No, loro non sanno. Loro non vedono. Non vedono come vede lei. I pazzi sono quelli che non pensano alle conseguenze. Dimostrare cosa? Non pensare. Cazzata. Lei pensa e se non pensasse allora le cose sarebbero andate meglio.

 

puntoevirgola
puntoevirgola
...una pausa leggermente più lunga....

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8 Commenti

  1. ...bello! Non è detto che Emma sia effettivamente pazza ma di certo può rappresentare una credibile versione della pazzia 😉

  2. Bello, mi è piaciuto il ritmo del racconto
    E tocca un argomento insidioso ...siamo sicuri che i matti lo siano veramente ?

  3. Qualche giorno fa ho finito di leggere "psicofarmaci agli psichiatri". Nel libro ad un certo punto il protagonista (uno psichiatra in crisi esistenziale) incontra un altro psichiatra che decide di lasciare tutto per andare a vivere svolgendo il suo lavoro di psichiatra in un'isola del Brasile dove abbandona le regole del bravo psichiatra avvicinandosi al paziente, condividendo e non dando lui psicofarmacvi. Insegna a vivere con il lato "matto" imparando a riconoscerlo e conviverci senza provare ad ucciderlo o rinnegarlo. A riguardo io non mi esprimo: la pazzia esiste, persone con disturbi della personalità ce ne sono e possono essere un pericolo per loro e gli altri. Ho dubbi sull'utilizzo a vita degli psicofarmaci le cui controindicazioni sono elevate. Io però sono solo una lettrice e nulla più. Forse Emma dovrebbe affidarsi ad un ottimo psichiatra, uno che le insegna a convivere con la sua Marylin magari.

    • direi che questa canzone è molto appropriata... e allora mi chiedo se Emma non faccia bene ad andare via... bravo punto hai tirato fuori un argomento assai delicato...

  4. Benveunto/a Punto e Virgola,

    ho letto i due racconti che hai postato e mi sono piaciuti entrambi, non mi va di perdermi in frivolezze come "quella parola o quella frase ci stava meglio di un'altra".

    Ti dico che c'è della musicalità e dell'ambiente...e questo conta molto di più, almeno per uno come me.

    A presto

    Nevrotico Alchemico


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