Che strano, mi viene da sorridere in continuazione, improvvisamente tutto così leggero, piacevole, non solo sopportabile ma divertente, ho smesso di avere paura. Di sentirmi quel peso sullo stomaco, ho lasciato i bagagli in qualche posto e non li vado più a cercare. Non c’è più quella smania di ritrovare ieri da qualche parte, di tornare indietro rimediare agli errori… sto bene, sto bene qui, in qualunque posto. Ho pensieri nuovi, nuovi desideri che non sembrano affatto lontani e irraggiungibili come sempre. Improvvisamente tutte quelle ferite sembrano solo percorsi che mi hanno reso più certa di questi nuovi passi. E voglio bene a tutti, ma a me ne voglio molto di più adesso; forse è la strada fatta che prima o poi ti porta in qualche posto se mentre cammini guardi dove inciampi  e impari dalle montagne che attraversi. Forse invece è solo la fortuna che ti salva a un certo punto.

Guardare: c’è sempre qualcosa che merita di essere visto, mentre noi chiudiamo gli occhi guardando indietro, proprio lì davanti a noi c’è tutto il resto.

Guarda, ho mezzo cuore e te lo do adesso, l’ho trovato qui per caso, si era nascosto in qualche posto. Io credevo fosse morto quando ne ho staccato mezzo per lasciarlo lì, nell’unico posto in cui lo avrei mai fatto. Me ne era rimasto un pezzo, strappato, scucito,sgualcito e senza forze, e non lo sentivo battere più; lo avevo dato per perso.

Invece guarda qua, ce l’ho ancora… e chi l’avrebbe mai detto…
L’ho sentito all’improvviso svegliarsi da un lungo sonno e gli faceva male tutto, infatti ha pianto, ma è vivo, adesso lo sento.

Lo hai svegliato tu parlando piano e guardandoci dentro. Non è un gran che, me ne rendo conto, visto così ha tutta l’aria di un relitto, parla poco e fa fatica a camminare adesso, però ne hai mezzo anche tu in fondo e se li attacchiamo ne fanno uno intero.

Con un cuore intero di questi tempi possiamo andare in qualunque posto. Tienimi la mano però che tutta questa luce mi fa male agli occhi ma io stavolta non me ne voglio andare. Questo è il miracolo: io non ho voglia di scappare. Questo è… che mezzo cuore mi basta per dirti che sì… voglio rimanere.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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