Apro le  braccia io sono il falco,

sconfinato, immaginario,  protetto ,

sto sopra il cornicione del mondo.

Vedo il mondo, qui sotto ai miei piedi,

il mondo obliquamente alieno,

il sasso, che scivola in mezzo al capanno e si perde,

i cani che mi abbaiano sotto.

Devo ora  trovare, muovendo un minimo pezzo di senno,

come si possa spuntare dall’altra parte senza farsi toccare,

là dove  una banchina  fu baita alla speranza.

Sento  che  non abbiamo

stretto molte altitudini, perciò,

quasi volando,  emigro da solo

in un empireo  flusso di coscienza .

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Migration

I open the arms I am the falcon

unbound, imaginary, protected

I’m on top of the ledge of the world.

I see the world, here beneath my feet

the world obliquely alien,

the stone that rolls into the middle of the shed and is lost,

the dogs bark beneath me.

Now I need to find, using just a bit of wit,

a way to spring out from the other side without touching anything

there is where my refuge of hope was docked.

I feel like we haven’t yet scaled many heights, so

almost flying, I emigrate alone

into an empyrean stream of consciousness.

Laura Bertolini
Laura Bertolini
NUOVA SILLOGE: "Sospesa fra due Mondi" Mds Editore,2019. Cerca i miei libri su Amazon:"I colori dentro" - "Extreme Fishing". Laura nasce a Cecina il 15 Gennaio 1978. Scrive le prime poesie all'età di 8 anni, sorprendendo gli adulti per la sua precoce vocazione letteraria e per la straordinaria facoltà di percepire il colore di tutto ciò che la circonda. "Mi sono autodefinita un'attivista poetica perché mi piace usare la poesia per far riflettere le persone, per animare i sentimenti, tradurre in parole ciò che vedo con i miei occhi, o come mezzo di denuncia. L'elemento della Natura, nelle sue colorate manifestazioni, con i suoi odori, si mescola all'umano in quanto essenza primordiale, forza generatrice e rigeneratrice. Si presenta spesso nei miei versi perché ho radici che affondano completamente negli elementi naturali. Io sono figlia del mare, della valle, della montagna. Da bambina ascoltavo la voce degli alberi e del vento. Questa è la mia essenza. La forza motrice che mi permette di organizzare incontri di reading con il pubblico, e che mi manda avanti come artista, è data dalle persone stesse che comprano i libri, che mi raccontano le proprie storie di vita e condividono con me le emozioni. Penso di essere una voce, portatrice di messaggi, che sempre parlerà."

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7 Commenti

    • si è quasi sempre soli quando si migra, nonostante altri elementi possano volare accanto a te: la spinta che ti innalza è sempre quella delle tue stesse "zampe".Il falco poi vola da solo.

  1. le migrazioni, sono sempre un evento solitario, condividiamo la strada, possediamo un obbiettivo comune, ma ogni passo scuote quello che eravamo in modo diverso per ogniuno di noi. sono le cose più frivole che fanno soffrire di più, sono le prime che lasciamo, poi tutto diviene semplice movimento, un respiro un battito di ali dentro una corrente d'aria.


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