Samuel sbatté i pugni sul cruscotto con forza.
Doveva scaricare quella scarica interiore che aveva avuto poco prima, i ritmi di un cuore che era impazzito e di un corpo che  sembrava essersi congelato in un secondo.

Quell’attimo in cui aveva fatto quello che non avrebbe mai voluto fare. Quell’attimo in cui aveva voltato le spalle al suo amore e se ne era andato cercando di essere il più tranquillo possibile. Mentre le lasciava quella busta piena delle sue cose...

Si accese un’altra sigaretta con il mozzicone dell’altra. Il quadro era acceso ma non era stato ancora capace di accendere il motore, ingranare ed andare.

Nella sua testa era sembrato tutto più facile, invece...
Invece si trovava ancora li, nel parcheggio davanti al lavoro. Ad aspettare, a domandarsi.
O semplicemente senza sapere cosa fare.

Avrebbe voluto riavvolgere il nastro, tornare indietro.
Si rese conto che aveva chiuso le porte dietro di se, doppia mandata e catenella. Mentre quella porta avrebbe voluto lasciarla aperta, spalancata, per voltarsi indietro e vederla arrivare.

E forse era proprio quello che stava aspettando, quella stupida speranza di vederla uscire di corsa, rincorrerlo, provare a fermarlo.

Non avrebbe giocato a fare il duro, non avrebbe esaltato la sua vittoria. No. Aveva smesso da tempo di giocare quei giochi.

No.
La avrebbe abbracciata cosi forte da non lasciarle il tempo di respirare. La avrebbe stretta in quel momento e per la vita.A lui sarebbe bastato quel segnale per tornare indietro, per capire che forse si poteva ancora sperare.

A lui sarebbe bastato che lei compiesse quei 20-30 passi per dimenticare tutto, per perdonarla . Per sentirsi per una volta importante  Per sentirsi amato.
Per decidere di esserle affianco, di aiutarla. E di amarla una volta per tutte....

Silenzio e un fotogramma che non sapeva muoversi
Erika non sarebbe uscita da quella porta. Erika non gli sarebbe corsa dietro neanche quella volta.
Sarebbe bastato così poco. Aveva voluto metterla alla prova, vedere se fosse stata capace di tornare indietro lei, almeno una volta.

Sarebbe bastato così poco.
Ma lei non glielo concesse neanche quella volta...

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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2 Commenti

  1. Già.

    Mi ricorda querll'amore di Lolita dalla lacrima facile, troppo viziata dalla sua idiocrazia e le sue bambole virtuali di TUMBLR.

    (un bel quadretto...)

    Bello, mi piace come scrivi.

  2. Grazie !!
    Beh, diciamo che il racconto è legato a quello precedente "qaunte volte"...le due facce della stessa medaglia...
    Testa o croce?


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