Nella tela del Grande Corruttore

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Quando si definisce l’Italia il “Paese dei misteri” non è espressione che dovrebbe offendere o tanto lontana dalla realtà. Nella nostra breve storia patria, abbiamo contato tre omicidi eccellenti: un re, Umberto I, un Presidente del Consiglio, Mussolini e un Pontefice, Giovanni Paolo I. Per non parlare dei tanti colpi di stato: da quello preventivo di De Lorenzo, al contro golpe di Sogno, a quello Borghese, passando per quello ridicolo di De Rosa, sino all’inquietante Progetto Rinascita di Gelli. Senza contare le varie stragi, rosse, nere o di Stato o gli “incidenti” come il Cermis o Ustica.

Per questo Il Grande Corruttore, opera prima del PM Giuseppe Pititto, edito dalla Fazi, è un ottimo spaccato del sistema politico-economico-giudiziario italiano contemporaneo. Quello a cui ci troviamo di fronte non è solo un thriller politico teso e ben congegnato, ma anche un’avvincente cronaca dall’interno del Sistema fatto da un uomo che la macchina dello stato la conosce bene difatti Pititto è stato titolare, quale PM presso la Procura della Repubblica di Roma, di inchieste che hanno avuto vasta eco nazionale: dall’omicidio di Ilaria Alpi alle Foibe, alle Cooperative rosse.

Tutto inizia con Giulio Vilardi, capo dei servizi segreti, uomo con un passato oscuro quanto doloroso alle spalle, che ha una brutta gatta da pelare. Il Colonello Augusto Solari, suo uomo di fiducia e a cui è legato da un profondissimo affetto, ha scoperto che il potentissimo inquilino del Viminale, Ugo Miraglia, uomo di punta del Partito Conservatore e di Governo, che corre per il Quirinale, è invischiato in un traffico di armi. Solari come uomo di legge vorrebbe denunciare tutto ma il suo mentore lo mette in riga e per salvarlo lo manda in “missione” in una località sperduta dello Yemen.

Quindi tutto sembrerebbe risolto e il Ministro degli Interni potrebbe dormire sogni tranquilli solo che si intromette una giovane giornalista Federica Oliveri, cronista del quotidiano Il Notiziario, molto amica di Solari, la quale si reca in Yemen per incontrare l’amico. Una sfortunata serie d’imprevisti tragicomici, porteranno all’omicidio della giovane cronista. Subito parte la macchina degli intrighi e dei depistaggi il procuratore della Repubblica di Roma Lanti, infatti, assieme al connivente Guardasigilli Perna, si presta a coprire i responsabili e a far risultare l’omicidio come un tragico incidente. Ma né Miraglia, né i suoi scherani hanno fatto i conti con Solari, Michel, fidanzato di Federica, e Pandolfi, direttore de Il Notiziario, che di contro sono ben intenzionati a far venire a galla la verità. Quando, nonostante i tentativi d’insabbiamento, una serie di foto fa crollare il castello di carte di Lanti e Perna l’inchiesta finisce casualmente nelle mani di un giovane sostituto, Davide Nucci, un cane sciolto deciso ad accertare la verità, così la macchina del Potere attiverà ogni suo ingranaggio per impedirlo.

Un romanzo amaro perché molto reale e che non lascia spazio alla speranza che mostra un sistema clientelare e corrotto volto unicamente la mantenimento dello status quo. Un sistema in cui la magistratura, la stampa e i servizi sono legati ai poteri forti a sua volta legati alla criminalità organizzata. Il colloquio amicale tra Miraglia e il boss camorrista è la dimostrazione di quanto il sistema politico italiano sia colluso da sempre con le mafie. Dalla sua fondazione lo stato italiano è stato legato a doppio fine con Mafia e Camorra, prima Garibaldi e Cavour per distruggere il Regno delle Due Sicilie, poi gli americani e gli inglesi per eliminare il Fascismo, l’unico che mise all’angolo la criminalità organizzata nonostante i tentativi dietrologici di sedicenti storici come Duggan di dimostrare il contrario, e dal ‘45 in poi la DC divenne il partito delle cosche permettendo l’infiltrazione mafiosa nelle struttura dello Stato.

Come si diceva un libro interessante che colpisce al cuore ma che riprende anche fatti della nostra cronaca come l’omicidio Alpi, il caso Tortora e il delitto Sandri. Le scene più belle però sono quelle più intime i momenti familiari dei vari personaggi in particolar modo il viaggio a Parigi del PM Nucci con la moglie.

 

Autore: Giuseppe Pititto

Titolo: Il Grande Corruttore

Editore: Fazi Edizioni

Pagine: 320

Prezzo: € 16,50

 

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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