Ricordo tante giornate inutili, asfissianti, aride, trascorse in camera sulla mia poltrona di pelle, captando a volte qualche nuovo suono proveniente dallo stereo perpetuamente acceso; sprofondavo guardando i muri bianchi tinteggiati perfettamente da mio padre,riducendo i pensieri in coriandoli di idee vuote.

Una lunga tenda beige chiaro separava i miei occhi dalla finestra, fuori dalla quale si agitavano sprazzi di vita indifferente. Immobile, con i gomiti puntati sulla scrivania, aspettavo non so cosa, muto, di fronte ad attimi che nel frattempo si dilatavano all’infinito.

Alcune volte perdevo di vista anche me stesso, rintanandomi in strani anfratti distaccati, mentre la noia intanto divorava a gran morsi tutto ciò che avevo intorno, facendomi sentire il suo respiro pesante vicino al mio, uguale al mio, e il suo alito, sfiorandomi con quei suoi denti aguzzi e innaturali .

Marco Scazzeri
Ciao a tutti , mi chiamo Marco , ho 36 anni , scrivo racconti brevi e vorrei tanto poterli condividere con tutti voi ed avere una vostra opinione sul mio modo di scrivere e sui racconti stessi . Un caro saluto a tutti , vi attendo , Marco Scazzeri .

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5 Commenti

  1. capisco profondamente quello che intendi...
    io ho passato buona parte dell'adolescenza in questo stato di attesa del nulla, di rifiuto, con gli occhi al soffitto e la mente a distrarsi contorcendo la realtà in labirinti di pensieri vuoti...
    per fortuna un giorno ho iniziato a scavare e ne è uscito fuori un pozzo profondo chilometri che ha messo in diretto contatto l'oscuro fondo della tana con la luce del sole...

  2. noia e solitudine li mangiavo già a colazione in alcune giornate della mia adolescenza... troppo grande per perdermi fra i giochi, troppo piccola per ribellarmi alle regole di casa... e fu forse per noia che iniziai a leggere tutto quello che trovavo in libreria... e allora a colazione c'erano nuovi mondi da immaginare.

  3. Caspita .... pensavo di essere stata l'unica ad aver provato certe situazioni, ma vedo che mi trovo in ottima compagnia! ...... io fissavo il vuoto anche a scuola ..... e a volte anche mentre stavo giocando! ..... penso che si tratti di situazioni caratteriali .... grazie per il racconto :-))


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