la notte in cui mi hai chiesto di ucciderti

Poesie VeraLiberta

la notte in cui mi hai chiesto di ucciderti
la notte in cui ho promesso di farlo
la notte in cui ci siamo mischiati e al mattino era impossibile distinguerci
la notte in cui i tuoi denti mi hanno assaggiato
la notte in cui ci siamo incollati in un metallico parcheggio
la notte in cui ho scoperto di amarti
la notte in cui abbattiamo distanze siderali a colpi di parole e pennarelli
la notte in cui i nostri figli prendono forma
la notte in cui le nostre risate intessono mondi
la notte in cui ho smesso di essere
la notte in cui un teschio mi ha morso
la notte in cui abbiamo fermato il tempo
la notte in cui ti sei rotto
la notte in cui iniziamo e finiamo senza sosta
la notte in cui ti ho guardato sognare
la notte in cui mi hai salvato dall'incubo
la notte in cui abbiamo inventato amminoacidi inesistenti
la notte in cui ci siamo sfiorati per ore
la notte in cui abbiamo guardato le stelle
la notte in cui il giorno ci ha scoperto abbracciati
la notte in cui mi avvolgo in te
la notte in cui scali le finestre
la notte in cui il mondo continua ma a noi non importa.

VeraLiberta
VeraLibertà nasce a Milano ma, ben presto, scappa in cerca del mare. Scrive, da sempre, su tutto quello che le capita a tiro: fogli, scontrini, muri, a volte anche sulle proprie mani. Quando non scrive, scatta fotografie, legge o dorme. Ha una vera e propria cotta per gli haiku giapponesi e per la poesia contemporanea. Da grande vuole fare il pirata. Ha pubblicato due libri di poesie: "Le stelle dono andate tutte al cinema" e "Biologica al 97%". Fa parte di Nucleo Negazioni.

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4 Commenti

  1. bellissima!
    Vera benvenuta su word shelter ed è davvero un piacere averti qui dopo quello che ho appena letto... 🙂

  2. Unirsi nella parola scritta nella notte che spacca le divisoni e amplifica burrascose tempeste, unirsi alla tua lettura è come arrampicarsi su una cima per poi scendere velocemente negli abissi degli abissi e poi risalire rapidamente per poi ricadere sul tuo scritto perpendicolare...smettendo di essere...poi si riprende la strada della funambola beatitudine...chissà forse è proprio questo l'esistere della poesia...fare del sangue trote di plastica e poi mangiarsele crude..come fosse una magnifica torta di mele avvelenate. Rigorge il tuo scritto e zampilla di luce....vera.( mario salis )

  3. la notte in cui abbat­tiamo distanze side­rali a colpi di parole e pen­na­relli

  4. la notte in cui la realtà e il sogno si sono sovrapposti


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