Paure antologiche

Recensioni Vito Tripi

Paure antologiche di Vito Tripi

Adoro le antologie è come trovarsi di fronte ad un buffet, tante pietanze delle stesso chef che puoi assaggiare con gusto. Mi si perdoni il paragone culinario-letterario ma visto che, la lettura e il cibo sono due dei piaceri della vita perché non affiancarli? E questa volta prendo in esame due simpatiche e appetitose, sempre per restare in tema, antologie edite dalla giovane, ma sen’altro dinamica, SensoInverso. High Voltage di Martino Ferrario (pag 88 € 12,00) e Nero ma non troppo di Giulia Martani (pag 135 € 12,00) rappresentano un ottimo prodotto della gioventù letteraria nostrana.


Hig Voltage racchiude sei racconti che spaziano dall’horror, al thriller ma anche al romantico. In Drugs, with occasional murders leggiamo le confessioni di una nota serial killer e della sua discesa nel baratro della follia. Ghost and Blades (with a man too much brainy to die) è una ghost story dai risvolti quanto mai interessanti. Da notare, in queste due prime storie, degli omaggi letterari con un certo Prof. Landsale è una casa sita in Baker Street…

The Resistance - Storia della rivincita del genere umano ci mostra un lontano futuro in cui gli umani sono schiavizzati dagli animali e ridotti ad esserini da compagnia. Solo che l’amore, da sempre motore dell’Universo, sarà la scintilla che innescherà la rivoluzione. Solo una riflessione in questo mondo animalesco ci sono pochi reati poiché, ridotto il numero degli umani, è diminuita la violenza…

Morte per droga e canguro potrebbe sembrare un prolungamento del racconto precedente, visto che il nome del protagonista, Owen, è lo stesso e data la ripetizione di un mondo zoomorfo. Qui si può leggere un rimando al 1984 di Orwell. La leggenda del panettone è la storia più leggera del libro che ripercorre le origini del dolce meneghino più famoso d’Italia. Il momento giusto, inizia come una storiella d’amore abbastanza semplice per terminare in thriller psicologico interessantissimo. Sotto analisi è il rapporto padre-figlio e su quanto, mal impostato, possa danneggiare l’animo umano.

 

Nero ma non troppo, è un’antologia molto improntata al femminile visto che, molti dei suoi personaggi sono donne e molte delle problematiche, ivi affrontate, riguardano proprio il gentil sesso. L’ultimo appello, Il brodo, e La promessa, ci mostrano tre donne, Ilaria, Alves e Angiolina, diverse per estrazione sociale e per età eppure legate dal senso di frustrazione e d’impotenza imposte dalla famiglia in particolar modo da madri ossessivo-compulsive e ipocondriache. Ma anche dalle convenzioni e dal “che cosa possono pensare gli altri”. A tutte e tre, oltre che una vita strictu sensu, è mancato il calore umano, l’amore e il senso di apprezzamento ma il destino avrà per esse un finale ben diverso. In particolar La promessa modo fa venire in mente Profondo Rosso. Coma, Fermati e ascolta e Cuore di auto, affrontano, da diverse angolazioni il mondo giovanile, fatto di rave, di stragi del sabato sera, di giovani bulli di provincia. Mostra una gioventù a tratti vuota e materiale ma profondamente sola e bisognosa di modelli. In Cuore di auto si può intravedere una certa Macchina Infernale targata King…

Kasa, è il racconto più claustrofobico ed un omaggio al vecchio cinema della fantascienza ma soprattutto è un’attenta analisi sul concetto della solitudine umana e non solo… La direttrice è incentrata sui ricordi ma soprattutto sul senso di colpa, dei compromessi, spesso amari, che siamo costretti a fare pur di lavarci la coscienza ma come disse Perkins in uno dei suoi Psycho “il passato non è mai tale ti raggiunge sempre” e chiede il conto aggiungo io. Il fotografo ha una doppia lettura da una parte l’omaggio all’antropologia e agli studi demologici dall’altra una critica alla scoietà dell’immagine e materialista. Ladro di parole è forse la storia che più riguarda chiunque s’impegni nel lavoro intellettuale tra ghost writer e plagio. Il gatto è, in un certo senso, una ghost story in chiave felina ma con l’esplicito messaggio di condanna alla violenza sugli animali. Il passaggio è un racconto che può essere viso da varie prospettive: quella della violenza urbana, specie sulle donne, e quindi della relativa paranoia che non ci rende mai sicuri e ci fa dubitare di chiunque ci giri attorno; sull’egoismo e sulla mancanza di rispetto verso la terza età. Il cellulare forse è la storia più prevedibile e banale del libro con un vago rimando al Ring di Sozuki. Il caso Lovato e La forza del delitto sono le due storie gialle, intrise di un certo umorismo con un tocco di zombie novel in una e con un rifacimento al delitto di Marta Russo nell’altro. Chiude l’antologia L’eterno abbraccio, unica storia d’amore del libro, che, con la sua delicatezza, stempera i toni cupi degli altri racconti con la quale ci troviamo di fronte ad un affresco letterario completo.

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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2 Commenti

  1. anche io adoro le antologie. che siano di un singolo autore che diano voce ad autori diversi

  2. Le antologie sono come un vassoio di gustosi pasticcini: puoi assaggiare tanti sapori 🙂


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