Il sole quel pomeriggio bruciava, ed era un piacere sentirlo addosso. Finalmente!
Per ogni goccia di sudore sentiva gli ultimi rimasugli del grigiore invernale scivolare via. Per ogni minuto passato in quel limbo di radiante luce sentiva la sua malinconia sfuggire via. Malinconia, pessimismo, domande, pensieri...

Già , i pensieri: i frutti di quell'organo chiamato cervello che a volte riescono a complicarci la vita. Perché? Eppure dovrebbe essere un organo come tutti gli altri: il cuore pulsa, lo stomaco digerisce, i reni filtrano e il cervello pensa. Punto, o almeno dovrebbe essere così.

Se non fosse che il lavoro della nostra mente finisce con il condizionar la nostra vita, e, guarda caso, per la maggiore in negativo. Autolesionisti? neo-auto flagellanti disposti a soffrire nel cercare chissà quale austero livello di grazia?

Difficile rispondere alle domande, e soprattutto inutile: studiosi ben più bravi di lui troveranno sicuramente una risposta, se domani o fra un secolo non importa. Per il momento gli bastava fare l'esame della situazione, valutare gli eventi.

Il cervello non siamo noi, è solo un organo.
Lo aveva letto da qualche parte un po di tempo prima e da allora aveva iniziato a pensare di cambiare il pensiero. Possibile? forse no, ma perché non provarci?
Senza l'aiuto di fantascientifiche attrezzature e impazziti scienziati. No, da solo: una guerra spietata tra sé e la propria mente.

Il tutto era iniziato riflettendo sul proprio passato, sui problemi valutati invalicabili incontrati sul suo cammino, sul correre e ricorrere di alcuni eventi. Perché? Non era forse allora possibile che i suoi pensieri avessero causato, o creato, la sua storia?

Quando stava bene le cose non andavano forse per il meglio? E quando stava male, o voleva soffrire, o trovare guai, come andavano a finire sempre le cose? A farsi fottere, semplice...
Il destino? La storia già scritta per lui? Il fato?
No, non poteva essere così.

Se ne era reso conto valutando i propri pensieri giornalieri, quelle impalcature che la sua mente erigeva ponendogli davanti ostacoli, vincoli. E si era convinto che alla fine, le persone, sono autolesioniste, o almeno lui lo era stato fino a quel tempo.
Il cervello crea pensieri, li modella e ce li ripete fino a quando non diventano verità assolute per noi e per la nostra vita che da allora seguirà quel pensiero. Creando il nostro futuro.
Si dice che nulla succede per caso; e allora non poteva essere che quello che accade oggi sia il frutto dei nostri pensieri di ieri?

Pensava sorridendo. Se sono convinto che il mio lavoro fa schifo, come sarà domani lavorare a contatto con gli altri?
Se mi convinco di essere grasso come sarà passeggiare in mezzo alla gente?
Se sono convinto che non troverò mai nessuna per me, come posso sperare di incontrare qualcuno?
e così via, il discorso e gli esempi si sarebbero potuti seguire all'infinito.

Troppe volte il cervello si nutre di energia positiva per crearci problemi, per metterci alla prova forse. Ma il cervello forse si può cambiare, il pensiero si può modellare.
Perché, al ritorno delle vacanze si rimpiange ogni singolo secondo, anche quello in cui ci si stava rompendo i coglioni? Non era vero che si stava sempre bene, ci si stava rompendo i coglioni, punto. Ma pensandoci e ripesandoci eccoci agonizzanti a ricordarci il tutto come qualcosa di idilliaco che ci è stato ingiustamente sottratto.

Perché, una storia d'amore appena finita sembra sempre la più bella, il tempo della vita vissuto veramente, la felicità mai raggiunta prima? Perché ci si sofferma a pensare all'immediato passato, e come sempre, la mente ci fa ricordare solo le cose positive, raggirandoci e illudendoci. E quasi sempre si ha ancora più voglia di farsi del male, ascoltando le canzoni d'amore, sfogliando le lettere o le foto. Tutto per continuare a pensare a lei come la Dea assoluta, come il bene più grande che ci sia stato tolto, come qualcosa che non tornerà più, una felicità che non avremo mai più.

E allora ancora pianti su pianti, tormenti, notti insonni e un dolore che logora dentro.
Certo, quando un amore vero finisce si sta male, ed è impossibile non pensare all'immediato passato. Ma appunto è passato, per un motivo ben preciso che il domani ci renderà. E se si inizia a pensare che le giornate potranno essere solo migliori...

Sembrava facile, sogghignò. Eppure era deciso a lasciarsi alle spalle il proprio tormento e guardare in faccia il presente. Per stare bene, per creare un futuro migliore.
Allora iniziò a pensare positivo, scacciando negativi pensieri ogni volta gli fossero venuti. Basta auto lesionarsi. voleva sentirsi bene, voleva cambiare in meglio. e ne aveva tutto il diritto.
Voleva controllare la sua mente per sorridere ai suoi giorni, presenti o futuri.
Verità assoluta? Pazzia o Universale Conoscenza? chi può dirlo...

Si guardò intorno: "io sto bene, Adesso!" pensò. E continuò a ripetersi pensieri positivi, sulla vita, su se stesso, sul lavoro, sull'amore.
Una ragazza gli passò affianco e gli sorrise, illuminandolo.
Si, stava proprio bene.

Manuel Chiacchiararelli

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

Suoi ultimi post

24 Commenti

  1. Sono stata emotivamente catturata da questo racconto che esprime pienamente la mia situazione personale degli ultimi tempi...nella mente ho mille pensieri che pongono domande apparentemente senza risposta ma che forse celano verità dolorose e difficili da assorbire...pensieri che si accaniscono sulla mia mente generando dubbi ed amare considerazioni, quasi a rivolgere su me stessa tutte le colpe di un rapporto personale finito o mai davvero cominciato...ma forse hai ragione tu...tanto più che l'autocritica portata quasi all'autolesionismo mina soltanto il nostro equilibrio rubandoci tempo prezioso da dedicare a noi stessi. Grazie Manuel. 🙂

    • grazie a te , Maria 🙂
      'ma, guarda, il discorso sarebbe tale da scriverci libri interi, se solo ci fermiamo a valutare la capacità della mente umana.
      diciamo, per farla breve, che se è vero che quando stiamo bene tutto va bene e quando stimo giù tutto va a rotoli...perche non autoconvincerci di stare bene?!?
      se ci fai caso siamo più propensi a pensaee cose negative, magari anche stupide, e quando stiamo bene "ce la tiriamo" aspettandoci che arrivi la botta...provare a fare il contrario?

  2. e sì...direi proprio che siamo sulla stessa lunghezza d'onda questi giorni, e che nulla accade per caso naturalmente, ricordo che il un libro lessi una pratica anomala per scacciare i pensieri negativi... bisognava mettersi un elastico al polso e naturalmente tirarlo e lasciarlo con il proposito di farsi male ogni qual volta la mente cadeva nelle solite paure-paranoie-pessimismo...

    • ahaha, addirittura...io ne sto leggendo altri due e non sono co`si drastici e masochistici 😉
      Però a poco a poco funziona: ogni volta che la mente fa pensieri negativi (spesso) cambiarli subito in positivo...non voglio fare psicoanalisi, ma volevo condividere questa logica
      è un po come quando hai paura di fare brutta figura se sali su un palco, e immancabilmente scivoli 😀

  3. il tuo racconto non fa una piega.... il nostro futuro sono i nostri pensieri... ne sono certa. E come darti torto? Quando qualcosa finisce, che sia una vacanza o un amore, tendiamo a idealizzarla, a ricordarne i lati migliori e questo spesso ci proietta nel passato facendoci vivere nel ricordo invece che nel presente.

    • prorpio così Mariella, e idealizziamo talmente bene quello che crediamo che fosse il vero passato che alla fine ce ne convinciamo noi stessi...scusa il gioco di parole
      il passato non si può cancellarlo, ma bisognarebbe metterlo via per vivere il presente...

  4. io sono amico del mio cervello. siamo compagni, via, piu' che amici. direi anche complici. per esempio io e lui lo sappiamo benissimo che l'ultima storia finita non e' la GRANDE storia. a meno che non lo sia.
    nel caso ci consultiamo col cuore. e coi parenti di nessuno... ["parenti di nessuno" e' un test per vedere se segui wordshelter... :D]

    • beh, stai a buon punto, diciamo che dovrebbe essere così...lo è a volte, quando tutto va bene, altre volte ci dimentichiamo forse di come sarebbe facile vivere...e ci complichiamo noi stessi l'esistenza__per quanto riguarda il test...sono stato fuori un mese e non ho avuto ancora il tempo per rileggermi tutto...quindi direi bocciato 🙂

      • ma figurati se lascio che tu venga bocciato. occhio che ti passo il compito...

  5. evidentemente siamo tutti sulla stesa lunghezza d'onda in questo periodo 🙂 oppure semplicemente il racconto descrive bene un'aspetto che è proprio di tutti.
    Se siamo qui a scrivere e a leggere è anche perchè nella nostra vita abbiamo deciso di fare un uso del cervello che vada oltre la coordinazione dei mirabili movimenti di un dito che pigia un bottone oppure lo schermo di i-phone. Però, più ci si esercita a pensare, più in sostanza si usa l'organo cervello, più si diventa anche professionisti costruttori di illusioni e di realtà possibili. Diventiamo così bravi che il quadro che disegnamo è talmente perfetto da apparirci come necessariamente vero! ...e a volte ci stupiamo se ciò che immaginiamo non è realtà o non lo diventa!

  6. Secondo me però i pensieri non fanno il nostro futuro. Secondo me invece ci condizionano, inquinandolo. La mente dovrebbe essere solamente un fedele scudiero dell'istinto, aiutandolo a correggere la sua impetuosa e cieca corsa in base alle esperienze che abbiamo avuto, agli errori che abbiamo commesso. Se invece lasciamo che la mente immagini il cammino prima che i nostri passi lo percorrano finiamo per privarci della libertà di scegliere, paradossalemente forse, ma ci facciamo ciechi, perchè condizionati a non interpretare l'intorno istante dopo istante ma a scavarlo... con le nostre presunzioni. La realtà ci parla ma, se alziamo troppo la voce, avremo ancora orecchie per ascoltare i suoi messaggi?

    • certo riccardo, non volevo dire che se uno pensa una cosa (vino il superenalotto per esempio) questo poi succede
      ma ci sono piccoli accorgimenti per renderci l'esistenza più semplice, questo penso di si
      pensare positivo anche difronte alle avversità, per sempio può aiutare a crearsi la prorpia fortuna. Incanalare i pensieri verso una direzione cercando di resistere a quello che ci succede attorno, che forse è il risultato di concetti antecedenti.
      lo so, come ho detto prima a noria il discorso sarebbe lunghissimo e adesso che mis to informando ho visto che ci sono centinaia di libri in proposito....

      • La mente non cambia la realta ma ci condiziona, inquina forse come dici tu. Ed è prorpio il giocare di anticipo che provo a fare ...
        se è appena finita una grande storia d'amore il dolore c'è, ed è normale...ma sto seduto a casa a piangermi addosso ascoltando musica straziante e sfogliando le fotografie dei tempi che furono, o incomincio a ripetermi "se è finita ci sara un motivo, io sto bene, troverò sicuramente qualcuna che sarà molto meglio perche me lo merito, perche io sono speciale perche questo è il motivo per cui è finita. ecc ecc" per esempio...e lo puoi fare con il lavoro, con gli amici, con i soldi ecc...
        la mente è più portata a pensare in negativo (che bella macchina mi sono comprato, speriamo che non me la rubino...) se solo riusciamo a cambiare quei pensieri penso che la positività attrae la nostra fortuna
        mi fermo se no vado avanti per ore...:))

    • beh io noto un grosso gap tra il com'e' e il come dovrebbe esser. in genere il come dovrebbe essere accieca e non mostra il com'e'. e a quel punto sei fottuto... ma e' come per tutto il resto. non c'e' una ricetta o unpartito che garantiscano la salvezza. c'e' solo una possibilita' di crescita (forse) e chi la rifiuta.

      • esatto, cioè non sto dicendo che ho trovato la soluzione a tutti i mali...non è che se penso di essere ricco , di avere un harem e di non fare un cazzo dalla mattina alla sera questo succede...ma la proposizione (io posso stare meglio e non io devo) può facilitare a vedere la realtà, magari di merda, sotto un altro punto di vista...

        • la realta', almeno per noi umani che degli umani la condizione viviamo, e' una PRODUZIONE COLLETTIVA.
          che poi sia soluzione o causa di tuttii mali... non lo so.
          poi chiaro, se mi faccio prendere bene, sto meglio di chi si fa prendere male. per definizione, no? 🙂
          del resto con la merda in africa fanno case e combustibile.

  7. ps
    sai che pero' se pensi di essere ricco, avere un harem e non fare un cazzo, probabilmente produci o collabori a produrre harem, ricchi e sfruttatori? il pensiero e' pericolosissimo. condiziona l'azione e puo' farti finire... tra gli eununchi....

    • ahahah, no, tra gli eunuchi no, ti prego...:))
      attenzione, pensare positivo non significa invidiare o non accontentarsi mai...altrimenti si finisce a fare l'esatto contrario
      non concentrarsi nel passato strugggendosi di malinconia, non concentrarsi sul futuro accollandosi speranze...forse solo vivere il presente...poi si vedrà

  8. Sul pensare positivo concordo pienamente ma più che altro come stato mentale non come obbiettivi o aspettative. Bisogna stare bene per stare bene e non identificare lo stare bene con qualcosa di materiale che secondo me è solo uno stare bene fittizio. Quando sto bene veramente non so neanche io perchè ma è troppo bella la sensazione e come lo sento io lo vedono gli altri da fuori. Paradossalmente invece, quando raggiungo un obbiettivo mi capita di sentirmi svuotato perchè cioè che ci riempie spesso è la foga della corsa, il desiderio dell'arrivo, il fatto che per raggiungerlo ci stiamo valorizzando al meglio. Ecco, per stare bene mi devo porre degli obbiettivi, ma non perchè l'obbietivo mi farà stare bene, ma perchè fa bene correre e lottare per realizzarsi, qualsiasi sia l'arrivo. Per questo chi si riempie la vita di cose, proprietà, soldi, piaceri, presto o tardi si renderà conto di essere vuoto, perchè avrà dimenticato il sapore ed il senso della corsa. Ed ora penso al prossimo obbiettivo della giornata... birra cocomero e rutto libero!

    • ma infatti la positività non è correlata al valore delle cose...ma vivendo giorno per giorno in un mondo basato sulla materialità è normale che finisci con pensare anche a questo
      ma io intendevo più un discorso del tipo : che bello domani andare al lavoro, il mio alvoro mi piace...invece di bestemmiare appena suona la sveglia. O essere contento per quello che si ha, senza pensare che più soldi creino maggior felicità (perche li subentra l'invidia e non è positività)
      Poi come dici tu, aiutandosi alla positività si attira il positivo...e inevitabilmente le cose cambiano...o almeno si spera :))

  9. Ciao ragazzi.. ma come.. ? Tutti i libri sull'automotivazione allora chi li legge? The Key..The Secret..ecc..
    Beh.. io ho letto qualcosa..tra cui .."Pensa e arricchisci te stesso" di Napoleon Hill..(30 milioni di copie vendute) me l'ha consigliato un famoso scrittore di bestseller quando gli ho chiesto consigli su come pubblicare..
    L'ho comprato e cominciato a leggere ma non l'ho finito.. peggio per me.. non sono diventato famoso nè mi sono arricchito..
    ;-))
    Ho la certezza comunque che il pensiero positivo attiri positività e il pensiero negativo negatività..
    Daltronde anche qui su wordshelter la frase che mi contraddistingue è..
    Il pensiero crea..un uomo diventa ciò che pensa di essere..
    ;-))

    • la bibbia ne ha vendute di copie... questo non dimostra pero' che il protagonista della storia esista veramente.
      ps
      non vedo dove sia la sfiga Jan.
      pps
      insomma con sto Narkos 5? l'hai capito o no? diobono.....

      • poi personalmente la bibbia non mi sembra un libro positivo...

    • infatti prorpio da uno di quei libri ho preso lo spunto...
      che poi sono cose che sappiamo, o almeno dovremmo sapere, ma chissÀ come mai, se è un altro a dircele, ci crediamo di più---
      bella la tua frase, comunque :))


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito