Perline e felicità sfuggenti

Racconti Karen Lojelo

Adele contava una ad una le perline di quella collana che le si era rotta tra le dita, non sapeva perché le stesse contando. Forse era solo un modo per non pensare, per non lasciare la mente vagare per conto suo come sempre, rigirando sulle stesse cose che si era domandata per anni.

In quei giorni aveva fatto delle riflessioni, ma avevano un gusto diverso, non erano i soliti giri di pensieri che si incartano su sé stessi. Erano una parvenza di risposte. Le risposte poi non esistono in realtà. Lei lo aveva capito, per questo non voleva più farsi domande. Sapeva che non esistono per il semplice fatto che cambiano. Ma le sue risposte erano vere in quel momento. Perché quello era il suo punto di vista.

Si era detta che la felicità non esiste in realtà, ma non era affatto triste, era sorridente, si era detta semplicemente che quella felicità che tanto aveva rincorso e che poi aveva cercato di trattenere con talmente tanta fatica da farsi più male che bene, era qualcosa che non si poteva inseguire.

Ogni volta che si chiedeva se era felice la risposta era sempre stata no. Quando succede non te ne accorgi, sei felice e basta, non hai tempo da perdere a chiederti se lo sei, magari puoi pensarlo per un attimo ma poi hai da fare, perché la stai vivendo quella felicità.

Poi si era detta un’altra cosa, aveva riflettuto sul fatto che non dura niente, le felicità nella vita, dalle più grandi alle più piccole sono un battito d’ali, è un momento, una frazione di secondo, quella che resta impressa nella memoria e viene poi innalzata ad icona. Conosceva forse qualcuno che era stato felice per un anno intero? Ma nemmeno, una settimana? Un giorno tutto di fila? No, certo che no, la felicità è un passaggio di vento.

Allora Adele la sera prima si era ripromessa che da quel momento avrebbe colto tutte le opportunità che la vita le dava, ogni singola occasione, senza mai rimandare, senza mai pensare quale fosse la strada migliore per ottenere risultati più duraturi… sì, qualcosa come l’attimo fuggente da cogliere al volo. Credeva di aver perso troppo tempo a guardare indietro, a cercare qualcosa che non poteva decidere di far arrivare o andare via. Era giunto il momento di dire sì, di prendere tutto. Di esserci davvero.

Se poi durava poco, o era un illusione, se non valeva la pena… almeno lei c’era stata. Era stata lì, in quel posto, in quell’attimo, in ogni attimo.

Del resto si era ripetuta che anche le cose più preziose che aveva avuto, i momenti di maggior valore, i sentimenti più autentici avevano comunque avuto una fine, quindi perché continuare a chiedersi come fare per avere di più?

Adele finì di contare le perline, poi aprì il pugno dove le stava raccogliendo e le lasciò ricadere a terra.

Quella sera avrebbe potuto aspettarsi un esito migliore, in un’altra occasione avrebbe potuto piangere a dirotto tutta la notte, avrebbe potuto costruire castelli in aria su quello che si aspettava da quell’appuntamento e poi rimanerne delusa. Invece decise di contare le perline della sua collana invece di scoppiare a piangere e ripetersi che tutto andava sempre nel modo peggiore. Non era così. Era stata una bellissima serata, solo che era finita come è normale che sia.

Che cos’è poi l’amore? Forse uno sguardo che non dimenticheremo mai ma che rimane solo nei nostri ricordi… o forse è dappertutto, in ogni attimo, parte di tutto quello che facciamo e va al di là delle singole persone, e in quello che sentiamo noi. Forse entrambe le cose… è come dice quella canzone poi…: vai, vai… tanto non è l’amore che va via… Quello resta dentro di me se davvero l'ho mai avuto, quello resta, e sono io, non tu, non un altro, non un paesaggio, ma quello che quella cosa ha fatto di me in quel momento. Questo pensava Adele quella sera, quella sera che era fuggita presto come tante.

Prima o poi ce ne sarebbe stata un’altra e lei avrebbe semplicemente comprato un’altra collana.

Karen Lojelo

httpv://www.youtube.com/watch?v=Vheyo83k-uM

Non è l'amore che va via - Vinicio Capossela

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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7 Commenti

  1. quindi io sono come le risposte? guardo il mio ex compagno di scuola S che e' lo stesso da sempre. per fortuna che non esisto. (ehm... a me cambiano anche le domande... cosa ne devo dedurre?)

  2. ... immagino si tratti di una sorta di "effetto rosario": così come accade ai praticanti di un discreto numero di
    religioni (penso alla cattolica, ma anche i bonzi tibetani sono soliti -da quel che ne so- maneggiare
    tali manufatti), snocciolare perline e sferette consente di entrare in una specie di loop mentale e/o stato
    alterato di coscienza...
    Materia e spirito possono ostacolarsi, ma anche allearsi.
    Talvolta.
    Quasi mai...
    Doh! (>_<)

    • esatto... indirizzi i pensieri senza lasciarli andare dove dicono loro...;)

  3. I pensieri fanno strani giri e poi ritornano sempre dove non dovrebbero..
    Abbiamo in testa un radar "acchiappainfelicità" sempre in funzione.. 24 ore su 24...
    😉


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