Un punto imprecisato

Senza categoria Mariella Musitano

Carlo era nervoso. Lo poteva percepire dal ticchettare delle sue dita sul tavolo. Il volto era contratto. I suoi occhi fissavano un punto imprecisato della stanza. Anna sapeva che non stava guardando niente. Accanto a lui, proprio vicino alle dita che ticchettavano sul tavolo, il bicchiere di grappa quasi finito.

Anna avrebbe voluto fare qualcosa.
-          Andiamo a fare una passeggiata?
Solo questo le era venuto in mente. Lo disse a voce troppo bassa e titubante e Carlo nemmeno si accorse che lei fosse nella stanza. Anna fece qualche passo e gli si parò davanti. Fra lui e il punto imprecisato della stanza.

Carlo spostò i suoi occhi spenti sul volto della moglie. Non provò nemmeno a sorriderle. Si limitava a guardarla e basta. Le dita ancora ticchettavano sul tavolo accanto al bicchiere di grappa.
-          Stavo pensando di andare a fare una passeggiata nel parco.
-          Va bene.

Anna sorrise al marito e gli porse la mano.
Lui la guardò, poi guardò la sua e spostò infine lo sguardo sul bicchiere. Fece per prenderlo, ma poi tornò a guardare la moglie.
-          No. Rimango qui.
-          Mi mandi tutta sola?
-          Sì. Non sono molto di compagnia.
-          Non mi serve la compagnia. Possiamo anche camminare in silenzio.

Carlo non aveva voglia di camminare. Non aveva voglia di niente. Nemmeno di discutere con Anna.
-          Vedrai ti farà bene.

Ma suo marito ormai non la guardava più. Aveva spostato lo sguardo in un punto imprecisato dietro le sue spalle. Carlo non aveva voglia nemmeno di stare più bene. Non ci credeva più. Alla felicità.

Anna si andò a sedere sul divano.

Carlo senza nemmeno spostare lo sguardo si portò il bicchiere di grappa e mandò giù l’ultimo sorso.

 

 

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

Suoi ultimi post

6 Commenti

  1. Grazie per questo racconto spiegato molto chiaramente ..... poi, a chi non è capitato di sentirsi a quel modo? di fissare un punto senza voler vedere nulla? ... In ogni caso, meglio non rimanere soli .... Anna ha fatto bene a non uscire, a non insistere ... e a sedersi sul divano...

    • Grazie Giusy e scusa il ritardo con cui rispondo.
      Sono daccordo con te, a tutti è capitato di perdersi a fissare un punto imprecisato per un motivo o per un altro. Pur fissando i nostri occhi non guardavano nulla proprio come è accaduto al protagonista della storia.
      Sì forse Anna ha fatto bene a rimanere a casa. Ha fatto bene a non insistere perché tanto non si può aiutare chi non vuole essere aiutato. Chissà se qualcosa a distanza di tempo è cambiato...

  2. Quanti punti imprecisati fissati nella nostra vita!
    C'è tutto un mondo di pensieri dietro quegli occhi...

    • tanti MariC, sono tanti i punti imprecisati fissati nella nostra vita. Forse troppi, Forse necessari. E già c'è un mondo di pensieri dietro quegli occhi che fissano senza vedere, senza mettere a fuoco né oggetti né soluzioni...

  3. Percepisco in maniera netta la sensazione di Anna, sola nonostante ci sia il marito, sola senza riuscire più ad entrare nel suo mondo di pensieri (per usare le parole di MariC), sola ed impossibilitata a richiamare in lui ciò che un tempo li ha uniti... e per inciso la grappa non aiuterà mai il marito a farlo...
    ciao Mari, bella questa breve...

    • La grappa no di certo, non aiuterà lui a trovare idee e soluzioni né Anna sola sul divano, sola nella vita nonostante la presenza del marito che va ad assomigliare sempre più ad una assenza


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito