Un racconto mancato

Racconti matteo

“Lo vuoi sentire un racconto?”
“Uno dei tuoi? No”.
“Perchè?”
“Perchè non succede mai niente nei tuoi racconti.”

“No, è che ero qui seduto su questa stessa panchina di adesso, immagina, stessa posizione, stessa noia. Quante volte mi ci avrai visto? Eppure ti giuro, è stato strano. Sentivo gli odori. Come i fedeli di padre pio, dirai te. No, sul serio dico! C'era un odore di legno fresco, hai presente? Tra l'altro avevo appena rinnovato la patente e anche se è poco più di una formalità non so perchè ma ero contento. Che poi ho pure scambiato una R per una B, ma il dottore andava in automatico, indicava le lettere, io leggevo e lui sì, sì, sì.

Guarda, non farmici pensare, c'era una fila pazzesca per fare quella visita, ci saranno state almeno trenta persone dietro me. Fra loro c'era un tizio con cui giocavo a calcetto anni fa. Era bravo, bravino, ma polemico, una noia. Pensa che l'ho riconosciuto per questo! Era agitato, si alzava e si sedeva, ballettava con le gambe, sospirava.

Tant'è che un vecchietto gli ha detto “giovane, ci vuole pazienza”, ma lui ha risposto che aveva da fare. Insomma il vecchietto non si è dato per vinto, voleva essere un po' il centro della situazione, sai, si annoiano a una certa età, e ha cominciato a raccontare della guerra e altre cose, ma sempre in modo generico, altrimenti gli avrei chiesto di non smettere.”

“Basta”
“Come basta?”
“Lo sapevo che non mi raccontavi niente”
“No, senti! Il punto è un altro! Chi ti va a passare?”
“Chi?”
“No, perché poi alle volte il destino sta lì e ti frega”
“....”

“Poco dopo la guerra qualcuno mise quel chiosco in mezzo alla piazza della stazione. Vendeva sottobanco le sigarette degli americani e le nazionali a tutti.
Finita la crisi diventò una minuscola edicola che non ci trovavi mai niente, poi un mini bar abusivo per pochi mesi, una biglietteria per la lotteria di carnevale e infine uno spaccio di caramelle.
A me piacevano quelle rosse, al rabarbaro.

Poi un tale è andato a sbatterci contro con la macchina e il chiosco si è aperto, spaccato, sgretolato. Potevi trovare le caramelle ai bordi del marciapiede, sotto le panchine, scivolavi camminando e quando eri col culo per terra cercavi quelle del tuo gusto preferito.
Poi quando era stata raccolta dai passanti fino all'ultima caramella, hanno stabilito che non avrebbero dovuto mai costruire un chiosco in mezzo alla piazza, perchè quello che perdi non può tornare, neppure se ti trovi col culo per terra.”

“Embè?”
“Ciò non toglie che qui non si può parcheggiare- mi ha detto il vigile- o togli sta macchina o sono 36 euro e sessanta di multa. Ti rendi conto?”
“Avrebbe dovuto fartela!”
“...”

matteo
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La speranza è nell'opera. Io sono un cinico a cui rimane per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. (Vincenzo Cardarelli)-----http://badradio.splinder.com/

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1 Commento

  1. come sempre mi spiazzi Matteo e questo racconto mancato è un racconto che vale la pena di ascoltare o leggere.


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