Il ritorno era simile a infinito cammino a ritroso, forse si trattava dell’ennesima partenza, senza compagni di viaggio, amici, mogli, figli, padri, madri, dei.

La provincia era deserta, insignificante, circondata dal silenzio obsoleto dei campi e dall’alternarsi di stagioni ormai prive d’identità.

Non si sentiva uomo perché il tempo lo aveva reso altro dalle goffe impressioni di ragazzo vuoto a perdere dei giorni giusti, era il lavoro che finiva, certezze mai tali, automobile alle solite fermate, conti in banca da far quadrare come un insensato gioco borghese e gambe da sedia a rotelle.

Era l’aborto degli alberi in fiore, la diffidenza confermata fuori e dentro, gli amori come coriandoli spazzati dalla tramontana, il sospetto che cercare freneticamente nel nulla non lasci possibilità di trovare qualcosa.

La vita non si cambia quando è sufficiente la pagina successiva a stravolgere una trama senza sviluppo.

Ci sono tanti motivi per commuovere e svelare nuove emozioni, ma per salvare tutto questo dai parassiti aveva deciso di chiudere la cassa toracica, fino a respirare faticosamente.

Quando capì di aver sognato per sei lustri, alla soglia del settimo si truccò da vecchio saggio per ridere allo specchio.

Tornava con passo d’ombra sicura alla sua origine, tenendo fra le mani una flebile candela che ebbe cura di non spegnere.

Legioni di ricordi insidiavano l’inevitabile scorrere e il passaggio si stringeva fino a soffocare nel rantolo dell’alba incosciente, all’ultima udienza del tribunale fatale.

Restò in attesa, indifferente, dimenticò l’impazienza e l’entusiasmo dissennato, stappò una lattina, fece per sfiorare qualcuno, ma nessuno era al suo fianco, dietro, davanti, niente, solo la strada sotto l’inganno del sole e non gli sembrò male -

 

Marco Gasperini
Non sono io, scimmia ammaestrata, il solito disperato buffone, spirito invernale sconfitto dall’enigmatica primavera del cuore in codice -Se la notte incombe, dammi l’illusione di un puerile mattino.

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6 Commenti

  1. "non gli sembrò male"
    è una gran cosa... 🙂

  2. ...esattamente funziona così...neanche a me sembra male...

  3. Vi ringrazio -

  4. Restò in attesa, indif­fe­rente, dimen­ticò l’impazienza e l’entusiasmo dis­sen­nato, stappò una lat­tina, fece per sfio­rare qual­cuno, ma nes­suno era al suo fianco, die­tro, davanti, niente, solo la strada sotto l’inganno del sole e non gli sem­brò male ... bellissima chiusura

  5. Karen: ...non è una chiusura, bensì un'apertura, e credimi, ce n'è sempre bisogno, come quando mi guardo intorno con la rabbia che mi straripa dagli occhi, e un sorriso, una buona parola, un viso conosciuto, mi fanno vergognare di tanta irriverenza nei confronti del casuale dono esistenziale...è necessario saper indirizzare disprezzo e frustrazione, per non lasciarsi soggiogare dal rovescio della medaglia - grazie a Te
    Noria: Ci sentiamo così distanti da casa che quasi non la ricordiamo, e per contro, ogni luogo sa essere accogliente e anche più della nostra origine. Basta imparare a leggere dove non ci sono scritte. Ti ringrazio -


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