Mi chiedi cosa sia rivoluzione
e non ti accorgi di quei pugni chiusi serrati come morse
dei denti stretti, della disperazione di un popolo che ha fame,
così tanto impegnato come sei
nel seminar democrazie perfette
dispensando pace a colpi precisi di mortaio,
armato di coltelli e spade.
Mi chiedi cosa sia rivoluzione
e non ti accorgi dello sguardo vuoto
di un uomo che attraversa la tua strada,
non sarai mai il nero che barcolla scalzo
ubriaco e minaccioso,
la giovane ragazza che vende a poco prezzo il suo sorriso
ombrato di dolore e rabbia,
il figlio di un deserto d’Africa vestito d’ossa e mosche,
il barbaro straniero che invade la tua casa
rubando la tua aria
sporcando le tue strade.
Mi chiedi cosa sia rivoluzione
ad occhi chiusi e un ghigno di livore ti segna netto il viso.
Destati, diventa terra arresa
spalanca le finestre
accogli l’uomo e non temere l’invasore
trema piuttosto per il tuo silenzio
per la coscienza sorda e la complicità di chi non vede
celando indifferenza velenosa
trema perché sei tu quell’uomo
quegli occhi vuoti sono i tuoi
e ti appartiene quella pelle scura
la stessa umanità che tu deplori.

Guido Mazzolini
Guido Mazzolini
Nacqui a Cremona troppi anni fa, da allora respiro nebbie fitte, afa padana e pianeggianti sensazioni. Pesante e immobile da sempre, mi esprimo come posso e come so, nello stesso identico modo che mi è stato concesso da un cinico fato. Scrivo parole convinto che l’espressione sia l’unica magia donata agli esseri umani per potersi elevare e somigliare sempre più agli Dei. Non esistono punti fermi nel mio esistere, solo zattere di comprensione in balia di un oceano agitato e onde altissime che conducono, malgrado noi, verso lidi sconosciuti. Per questo credo nella parola espressa come valore supremo; ci credo perché la voglio fortemente mia, la sento scorrere nelle vene più del sangue, possiede un proprio odore inafferrabile ed evoca consapevolezze diverse, la posso toccare con mano, ingoiare e respirare ogni istante. Credo nel “linguaggio dell’inesprimibile”, nelle sensazioni e intuizioni che solo parole non convenzionalmente espresse riescono a palesare realmente. Accendo l’ennesima sigaretta, inalo fumo, dubbi e allegrie. "Sono l’oscuro lato che nasconde la genesi più vera di me stesso." I miei figli: "L'Attimo e l'Essenza", "Diario di bordo", "Il passo del gambero", "Suoni", "La ragione degli alberi".

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2 Commenti

  1. .. ultimamente mi chiedo come mai ancora il popolo sonnecchia.. Bravissimo.


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