Roberto Genovesi il volto mistico dell'Impero Romano

Recensioni Vito Tripi

Roberto Genovesi il volto mistico dell'Impero Romano di Vito Tripi

Roma e il suo Impero sono un simbolo immortale non solo nella storia dell’umanità quanto nell’immaginario collettivo. Inutile, nonché complesso, ricordare le pellicole e le fiction che sono state girate con ambientazione romana. Di recente, poi, c’è stata una riscoperta, soprattutto da autori angloamericani, del mito di Roma e con esso del ritorno al romanzo storico e avventuroso. E qualcuno potrebbe chiedere: e a casa nostra? Già, i nostri autori sono ancora sensibili o suscettibili al fascino dell’Urbe? Indubbiamente sì, è vero Valerio Massimo Manfredi ha restituito al lettore medio il gusto della romanitas ma ci sono numerosi altri scrittori giovani e talentuosi che si muovono in questo fitto sottobosco.

Uno di essi è Roberto Genovesi che ha creato una trilogia, di cui sono usciti i primi due capitoli, che è una contaminatio, usando un termine latino, di generi tra il romanzo storico e d’avventura e il fantasy. Il risultato è un lavoro quanto mai egregio e innovativo. Ma andiamo con ordine… Mettiamo caso che nell’Impero Romano esistesse una legione speciale, talmente segreta da non comparire nei libri di storia o da essere ritenuta solo una leggenda, formata da individui molto “dotati”. Qualcuno potrebbe pensare a una sorta di X-Files, anche se in questo caso sarebbero più adatti (fumettisticamente parlando) gli X-Men o gli Avengers, ma ogni classificazione o interpretazione rischierebbe di essere falsata o inesatta. Questi uomini e queste donne, si muovono sui campi di battaglia come spettri, inarrestabili e letali, indossano armature bianche come la neve e tuniche nere come la notte. Sono Veggenti, auguri, negromanti, aruspici raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi in fiamme, Giulio Cesare ne ha fatto un manipolo di eroi, Ottaviano Augusto li ha resi leggenda. Vigiles in tenebris è il loro motto e il nero destriero di Plutone il loro simbolo. Loro intervengono quando la ragione delle armi viene a mancare, quando tutto sembra perduto e solo un intervento sovrannaturale può cambiare le sorti della guerra. Più di una volta l’Impero si è salvato grazie al loro tempestivo intervento. Sono i soldati della Legio Occulta.

Questi sono i protagonisti dei libri di Genovesi che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare prima ne La Legione Occulta dell’Impero Romano e ora nel suo seguito La Vendetta di Augusto. Un caso letterario quanto mai interessante che apre nuove prospettive nella letteratura di genere, difatti la componente fantasy delle storie non smonta la realtà storica si fonde a perfezione con essa con dei forti rimandi al romanzo d’avventura e una strizzatina d’occhi anche all’ucronia. Abbiamo intervistato Roberto Genovesi

 

Qual'è stato il quid che ha dato il via a questa trilogia?
L'idea di una saga dedicata ai sacerdoti dell'Antica Roma è nata una decina d'anni fa come progetto multimediale che avevo immaginato di proporre alla Rai. Pensavo potesse partire come serie in animazione per un target young adults. Fu giudicato troppo complesso e costoso e lontano dai target di interesse dell'azienda e allora lo ripensai come progetto sperimentale che potesse coniugare un linguaggio narrativo influenzato dai nuovi media e dai social network e un punto di vista diverso per raccontare vicende fino a quel momento viste attraverso le gesta dei 'soliti noti' della storia.

 

E' stato difficile fondere lo stile narrativo del romanzo storico con le componenti fantasy?

In realtà la saga di fantasy ha ben poco nonostante all'editore, soprattutto per motivi di marketing, faccia piacere battere su questo tasto e ai giornalisti, per semplificare, restare su questa china. L'esercito romano faceva affidamento costantemente su un manipoli di sacerdoti che accompagnavano i militari in ogni battaglia. Il loro compito era proprio quello di 'divinar responso' attraverso tutta una serie di specializzazioni. Io ho solo provato a raccontare il climax di queste attività e come potesse alla fine tradursi il contatto con gli dei.

 

Nei suoi libri è difficili affezionarsi ad alcuni personaggi poiché non sempre c'è il classico happy and una scelta quanto mai inusuale...
Non sono d'accordo. In realtà sono fin troppo ottimista nonostante le apparenze. Nella saga della Legio Occulta ho solo cercato di raccontare le cose come sarebbero potute andare secondo i parametri dell'epoca. A quei tempi il valore della vita umana era realmente ai minimi termini, i punti di riferimento morali ed etici molto diversi da quelli attuali. Nonostante questo, gran parte dei miei personaggi sono animati da valori forti, nell'uno o nell'altro senso. Poi bisogna capirci su cosa s'intenda per 'lieto fine'. Se il punto di riferimento è la vita di un personaggio o un disegno cosmico che vada al di là di una generazione di eroi.

Può anticiparci qualcosa sul terzo e ultimo volume della saga?
Sicuramente che ci vorrà più tempo degli altri per scriverlo perchè è il capitolo conclusivo ed è calato in una realtà storica e religiosa molto delicata. Chi ha letto l'epilogo del secondo romanzo può capire a cosa mi riferisco. Vorrei davvero riuscire a sorprendere i lettori.

 

Finita la trilogia ha qualche nuova idea che rimane sempre nel solco della letteratura di genere?
Ho appena ricevuto dalla Newton Compton l'incarico di aprire una nuova saga non ambientata nell'Antica Roma. Sto scrivendo il primo volume. Sempre con l'obiettivo di sorprendere i lettori sia per lo stile che per i contenuti. L'ennesimo romanzo storico classico non avrebbe senso e poi non è nelle mie corde.

AUTORE: Roberto Genovesi

TITOLO: La Legione Occulta dell'Impero Romano - La Vendetta di Augusto

EDITORE: Newton&Compton

PREZZO: € 6,90 - 14,90

 

 

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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