Saviano a Vieniviaconme unisce cultura e ascolti: il potere di cambiare

Articoli Mariella Musitano

Lunedì sera. Tutti incollati alla televisione. Come non succedeva da anni. La rivalsa di Rai3 la chiamiamo a casa. I bimbi sono a letto. Nessuno può disturbarci nella visione del programma televisivo che  non ha paura di dire la verità. La coppia Fazio/Saviano vince su tutti. La cultura e l’informazione dopo anni di buio hanno la meglio sui pettegolezzi e i gossip del Grande Fratello. Questo mi fa sperare. Allora gli italiani non sono del tutto assoggettati al potere. I cervelli non sono del tutto fuori uso.

Le persone vogliono ancora sapere. E la trasmissione Vieniviaconme parla agli italiani. Racconta di un’Italia che i giornali e la politica troppo spesso lasciano in sordina. Dopo ogni puntata gli ascolti auditel la danno vittoriosa. Questo porta milioni di italiani a parlarne, a interrogarsi. Dopo aver ascoltato Saviano non si può tornare a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Prerogativa che nell’ultimo periodo pensavo non fosse solo tipico di questi pennuti, ma propria dell’italiano.

Saviano ha avuto il coraggio di parlare alle persone. Lo fa con gli occhi che gli brillano. Sono occhi di chi crede nel cambiamento. Occhi sognatori che vogliono vedere un’Italia migliore. Saviano riesce a tirare fuori il meglio, perché dona tutto se stesso. Non ha paura anche se di paura dovrebbe averne. È stato minacciato. Vive sotto scorta. La sua vita non è certo quella che ci si aspetta da uno scrittore di fama che invece di godersela fra donne, champagne e serate memorabili, deve rientrare presto e convivere con la sua scorta, seguendo regole che sono indispensabili per la sua salvaguardia. Saviano è diverso. e soprattutto Saviano è la miccia.

La miccia che instilla negli italiani informazioni. E non lo fa gridando o mandando a quel paese. Non usa la rabbia, ma la pacatezza. Saviano sorride. Un sorriso sincero perché non sono solo le sue labbra a schiudersi, ma sono i suoi occhi in primis a parlare di lui. Nella prima puntata ha parlato di persone meravigliose e coraggiose come Borsellino e Falcone. Nella seconda puntata ci ha fatto conoscere aspetti della ‘ndrangheta sconosciuti ai più (il battesimo) e ricordato che il problema non è solo del Sud, ma anche del Nord, della Lombardia, dove i mafiosi cercano agganci nella politica. Collegamento stretto fra Nord Sud Politica ed Economia. Accusa la Lega, e il ministro Maroni si risente. Non fa nomi, ma dice una grande verità: “Ogni volta che ci sono leggi come per esempio lo scudo fiscale, c’è un rischio, il rischio che siano i loro capitali [della mafia, ndr] a tornare in Italia. Ogni volta che le mafie ascoltano che si sta dibattendo della legge del processo breve sono ben felici. Il rischio è enorme, che ne possano sfruttare il vantaggio. Ogni volta che si dibatte di leggi come le intercettazioni sono ben felici che tutto questo avvenga”.

Quello che dice, si sa, e chi non lo sa può fare ricerche su internet e lì i nomi escono. Non son o i nomi importanti. Nel momento in cui le stesse leggi emanate dal Governo sono un regalo per la mafia, non occorre fare nomi. Eppure Saviano è stato accusato di non fare nomi. Nonostante legga la lista di tutti gli appalti del Nord che sono risultati contaminati dalla ‘ndrangheta. Forse che l’italiano necessita di semplice gossip? Io credo che Saviano abbia dell’Italia e dell’italiano una stima superiore a quella della media nazionale. Lui crede, parla, informa. Non vuole uno stuolo di sudditi che lo ascoltano a bocca aperta e ripetono le sue parole solamente. Lui vuole che ognuno di noi si responsabilizzi, si metta in prima linea e si faccia la sua idea e si cerchi da solo i nomi (non si sanno forse?).

E in tanti hanno avuto da ridire. Dopo la prima puntata Marco Travaglio chiede a gran voce che si parli dei vivi, non dei morti. Io sono dell’idea che rispolverare la memoria ad un popolo che spesso ha vuoti di memoria sia stato indispensabile ricordando persone che hanno creduto davvero, hanno lottato, sono state diverse e per questo sono state eliminate.

Nella seconda puntata Saviano prosegue e parla dei vivi. Ma non fa nomi, e questa volta viene attaccato da Beppe Grillo durante il suo spettacolo al Granteatro di Roma: “Saviano, che per carità è bravissimo, qualche nome lo deve pur fare, altrimenti si fa solo tirare in mezzo”.  Non riceve plausi però dal pubblico che tutto si aspettava tranne che un attacco da parte di Grillo a Saviano. Così Grillo spiega le sue ragioni: “Signori! Italiani! Aprite gli occhi: Vieni via con me lo produce Endemol, e chi è Endemol? È Berlusconi. Il programma fa ascolti altissimi: quindi Berlusconi guadagna un sacco di soldi. Se aggiungiamo che Saviano non fa i nomi dei politici collusi, né in Lombardia né in Parlamento, è chiaro che poi il nano gode come un riccio”.

Considerando che quasi tutta l’informazione è direttamente o indirettamente di proprietà di Berlusconi, mi chiedo se sia poi così grave utilizzare un canale che fa guadagnare Berlusconi per aprire gli occhi agli italiani. Con Vieniviaconme sono stati raggiunti picchi altissimi di auditel, nell’ultima puntata si parla di diecimilioni di italiani. Quale altro mezzo o canale può raggiungere tutte queste persone?

Perché c’è sempre da ridire su tutto? Perché fra chi cerca di tirare fuori le verità ci deve essere sempre polemica? Se non fosse per Beppe Grillo, Travaglio, Santoro, Saviano, Milena Gabanelli, Floris, Benigni, Sabina Guzzanti e Corrado Guzzanti vivremmo nell’ignoranza. Le cose passerebbero sotto gamba.

Il programma Vieniviaconme ha però qualcosa che lascia gli italiani incollati al televisore. Non importa che sia Endemol e che Endemol sia di Berlusconi. Ciò che conta è essere ottimisti e raggiungere più persone possibili con i mezzi che abbiamo a disposizione. Anche se Berlusconi in queste tre puntate ha guadagnato più soldi, non ne perde forse in credibilità.

Tutti stimano Saviano, credono che sia una brava persona, ma tutti hanno da ridire. Mi fa sorridere il commento di Pino Daniele: “Se Saviano fosse pericoloso l’avrebbe­ro fatto fuori da un pezzo. Sono cresciuto con la camorra e so bene che se uno dà fastidio lo elimi­nano alla svelta senza perdere tempo. Hanno ammazzato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino  perché erano vicini alla verità. Voi pensate che un Saviano pericoloso non l’avrebbero già ammazzato? Non lo critico, anzi mi piace molto quando fa que­ste cose, fa conoscere, educa la gente. Conoscen­do meglio il male lo si cura meglio. Il male non si cura con il male. Il cancro si estirpa con l’educa­zione, l’informazione, la conoscenza. Mi piace che Saviano faccia lezioni civili. Ma è solo que­stione di mentalità...”.

Mi chiedo quindi se anche Saviano come Falcone deve aspettare di morire per essere credibile, per mettere paura. Io penso che Saviano sia riuscito a trovare il modo di parlare alle persone. Attraverso ciò che scrive, attraverso ciò che dice, sempre con cognizione di causa, con la sua vita tutta. E in queste puntate di Vieniviaconme è riuscito a parlare di persone che hanno cambiato qualcosa, che nonostante tutto quello che si possa pensare, sono state in grado di colpire la mafia, la ‘ndrangheta e la camorra.

Ne è un esempio l’ospite della terza puntata, Don Giacomo Panizza. Uomo del Nord, ha avuto il coraggio di utilizzare un palazzotto sequestrato alla famiglia Torcasi dove nessuno ci vuole andare. Don Giacomo ha bisogno di un luogo dove poter vivere e lavorare con i suoi ragazzi diversamente abili. Don Giacomo viene minacciato ma non si spaventa e nemmeno i ragazzi che insieme a lui si mettono a sistemare il palazzotto che per anni era rimasto abbandonato.

Saviano fa conoscere delle realtà che sono sconosciute, persone che hanno saputo mettersi in discussione, rischiando la loro vita perciò in cui credono. Forse che anche don Giacomo, siccome è ancora vivo, non mette paura alla ‘ndrangheta? Eppure l’ha saputa colpire nel profondo, utilizzando beni che nessuno aveva il coraggio di utilizzare. E per concludere (Saviano ndr) cita le parole della signora Emma, diversamente abile, che partecipa al Progetto Sud di don Giacomo: “Prima di essere disabile sono una persona con diritti e doveri quindi oltre ai diritti ho pensato che avevo anche delle responsabilità rispetto al territorio perché un territorio che è una grossa piaga che è quella della ‘ndrangheta e io non ci sto bene e ci sto stretta in un clima così pesante posso accettare la disabilità perché è un fatto naturale ma non la sofferenza provocata dall’uomo.”

Ora il coraggio dobbiamo tirarlo fuori noi, ricordandoci che il Sud e il Nord sono molto più uniti di ciò che si pensi. Ricordandoci che l’uno è nulla senza l’altro. Ricordandoci che non solo il Sud è in mano alla camorra, alla ‘ndrangheta o alla mafia. ricordandoci che il Nord non è il luogo dove tutti pagano le tasse rispettando le leggi. Ricordandoci che la spazzatura di Napoli come quella di tutta la Campania è anche la nostra spazzatura e che se il Nord è così pulito non vuol dire che le sue mani siano pulite. E se tutti noi italiani tiriamo fuori il Saviano che c’è in noi (ma potrei dire il Falcone o il Borsellino) forse l’Italia tornerebbe a brillare.

Mariella Musitano

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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6 Commenti

    • Bisognerebbe riconquistare la dignità dei Padri Fondatori di questa Nostra Repubblica....
      Bisognerebbe riportare la dignità del lavoro a tempo indeterminato di una volta.
      Bisognerebbe ritornare ALLA TERRA e ALLA GENTE di una volta.
      BISOGNEREBBE impedire che i LESTOFANTI, i SBRIGAFACCENDE, i PORTABORSE, gli APPROFITTATORI, i DELINGUENTI e I...LADRI e i MAFIOSI CONCLAMATI mettano "MANI" e "PIEDI" nelle NOSTRE DEMOCRATICHE (una volta) ISTITUZIONI! (Grazie per l'opportunità)

      • Grazie a te Orazio, E sai, l'ottimismo è tornato e forse stavolta il bisognerebbe diventerà una priorità gridata a gran voce. Che gli italiani aprano gli occhi.

  1. Mi piace molto questa tua riflessione Mari... basta solo crederci, il potere di cambiare è nelle nostre mani nonché nelle nostre menti! 🙂

  2. non ho visto la trasmissione, non so quello che succede in Italia se non per una lettura veloce al sito ansa
    ho forse smesso di preoccuparmi del mio paese, sono sincero
    fa paicere che ci siano persone che ancora credono, ancora lottano, ancora sperano
    ma è diffcile pensare che le cose cambieranno mai...purtroppo


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