Seduta sopra ai rami

Poesie Laura Bertolini

 

Io sono qui,

seduta sulla mia panchina

con la valigia aperta.

Prendete ciò che serve

dalle impronte degli uccelli.

La musica è nel volo,

così di questo inchiostro

e dei miei fogli scritti

vi resta la palude.

La mia poesia morrà,

o in vero resterà

fruscìo per le foreste.

Io mi trasformerò in respiro,

la terra taciturna di un sentiero.

Prendete quel che serve,

con false luminarie alla memoria,

andate avanti voi

coi nomi sui giornali.

 

Io resto in cima ai rami,

stringendo la poesia

che m’appartiene,

che non mi dà riposo

che pesa come il sangue.

In bocca ora ho anche il mondo,

un mondo che va male,

che mi fa gli occhi bui,

che vuol crollarmi addosso,

ma è un mondo che non grava

sui miei fianchi,

o sulle spalle nude.

Io sono evanescente,

mi vede solamente

il passo altalenato

del cieco col bastone.

Prendete ciò che serve

da casa dei defunti.

 

Sputate sui fratelli,

spartitevi i denari,

fondetevi i gioielli.

Andate all’ospedale

chiedete se c’è un cuore

che in voi possa calzare.

Andate da un guerriero,

chiedete se coi soldi

possiate mai acquistare

la stima ed il rispetto,

oppure l’umiltà.

Io son seduta qui,

la mia valigia è aperta,

nessuna resistenza,

prendete ciò che serve

dall’ombra di una bimba

che immobile vi fissa

seduta sopra ai rami.

Laura Bertolini
Laura Bertolini
(Cerca i miei libri su Amazon: Laura Bertolini "I colori dentro" e "Extreme Fishing")Laura nasce a Cecina il 15 Gennaio 1978.Scrive le prime poesie all'età di 8 anni, sorprendendo gli adulti per la sua precoce vocazione letteraria e per la straordinaria facoltà di percepire il colore di tutto ciò che la circonda. "Mi sono autodefinita un'attivista poetica perché mi piace usare la poesia per far riflettere le persone, per animare i sentimenti, tradurre in parole ciò che vedo con i miei occhi, o come mezzo di denuncia.L'elemento della Natura, nelle sue colorate manifestazioni, con i suoi odori, si mescola all'umano in quanto essenza primordiale, forza generatrice e rigeneratrice. Si presenta spesso nei miei versi perché ho radici che affondano completamente negli elementi naturali. Io sono figlia del mare, della valle, della montagna. Da bambina ascoltavo la voce degli alberi e del vento. Questa è la mia essenza.La forza motrice che mi permette di organizzare incontri di reading con il pubblico, e che mi manda avanti come artista, è data dalle persone stesse che comprano i libri, che mi raccontano le proprie storie di vita e condividono con me le emozioni.Vivo in America ma non sento di appartenervi e mi sento un po' come in esilio, dove la poesia diventa studio e impegno meticoloso, oltre che resistenza di un'identità veramente mia."

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2 Commenti

  1. Quando capisci che tutto ciò che ti serve lo porti già dentro, diventi invincibile. E nemmeno serve più combattere.

  2. strano come oggi, mi ritrovi a scrivere le parole delle canzoni di Battiato, ma tant'è che sono qui, appena smessi i panni del lettore a canticchiare come in risposta queste sue liriche:"... più diventa tutto inutile, più credi sia vero...".
    Tempo addietro mi scoprii affine alla figura dell'albero, al suo cosmo fatto di prendere, trattenere e donare, un donare fatto di linfa, legno e fiori, frutti ed infine foglie; per poi forse arrivare all'ombra che concedo ultima nel fuoco che farà di me cenere; rendendomi dipsettoso bambino di un attimo eterno ed etereo.


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