I segreti di Sherlock Holmes

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Tempo addietro, in uno scambio di battute con Gianfranco de Turris, grande esperto di generi, si discorreva sulle antologie letterarie e in particolar modo di quelle holmesiane. Lui mi ha saggiamente risposto che un lavoro di questo genere non è per tutti poiché bisogna avere “una conoscenza molto approfondita di Sherlock Holmes”. Difatti oltre a conoscere molto bene il Canone di Conan Doyle è necessaria anche una profonda conoscenza della storia dell’Inghilterra Vittoriana e non è cosa da poco. Sinceramente, come ho già scritto in altre occasioni, di mio non sono un gran fan di Holmes, prediligo, la sua nemesi, il “buon” Professor James Moriarty il Napoleone del Crimine, ma - come si dice - nella vita tocca adeguarsi, per tanto ci facciamo piacere gli scritti sul suo tanto decantato rivale.


In effetti, solo negli ultimi anni, in contemporanea con le trasposizioni cinematografiche, s’iniziano a vedere sempre più apocrifi dell’inquilino di Baker Street nelle librerie. In questo senso, però, la Gargoyle si è dimostrata, in tempi non sospetti, già all’avanguardia proponendo dei titoli quali Sherlock Holmes contro Dracula (2008), Lo strano caso del Dr Jekill e Mr Holmes (2009) di Lauren D. Estelan in cui la creatura di Conan Doyle fronteggia due dei villain più noti dell’epoca vittoriana, oppure Il Grimorio di Baker Street, (2010),una raccolta di storie di genere che vedono Sherlock fronteggiare l’ignoto in undici racconti  sino a Un Natale in Holmes (2011), simpatica antologia apocrifa d'ambientazione natalizia.

Ora per questo 2012, seguendo il suo neuer Kurs, la Gargoyle edita, un altro interessantissimo apocrifo sherlockiano in salsa urban-fantasy o come preferisco dire io gothic-crime dal titolo Sherlock Holmes e i tesori di Londra di Tracy Revels.

E' una mattina primaverile sul finire del XIX secolo quando il fido Dr. Watson, rientrando a casa, trova il suo amico Holmes che intrattiene una singolare ospite: una donna nuda dal crine color lavanda che lievita a mezz’aria sfoggiando un paio di bizzarre ali. Si tratta di Titania, la Regina delle Fate, chiaro omaggio all’omonima creatura shakespeariana di Sogno di una notte di mezz’estate, che richiede i servigi del noto detective. Ella invoca le radici mistiche di Holmes, come atto di devozione al Regno delle Ombre, affinché ritrovi la sua preziosa Corona! Questo è un grande colpo per il povero dottore che d’improvviso comprende che il suo amico non è del tutto umano bensì un mezzo Fae e uno dei maghi più potenti del mondo! Nonostante i tentativi del detective di usare i suoi poteri per cancellare i ricordi del suo amico si trova costretto a dividere con lui il suo segreto tanto più che Titania, non avvezza a ricevere rifiuti, ha inviato un suo messaggero sulla Terra a sottrarre l’anima del povero Watson per “incitare” Holmes a seguire il suo caso. Ma le indagini del nostro duo non si snoderanno unicamente nel piano del Regno delle Ombre ma anche sul nostro giacché qualcuno sta rubando i tesori storici di Londra, sui quali si basano la forza e l’esistenza stessa della capitale dell’impero britannico: i corvi della Corona, la Pietra di Londra e il Cuore di San Giorgio. Oltre a questo si aggiunge l’inquietante sparizione dei cadaveri del primo cimitero cittadino, iniziata con la salma trafugata di una giovane nobildonna creola, sino alla comparsa di un oscuro essere chiamato Jack il Saltatore.

Tra biblioteche nascoste, sotterranei misteriosi, incontri con filosofe immortali, il dinamico duo dovrà sventare il più grande tentativo di golpe orchestrato nella storia dell’Umanità.


Revels, oltre a dimostrarsi una notevole conoscitrice dell’opera di Conan Doyle, mostra appieno il suo background di studiosa del folklore inserendo miti nordici, come la dea Morrigan, vodoo come il Baron Samedi, sino a quelli latini con Bruto di Troia, mitologico fondatore dell’Inghilterra. L’autrice non lesina nulla, inserendo sapientemente esseri fatati, spettri, zombi, famigli sino a grotteschi innesti botanici dal sapore fortemente lovecraftiano. Lo stile del romanzo ha l’impalcatura gialla tipica del Canone ma aggiunge elementi sia fantasy sia horror arricchiti da un tocco di spy-story. L’idea delle origini sovrannaturali di Holmes, dai lettori più fedeli, era già stata affrontata sempre da Gargoyle, anche se in una chiave più negativa, nel racconto L’ultima freccia de Il Grimorio di Baker Street. Revels ha scritto anche un secondo libro dedicato al mondo onirico holmesiano Shadowblood - A Novel of Sherlock Holmes di cui attendiamo con ansia l’edizione italiana.

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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