Come sopravvivere nell'Isola Perduta?

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

Il mondo marino ha sempre avuto un fascino magnetico sugli scrittori, come dimenticare 20000 Leghe sotto i Mari, e a tuttoggi ci sono sempre più libri che si svolgono in fondo al mar! Tra quelli più recenti c’è l’opera prima di Jack Rogan L’isola perduta edita dalla Tre60.

Tutto si apre in punto sperduto del Mar dei Caraibi quando la nave Mariposa attende l’abboccamento con l’Antoniette per uno scambio di merce quanto mai scottante: armi. Solo che tale scambio non avverrà mai poiché la sera prima dell’incontro qualcosa di orribile si abbatte sull’equipaggio della Mariposa! Quando i fratelli Rio, Gabe e Manuel, a capo dell’Antoniette riusciranno a salire a bordo dell’altra nave troveranno la stiva vuota e un solo superstite l’anziano Brulio il quale prima di morire pronuncia queste parole “los diablos”.

Però i due marinai non possono presentarsi dal loro cliente, la losca multinazionale Viscaya, senza il carico e l’unica soluzione possibile è ispezionare l’isola a poche miglia di distanza da loro. Un isolotto strano che non risulta su nessuna carta nautica e che, soprattutto, ospita sulla sua spiaggia un’inquietante e vasto cimitero di barche! Tra l’equipaggio spiccano Victoria “Tori” Austen, donna di fiducia della Viscaya, dal passato misterioso e costellato di violenze private, il cuoco Josh, la macchinista Angie, che intrattiene una storia di sesso col quarto in comando l’irlandese Dwyer, e il sociopatico Boggs. Quello che però molti ignorano e che nelle stesse acque li attende una nave dell’FBI, sotto la guida dell’agente speciale Rachel Voss, che aspetta un segnale del proprio infiltrato sull’Antoniette per far scattare le manette ai polsi dei fratelli Rio e dei boss della Viscaya.


Ma qualcosa non va come deve, sull’isola vengono trovati i corpi di due membri della Mariposa che si sono suicidati e i resti spolpati di numerosi esseri umani e intanto la luce inizia ad andar via e dall’abisso emergono delle creature orribili, forse antico retaggio di un passato mitologico non troppo lontano, forse uno scherzo di natura o uno sbalzo nella catena evolutiva, ben intenzionate a trasformare i nostri nel loro spuntino serale.

Solo lo sforzo congiunto di unità governative, guidate dalla brillante scienziata Alena Boudreau e da suo nipote David, potrà fermare una terribile minaccia per il mondo civile.

Rogan ci regala un thriller a sfondo orrorifico di gran calibro, che lo consacra nel pantheon letterario assieme a Preston&Child, Cooper, Graham, Deaver e Rollins. Ma la sua bravura non è solo nello stile avvincente ma anche nella psicologia di taluni personaggi, in particolar modo Tori, Gabe e Angie. Il modo in cui la loro vita, e in particolar modo il loro passato, specie per Tori, vengono trattati servono in parte per smorzare la tensione, che è tanta, ma anche per dare un tratto più intimista e umano alla storia creando così un prodotto tutt’altro che banale. Notevole importanza hanno le figure femminili in questa storia che fanno la parte del "sesso forte". Nulla viene lasciato al caso ogni minimo particolare e curato con attenzione e meticolosità. Potremmo, però, chiamare questo libro anche L'isola dei Redenti visto che molti dei personaggi di questo libro usciranno da questo viaggio indubbiamente cambiati, seguendo un pò l'adagio del grande Vate D'Annunzio "Fa di te stesso un'isola".

Il finale potrebbe far intravedere eventuali seguiti. La modalità narrativa è molto da fiction e realistica a tratti sembra di star vedendo un film anziché leggere un libro.

Notevoli sono anche le citazioni cinematografiche e letterarie: l’isolotto dimenticato dal tempo rimanda a L’isola degli uomini pesce di Sergio Martino, così come una razza nascosta e che vive nelle profondità ricorda i più recenti horror Tribe e Descent, e l’idea di razze primitive sconosciute ai più e, forse, non del tutto estinte sono un omaggio sia a Lovecraft sia a Jeff Long e al suo Discesa all’Inferno.

TITOLO: L'isola perduta

AUTORE: Jack Rogan

EDITORE: Tre60

PREZZO: € 9,90

PAGINE: 443

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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