Sorpresa Scontata

Racconti the real denni

Dieci Giugno, è il mio compleanno.
Come mio solito non ho organizzato nulla, non festeggio, non offro da bere, non mi faccio offrire e non accetto regali. Non perché sia tirchio e neanche perché sia un essere inetto che si lascia trasportare dagli eventi senza avere un minimo di iniziativa sociale.
Feste a sorpresa è la risposta, sì, feste a sorpresa.
Gli scorsi tre anni i miei amici mi hanno sempre fatto delle feste a sorpresa il giorno del mio compleanno, quindi non ho mai avuto necessità di organizzare qualcosa.
Ma non questa volta, ho specificatamente chiesto a loro e alla mia famiglia  niente feste a sorpresa, perché sono stanco, perché sono morto, perché ho altro a cui pensare; quindi non mi aspetto nulla stasera.
Sto  guidando, tra dieci minuti rientro a casa e troverò tutto spento. O forse no?
L’aria d’ospedale appena sentita mi lascia presagire qualcosa di storto e confuso, forse festeggerò anch’io stasera magari!
Vedo già le macchine dei miei amici fuori il vialetto di casa, e tutto spento senza luce  che brilla fuori le finestre in attesa di essere accesa alla mia terza mandata di chiave.
Sto guidando verso casa, e non sto ricevendo nessuna chiamata: molto strano, troppo strano.
Eppure oggi dalla cricca di amici più stretti ho ricevuto sporadici messaggi sul cellulare, ecco perché più mi avvicino a casa e più sento il rumore di un “Buon Compleanno” urlato da otto o forse nove persone, d’altronde la prassi era quella:  io apro la porta, entro, luce spenta, chiudo la porta ed ecco che la luce mi abbaglia accompagnata da una sonora canzoncina; è tipico, molto comune nel mondo.
Ma forse no, io non avevo chiesto una festa, stavolta mi sono raccomandato poiché non ero dell’umore giusto, cosa che, pensandoci bene, avevo chiesto anche le volte precedenti “ Niente feste grazie” poi però  puntualmente canzoncina e regali.
Eccomi quasi arrivato, sono sul viale di casa  e l’ansia della festa inaspettata mi mette doppia ansia addosso dato che non amo stare al centro dell’attenzione, neanche in momenti di orgoglio.
Ma no, sicuramente niente festa. Stavolta la festa è nella mia mente, non c’è, come non ci sono le macchine dei miei amici furbamente nascoste in vie laterali. Bravi Bravi… Ma non ci casco a questi tranelli.
Eh, i soliti dilettanti. Non gli ho insegnato proprio niente.
Parcheggio e scendo dall’auto. Mia madre gli auguri me li ha fatti stamattina e non m’ha dato alcun regalo, mio padre che ve lo dico a fare. Tutto è piatto soprattutto l’aria e quindi una bella festa ci sta tutta, anche perché ormai ho voglia di festeggiare!
Apro il portone, entro in ascensore e salgo al terzo piano, il mio.
Da fuori non c’erano luci, il classico insomma.
Arrivato al piano estraggo il mazzo di chiavi dalla tasca senza suonare, per non fargli rovinare la sorpresa, infilo la chiave e giro. Apro la porta e puntualmente davanti a me si palesa un buio inaspettato.
Chiudo la porta lentamente con una smorfia quasi dicessi “ Fai piano quando chiudi, o loro ti sentono” .
Chiudo la porta d’entrata  e si apre quella della cucina davanti a me.
Mia madre.
“ Jhon, vatti a lavare  le mani e fai piano che tuo padre sta dormendo.”
Le do un bacio e vado verso il bagno.
“Ah Jhon”
“ Sì?” rispondo aspettandomi un’illuminazione folkloristica del salone con tanto di gente armata di trombette e coriandoli.
“ Pasta corta o lunga?”
“Mamma vai a fanculo, non vedi che sto male?”

the real denni
the real denni

Nato a Roma nel vicino 1986 in una calda giornata di Ottobre a pochi mesi dal disastro nucleare di Černobyl’.
Sin da piccolo il suo amore per l’arte e la scrittura emerge tramite disegni e lettere d’amore non corrisposte, frequenta asilo, elementari e medie per poi diplomarsi in un liceo scientifico di Roma.
Dopo vari incidenti di percorso e molte delusioni hanno reso Denni un bambino creativo che attualmente si trova a lavorare nei settori della tipografia e del marketing.
Ora ha 25 anni, vive chiuso nel suo castello lontano dal mondo dove scrive, nuota, suona e taglia la legna.
Ha una sincera passione per le arti orientali prediligendo quelle giapponesi avendo praticato anche kendo per tre anni.
Solare ed estroverso, nessuno lo ha mai visto piangere e alla domanda ” Da quant’è che non piangi” è solito rispondere ” da quando mi persi 50.000 Lire al lunapark”.
Si definisce “Lunatico” ma è solamente affetto da un disturbo bipolare di lieve entità che nasconde liquidandolo con un ” Ho mal di testa ” o ” Oggi piove ” .
Ama viaggiare, nel 2009 la sua media di viaggi è stata a dir poco imbarazzante: su 12 mesi egli è partito 12 volte, record che tenterà di battere nel venturo 2012 (n.d.r).
Pratica sport quali tennis, calcio con gli amici, body building e boxe, ama dipingere oltre che a scrivere e suona in un gruppo chiamato ” Lucky German Pronospera Experience & Nico ” basso e voce, poi ha anche due chitarre e suona pure quelle a seconda delle canzoni e delle condizioni metereologiche. Nel tempo libero lavora.

Soprannomi e “aka” :
Dennino, Denny, Daniele, Dnaniele, Mosy, Monty-x, dannato, monzi, toro, squalo, Ne**o.

Dicono di Lui :
” Fantastico. Cinismo allo stato puro ” ( Luca da Sassuolo)
” Straordinariamente sano di mente, quasi mi spaventa ” ( Edoardo da Cosenza vecchia)
” Se incontrate uno più ambiguo e cinico di lui significa che state già sotto terra ” ( Luana da Milano marittima)

” Sognatore e visionario..Uno Steve Jobs senza soldi, senza idee, ma con più capelli ”
Attilio Regolo

” Da non perdere ” Panorama

Citazione preferita:

Parti dal presupposto che tutto è difficile. Solo cosi ti sembrerà tutto più facile. (Denni)
Parla con me oggi, perchè domani forse sarò qualcos’altro (Denni)

Libri Preferiti

The Dubliners – Joyce
La Noia – Moravia
Lo scafandro e la Farfalla – J.D. Bauby
Abissi d’acciaio – Asimov
Acid House – Welsh
Guida Galattica per gli Autostoppisti – D.N. Adams

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    13 Commenti

    1. Ti dico la verità,non avevo voglia di leggere il tuo racconto,ma siccome sono bipolare di tipo Iero proprio curioso di leggerlo.L'avrei voluto scrivere io.Ma lo hai scritto tu. (Poeta Solitario)

      • Ehi Poeta Solitario, che diavolo di fine hai fatto!

        Dove sono quelle cartacce che scrivevi che a me piacevano un sacco! Dai, vedi di fare un po il mio scrittore ubriacone metropolitano perferito, che a natale riesce una meraviglia!

        (che poi è una visione solo mia, ma lo sai che sono malato)

        • Bella Nevro! Nulla ho solo messo alla prova il mio sistema nervoso,cosa che non succederà più,a sto giro la giostra è andata troppo forte per i miei gusti!Non so se scriverò ancora quelle cartacce che a te piacciono tanto,ispirazione zero e bisogno di fare pace con i miei pensieri! (anzi quasi fatta proprio per questo non scrivo!)Comunque appena mi viene in mente qualcosa di anti-festaiolo lo pubblico!

    2. Ahahha. Benvenuto Denni. Io pensa che ho sempre adorato le feste a sorpresa, non me le hanno mai fatte. Io ne ho invece organizzate due e non sono piaciute. Insomma ho scoperto che ci sono persone da festa a sorpresa e persone anti festa a sorpresa.

    3. Alla fine comunque la sorpresa l'ha avuta...

    4. ahahaah benvenuto su ws ... E Sì è COME DICE Mariella ci sono persone da festa a sorpresa e altre no, io la penso come te, odio le feste a sorpresa... e lei ne sa qualcosa 😉

    5. Ciao Denni,

      al protagonista del tuo racconto direi con strafottenza "Non desiderare mai troppo una cosa. altrimenti si avvera".

      Quindi che poi stia male o meno sarebbero fatti suoi. Ma questo lo dico se dovessi calarmi nel personaggio della madre o degli amici davanti a una risposta del protagonista come nel finale del tuo racconto.

      è interessante il modo in cui cerchi di descrivere alcuni aspetti della storia, forse la naturalezza che emerge a tratti da alcuni stacchi e introduzioni di concetti.

      Be, non si può che migliorare continuando a scrivere...in bocca al lupo.

      (sai che tutti quelli che mi conoscono qui direbbero "come mai è così ottimista N.A.?" )

      • Ecco, sul desiderare troppo una cosa sono daccordo con te Nevrotico. In fondo il protagonista diceva di non volerla sta festa. E poi certo non può lamentarsi. Abituato alle feste a sorpresa, così abituato che si convince di non volerle. Tipo chi c'ha il pane non c'ha i denti.
        Ora il mandare a fanculo la madre, povera, lo rende stronzo. Ma forse mi sono calata nei panni della mamma in quanto mamma, ahahhaha...
        diciamo chi è causa del suo mal pianga se stesso per mantenere il ruolo di mamma.
        Però aggiungo pure che organizzare feste non è una cosa così facile. Impegna eccome se impegna e già quello è un bel regalo per le persone che si amano (amici compresi)
        Ora io credo a differenza di Karen che il protagonista ami le feste a sorpresa

    6. Ora devi sapere caro Denni che Nevrotico è assai duro e non ne lascia passare una. Lo definisco lo stimolo per tutti noi qui su word shelter perché con i suoi "appunti" ti porta, se si vuole porta a migliorarsi

      • Ma come , io speravo di essere più ottimista, solare con questa bella pioggia qui fuori...

        • appunto con questa bella pioggia in questo sabato dicembrino... 😉
          è vero, oggi Nevrotico è stato clemente e ottimista

          • e abiamo capito perchè... giustamente a lui questo tempo da 'lupi' gli mette allegria 😛


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