Storie di amori e di addii ... ad intermittenza

Racconti Nicola Eboli

… Corri da zio … bella bambina.
Lo sai che con me ti diverti. La camicia è inamidata di fresco. Come piace a te angelo mio. Potrai giocare con il colletto e succhiarne l’angolo turgido.
Le bambole le ritroverai più tardi.
Le passeggiate nel parco. Carezze tra le foglie secche che cadono. La nostra panchina, nascosta fra gli alberi.

Che altro devo inventarmi. Sant’Iddio!
A cos’altro ancora devo abbassarmi per risolvere i vostri problemi.
Sant’Iddio.
Un portacenere pieno zeppo di molte più vite
Di quante avrei voluto o potuto non abusare…
Fra un intermittenza e l’altra.
Ma siamo qui per raccontare storie.
… Una storia. Neanche tanto interessante.

Tutta la storia. La storia nel senso sincronico di connessione testa – culo... tanto per intenderci … inizia al largo di Cartagine.

“ … addio”
“ … Ti ricorderai ancora di me … “
“ … mi ricorderò di te …”
“… la solita maledetta fortuna! … ”

Lei : “ lurido figlio di puttana.
Lurido maiale inutile figlio di puttana”.

Lui : “Si ti amo anch’io ma adesso non vedi … sto lavorando
E così me ne tornai sul palcoscenico. Ma in luccicante argento .
Compagnucci di strada. Voci poco attendibili elogiano la naturalezza della sospetta montagnola che suffragata dagli elogi si propone alla ribalta come rivelazione del secolo.
Ma la puzza. Nota … Riempie le narici del critico.
Surrogato accettabile del godimento sfinterico preferito … incentivo indispensabile nel dare il suo sigillo profumato ad una “questionne” che indubbiamente necessitava un tale sforzo.

Mavaffanculo!!! E ripeto …

Lui : … forse non ti amo più …
Lei :
Lui :
Lei : … è per quella storia . non me l’hai mai perdonata … di’ la verità .
Lui :
Lei : …
Lui : … no. Sono stanco. Sono solo un po’ stanco. Un bel po’. Avresti dovuto vederti. Fra quel branco di maiali. Ed io? Non è contato niente. Adesso no. Non conta più. No. Non ti amo più.
Lei : … avresti dovuto farti assegnare ad altra destinazione. In campagna. Saresti dovuto andare in campagna. Io sarei venuta con te. Lontano dalle folle. In un paesino di campagna. Una testa ogni tanto … giusto al venerdì sera.
Lui : … non ti sarebbe bastato. … a me no. Dopo tutto quello che abbiamo passato …
Lei : … e no. No caro. Dopo tutto quello che ho passato. Tu intanto te ne andavi in giro. Sudamerica … Parigi … New York … . Chi mi difendeva quando dismessa e abbandonata in pubblica piazza … i ..
Ma vai. Se devi andare vai. Io non ti trattengo.
Cambio
Lui : “Facciamo così… niente più bugie …”
Lei : “ non è così facile”
Lui : “ se ci amiamo possiamo farcela insieme “
Lei : “ … io non ti amo”
Lui : “ … … … “
Lei : questa cosa del non dirci più bugie. Non dovevamo fare ‘sta cosa del non dirci pi bugie? Sai che funziona? Butti fuori d’un fiato e poi … è meglio. T’avevo detto che non era facile. Comunque tocca a te … “
Lui : “ … … … “
Lei : “ bhe si … un buon modo di non dire bugie è quello di non parlare affatto … comunque non è sportivo. Neanche tanto educato a dire la verità. Potresti startene lì per ore. Per anni potresti startene lì. A bocca chiusa. Gli occhi un agnello . … cinque secondi prima di essere sgozzato … fa quella faccia. Pare che dipenda dal fatto che i mammiferi come noi umani sentono l’adrenalina ed avendo il sangue caldo … “
Lui : “ … da quando è che non mi ami più … “
Lei : “ … ora non ricordo il giorno esatto. Ma è da un po’ …”
Lui : “ … scommetto dal giorno che sono che abbiamo perso nostro figlio. “
Lei : “ … un po’ prima.”
Lui : “ .. un po’ prima ? quanto … un po’ prima “
Lei : “ … lui non era tuo figlio … “
Lui : “ … … … … ma quando è morto aveva 20 anni … “
Lei : “ … … … … si. È un po’ “
Lui : “ e sono passati dieci anni …da quando si è affogato nel pozzo del giardino. “
Lei : “era l’inizio delll’estate .il piccolo pozzo con la campana di bronzo finemente intarsiata ad opera d’arte rimase vuoto .Quell’anno l’orticello che mi ero acchittata con tanto amore seccò tutto. Bhe … e si. È un bel po’ … “
Lui : “ l’avevo creata io quella campana. Ricerando il bronzo più prezioso dai riflessi più vivi. Mi spinsi fino alle regioni più esotiche … “

… e di qui al periodo in mato grosso il salto è breve.
Viaggiavo con una compagnia di ciarlatani all’epoca. Mi ricordo che a sud di siviglia riparavamo i mulini colpiti dalla dalla lancia di un reduce. Sopravvissuto alle note a margine di un libello dello spessore adatto alla gamba zoppa del patibolo che mi sono conquistato a furor di popolo.
“… per un corretto uso della ghigliottina … puntualizzava la signorina del video … inspirare profondamente e sentire l’aria che si espande all’interno del nostro corpo. Espirando sgonfiamo il diaframma e percepiamo il momento in cui la lama si sgancia … ed respiriamo ”
Devo fare esercizio. L’ultima volta sono arrivato senza fiato al momento fatidico. Per poco non ci rimanevo. Ma niente. Neanche quella volta. Mi sa che mi toccano altri novant’anni di repliche. continua ... (?)

Nicola Eboli
Nicola Eboli
teatrante

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2 Commenti

  1. bel viaggio!
    ...e senza facili fermate come la realtà è 😉

    • grazie R. che tanto anche se ci fossero , poi il problema sarebbe ripartire. anyway


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