Tornano (racconto gotico) (Quarta parte)

Racconti poeta solitario

Dopo essermi messo in forze mi diressi a Strasburgo insieme ad una bizzarra band gotica che mi aveva
caricato sul suo furgone Renault nero,tappezzato all'interno da una copertura
di velluto rosso fuoco,luci intermittenti e una serie infinita di casse
che facevano vibrare il mezzo come se un gigante lo stesse scuotendo dall'esterno.
Il mio obiettivo era arrivare a Baden-Baden,appena fuori dal confine francese,
ritrovo saltuario di alcuni di noi.Avevo bisogno di mettermi al passo coi tempi
e chi meglio di loro,giovani dark con l'animo candido e pensieri oscuri potevano
essermi d'aiuto?Calò il buio,l'odore dolciastro della marijuana aveva invaso l'abitacolo,
il guidatore,Jean,un ragazzo magro dai capelli lunghi,lisci come la seta,fumava il suo spinello
mentre armeggiava con lo stereo.Lucille e Pierre si erano appena calati un acido
e discutevano tra loro,accasciati in un angolo, sul futuro della terra e su un'ipotetica guerra atomica.
Quella sera mi arrogai il diritto,senza esitazione alcuna,di trasformali in esseri magnifici,
senza età.volevo diventassero miei figli.

Lentamente mi avvicinai a Pierre,la sua folta capigliatura bionda gli copriva un viso angelico dai
lineamenti ancora acerbi.Sprizzava amore e voglia di vivere anche se in quel momento sembrava più
uno straccio bagnato appoggiato in un secchio.Non ebbe nemmeno la forza di gridare quando affondai
il morso più tenero che potessi vibrare in quel momento.Il sangue aveva il sapore entusiasta della
gioventù,scorreva nella mia gola come magico infuso,denso e caldo,siero maledetto così estasiante.
Mi fermai al momento opportuno,il suo cuore batteva ancora mentre con i canini mi aprii le vene
facendo cadere nella sua bocca la nuova esistenza che si apprestava a vivere.Poi fu la volta di
Lucille,con quel caschetto fucsia e i pantaloni neri sembrava fosse uscita da un vecchio Burlesque,
tenera era la sua carne e caldi i fiotti che irroravano il mio corpo,prima di donare anche a lei
l'eterna giovinezza.

Dopo aver agonizzato per qualche minuto la trasformazione ebbe inizio,spasmi atroci lasciavano
spazio a nuove sensazioni,la pelle verdastra divenne rapidamente bianca,gli occhi scuri
dall'abbraccio della morte presero il classico colore viola,accesi da una sete ardente e da un
desiderio smisurato di nutrirsi.In quel momento Jean era distratto al volante quando gli piombarono
adosso i miei nuovi pargoli.Lo strattonarono trascinandolo sui sedili posteriori del furgone mentre io
prendevo il comando.Lo fecero in mille pezzi,bevendo fino allo stremo,per poi sedersi accanto a me come due bravi
scolaretti.Io sono Armand,ho attraversato i secoli e da oggi sarò il vostro maestro.Vi insegnerò a cacciare
e a rimanere nell'ombra e voi mi fornirete gli strumenti per vivere in questo tempo.Annuirono tutti e due,
la nuova famiglia era pronta ad intraprendere il suo viaggio. (Continua)

poeta solitario
poeta solitario
Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio. E' proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l'anticamera di un nuovo inizio. Nato nel 1977 l'8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata "Sensazioni d'Autore",un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

Suoi ultimi post

2 Commenti

  1. E bravo Armand, io aspetto di conoscere cosa sarà di te del tuo amore e della tua nuova dolce famigliola.... 🙂

  2. Mi sta venendo in mente di "raggruppare" il racconto in un romanzo...creando un degno inizio e un finale a sorpresa...ma forse opterò per un romanzo quasi ex novo dando "pace" al povero (ex redento) Armand! (comprensivo di Michelle e famigliola ovvio...)


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito