Tramonto Pallido

Racconti RickMor Pan

Il mio nuovo segnalibro è una busta vuota di un invito mancato,
di un trascorso possibile e perso.
Forse un evento evitabile o non importante, oppure semplicemente dimenticato
Forse il segnalibro perfetto per questo nuovo inizio...
Forse… in ogni caso è il mio nuovo segnalibro.
…per un nuovo libro, uno di quelli che ti attendono,
che attendono i tuoi occhi perché sanno che si poseranno li,
…che attendono solo che le tue mani dopo giri indecisi rendano reale quello che è già stato solo presagio di pur certa appropriazione.
Inutile girare, inutile cercare altro.
Gli occhi sono li ad attendere mani e mente è solo appesa a questo filo che non si spezza…
e mani restituiranno al corpo, all’anima, un frammento di ciò che gli appartiene e che solo per poco, per un insignificante poco, è stato distante.
Insignificante… si, perché infondo mai atteso, mai veramente mancato,
…quanto invece ora necessario,
…quanto ora indissolubile parte del percorso.
La sensazione di appartenenza si sente subito al contatto, sfiorando la superficie pare già calda del tuo respiro. Questo era semplicemente il momento dell’incontro per il quale io ed il mio nuovo libro ci eravamo preparati.
Era il giusto momento.
Una volta eliminata la distanza fisica è bastato poi solo attendere il giusto istante per l’incontro tra le pulsanti viscere… per la loro identificazione, perché a vicenda finalmente si riconoscessero.
La fiamma? Quale la chiave? …Il ricordo di eterei e distanti viaggi di visione?
…nuova linfa a distogliere dal percorso scelto, nuova linfa a rendere più ricco e pieno il senso del viaggio.
e… semplicemente vivo.
Ogni pulsazione lo è, viva…, ognuna che si riesce ad ascoltare, ognuna…
anche la più insignificante ed inspiegabile.
Oggi il mio è stato un tramonto pallido, come gli occhi fossero percorsi da un gelido velo fluttuante,
oggi non c’erano colori nel mio tramonto…
…eppure un bellissimo artico tramonto …di soffusa impossibile luce,
come se il cielo per un tempo indefinito fosse stato separato dal giorno,
separato dal trascorrere del tempo, li fermo ad attendere occhi che cercano
…e che oggi di fronte a questo cielo sono fuggiti, con la scusa di attendere il giusto momento, il giusto perfetto istante per essere semplicemente unica cosa col fermo cielo stesso.
Perché?
Altri istanti attendono sempre certo... forse è solo così.
Altri perfetti istanti.
L’abbraccio di note liberate dal silenzio…
Il tuo… distante eppure così profondo… abbraccio, che riesce a leggere il dentro come ne fosse parte…
Ecco… ora è il momento!
Le dita indugiano appena sul bordo rigido della copertina, per sentirne il ruvido profilo…
Le dita aprono porta dei sensi…
Il profumo della carta pervade affamate narici e occhi accende
E occhi… finalmente percorrono, saggiano, divorano infine… visioni consegnate al tempo perché ad essi arrivassero, come sangue ossigeno divora perché sia appena celato fuoco.
Identificazione… visione unisce stessi occhi vissuti in luoghi infinitamente lontani, stessi occhi solo portati in viaggio da diverse anime.
Magia di condivisione.
Tramonto pallido si accende ora di fuoco… e bianco brucia.

RickMor Pan
RickMor Pan
Oggi sono un ricercatore. Quando sarò stanco di cercare scriverò ciò che ho trovato. Nel frattempo ogni tanto scrivo... Sono tante cose e forse nessuna per davvero. Ma fare ciò che si ama sempre è più che abbastanza no?

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5 Commenti

    • grazie 🙂
      non è di quel tramonto ma lo rappresenta più che bene...
      la realtà sospesa nel surreale.
      ...un altro istante perfetto 🙂

  1. Eppure quella busta vuota usata come segnalibro è importante quanto il libro..
    perchè proprio lei e non un biglietto del cinema o un tagliando della lotteria scaduto ?
    Quei tre Forse..rendono ancora più affascinante la busta-segnalibro..
    Perchè non è finita nell'immondizia come tante altre buste..?
    Che storia ci sarà mai stata dentro quella busta..?
    Un libro è magia..sempre..per chi l'ha scritto e per chi lo legge..
    ma quel segnalibro..è ancor più magico..mi ha ipnotizzato..

  2. grazie 🙂
    ...di solito i segnalibro sono sempre associati a qualcosa e, nel mio caso, diventano parte del libro stesso. Spesso li lascio all'interno anche quando il libro è finito. In alcuni casi non ne uso perchè in quel momento non ne sento il bisogno. Spesso in effetti son biglietti, scontrini, associati a viaggi (non faccio un viaggio senza comprare un libro che mi ispira)... una volta per me i forse erano fragile autodifesa egocentrica per prevenire la necessità di esposizione. Oggi li considerò quella realtà sospesa tra certezza e possibilità, ciò che non conosciamo, o rifiutiamo di conoscere, a volte un campo di gioco a cui per scelta o necessità rinunciamo. Una volta consapevoli degli estremi punti di vista, una volta fatti propri, basta poi esercitare la nostra scelta e lasciarsi navigare nel rischioso forsemondo per essere liberi. Forse 🙂


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