Tutto il tempo del mondo

Racconti Karen Lojelo

Sarà primavera tra poco lo sai, aspetteremo. Io e te in silenzio. Ognuno seduto dalla sua parte del letto. A quelli come noi serve una scusa per far bene i propri errori e io e te siamo di quelli che la trovano quasi sempre. Sarà la primavera la nostra. Ci alzeremo in piedi e cammineremo uno verso l’altra fingendo sia il vento a spingerci e guardandoci intorno ripeteremo che non è stata colpa nostra.

Francesca capelli rossi non fa che combinare guai, me lo dicono da sempre sai. E tu con i tuoi occhi scuri lo sanno tutti che ci nascondi dentro i dubbi che non hai. Io e te siamo di quelli che il tempo fa il suo corso comunque, e ci ritroviamo a voler bene a tutti quelli che conosciamo meglio, anche se ci hanno fatto male, per noi fa lo stesso. Fanno parte del nostro cesto carico di tutto.

Leonardo ha il cuore lontano dal petto, mi hanno detto di te, che lo tieni in mano per non sentirtelo dentro, ma io so che lo guardi di nascosto ogni tanto, per vedere che fa, per controllare se lo sa. E lo tieni stretto perché ti fa paura ma non vuoi perderlo del tutto, questo mai, hai detto.

Abbiamo il pollice nero noi e piantiamo basilico sul tetto perché siamo convinti stia bene con tutto, ma poi muore e allora non ci serve a nulla ma noi continuiamo a farlo lo stesso. Magari se non sarà un anno troppo caldo con nostra sorpresa sopravviverà e non sapremo che farci, abituati come siamo coi cibi precotti.

Diventeremo grandi un giorno, lo sappiamo, perché ci hanno detto che ancora non lo siamo. E ci siamo convinti di avere di fronte tutto il tempo del mondo mentre il mondo corre e noi non riusciamo a tenere il passo.

Ma andiamo lontano lo stesso, solo in un altro posto, dove non incontriamo mai nessun altro. Sognatori senza ciambella di salvataggio, impareremo a nuotare lo sai, forse sappiamo già farlo.

Siamo talmente abituati al precariato che abbiamo imparato che tutto finisce presto, così anche quando non è detto, noi ci sbrighiamo a trovare il posto per un punto. Facciamo sempre posto per tutto, ma non ci accorgiamo che spostiamo solo il resto e non buttiamo mai via davvero nemmeno un pezzo.

Tra poco sarà primavera vedrai. Aspetteremo seduti io e te. Ognuno dalla sua parte del letto. L’ho preparata già un’altra scusa se l’inverno dovesse tardare a passare. So che ne hai una anche tu, la tieni in quella stessa mano dove hai nascosto il cuore.

Karen Lojelo

(immagine di Michael Chrisman - una foto lunga un anno)

httpv://youtu.be/1BM2Cjn-Ld4
Le luci della centrale elettrica - Quando tornerai dall'estero

Karen Lojelo
Karen Lojelo

Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di
“Binario 8” una raccolta di poesie (che scrivo da sempre).
Appena uscito il mio nuovo romanzo ‘L’ebbrezza del disincanto’ e a breve un’antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me ‘Riflessi’ e attualmente sono impegnata nell’ultimazione di un nuovo romanzo.
Chi sono io?
Bella domanda…: “io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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6 Commenti

  1. Karen mi piace questo nuovo stile. Mi piacciono le immagini che evochi. Come sempre è un piacere, ma oggi lo è di più. Bella anche la canzone che hai scelto.

    • ho voluto fare un esperimento scrivendo in maniera un po' diversa...avevo paura del risultato quindi grazie! 🙂

  2. Un uso essenziale delle parole, una scrittura che induce a fare i conti con se stessi. Bello.
    Sandro

  3. non maspettavo altro da te riesco a leggere e vivere mentalmente le parole scritte come un racconto che accattiva chi osa leggerle auguroni il tuo vento che passa


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