"L'alieno si rese conto di essere ormai in trappola: lo avevano circondato e non c'era più scampo per lui. Appoggiò la schiena al muro, sforzandosi di respirare. Dal suo occhio azzurro scese una lacrima, mentre con la mente rivede un'ultima volta il suo amore lasciato sul pianeta d'origine. "Morte all'alieno!!" urlavano i suoi carnefici, brandendo strane armi che luccicavano nell'aria. "Prendetelo!!" insistevano, e con i loro tentacoli intanto si arrampicavano per raggiungerlo. L'astronauta ormai si rese conto di non avere più scampo. Non avrebbe più rivisto il suo pianeta azzurro. Sbottonò il casco e se lo tolse lasciando che l'aria troppo acida lo uccidesse.
Così si concluse la missione sul pianeta MIT n°229034/33 della Nasa.
Non ne seguirono altre."

("Ultima Missione" da  "Amici, nemici e alieni"   l.m.s.  di   Stefano Crifò)

Stefano Crifò
Stefano Crifò
Secondo il Calendario Gregoriano, nacqui il primo giorno del IX mese dell'anno MCMLXIV. Mi piace scrivere dall'età adolescenziale, ma solo da poco ho imparato a condividere questo sentimento. "La poesia è indispensabile... ma vorrei sapere perché." (Jean Cocteau)

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4 Commenti

  1. ci hai preso gusto eh? Bello comunque... poi mi riporta con la mente a Fredric Brown

    • Da brava esperta di SF ha i pensato a lui, non a caso: Fredric Brown ha scritto un racconto dove si legge di alcuni soldati nervosi che si preparano alla battaglia, per poi scoprire alla fine del racconto stesso, che i "terribili" nemici erano gli uomini, cioè dal punto di vista del lettore, gli amici. Anche altri scrittori hanno pubblicato opere dove solo alla fine della storia la realtà o meglio ancora il punto di vista di questa, ruota di 180°. Ciao Mariella.

  2. @ Stefano, sì è vero... 😉 e devo dire che a me non dispiace, se però siamo in presenza di un racconto breve. Altrimenti lo trovo un trucco che a lungo andare delude il lettore.


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