L'ultima tempesta

Racconti Karen Lojelo

Tutti quelli che abbiamo amato, anche solo per un minuto, restano roba nostra. Disse lei sporgendosi dalla balaustra. Il vento le sollevò i capelli, lui guardando in basso fece un ultimo tiro dalla sigaretta ormai finita prima di lanciarla nell’aria.

Ti facevo più una di quelle che sostiene che l’amore rende liberi, non una proprietà.  Lui Le rispose con aria distratta.

Sì, certo, ma sono tutte belle parole, in realtà,  in fondo, da qualche parte,  la consideriamo roba nostra. Lei si strinse nella sua sciarpa abbassando lo sguardo poi continuò: Sai  c’è un momento in cui i sentimenti si affievoliscono e ti sembra di non essere più in grado di provare nulla, nessun desiderio incontenibile, l’amore, anche quello più grande, svanisce proprio come la nuvola di fumo della tua sigaretta e tutto quello che rimane è quella sensazione, che in fondo era roba nostra e ce l’hanno portata via in qualche modo. Così sopravvive solo un senso di impotenza e delusione. Ma è lieve, in fondo nemmeno ci interessa più, solo pensiamo che forse poteva andare diversamente, ma non lo ha fatto e quindi è inutile starci a pensare.

Io credo di non aver mai amato nessuno. Esclamò lui rompendo il silenzio mentre il suo sguardo fissava l’orizzonte.

Ne sembri dispiaciuto, forse l’amore non esiste Jack, magari nemmeno io ho mai amato nessuno, ma sicuramente certe volte ci ho creduto, perfino tu, sono certa che almeno una volta avrai sentito di amare qualcosa, un cane, un gatto, una bambina quando andavi ancora a scuola. Tua madre… che ne so… qualcosa che ti piaceva fare. Sofie si accovacciò sulle ginocchia tirando i polsini del maglione fin a coprire le mani per scaldarsele.

Sì, forse hai ragione tu. Rispose lui continuando a fissare il cielo plumbeo davanti a sé. Dopo qualche minuto di silenzio aggiunse: Tra poco arriverà la tempesta,  vedi come si avvicina?

Già, spazzerà via quel poco che è rimasto, anche me e te. Lei chiuse gli occhi e fece un respiro profondo.

Hai rimpianti Sofie?
Le domandò lui fissandola negli occhi.

Lei alzò lo sguardo verso gli occhi di Jack, erano di un verde sporco, scuro, come se si fossero sporcati guardando troppe cose. No, Jack, io non ho rimpianti. Ho avuto tutto quello che volevo almeno una volta. E tu?

Io? Ne ho molti. Talmente tanti che non vale la pena nemmeno starli a ricordare. Rispose lui accendendo un’altra sigaretta.

Jack pensi che saranno già morti tutti? O da qualche parte qualcuno sarà sopravissuto come noi?

Noi non siamo sopravvissuti, siamo morti già da molto tempo, da quel giorno in cui abbiamo smesso di credere che tutto sarebbe andato bene alla fine. Comunque per rispondere alla tua domanda, non ne ho idea, ma anche se ci fossero altri superstiti quest’ultima tempesta ci spazzerà via tutti.

Se ne stavano là fissare quello scenario apocalittico. Senza paura, con rassegnazione e anzi quasi con premura, che tutto finisse presto se deve farlo pensavano entrambi. Lei avrebbe voluto dirgli che se avesse potuto scegliere con chi morire avrebbe scelto lui perché lo conosceva bene. Lui avrebbe voluto dirle che forse aveva creduto di amare lei un tempo, e che aveva ragione, in fondo l’aveva sempre considerata roba sua, ma non glielo avrebbe detto.

Avremmo dovuto dare più importanza alla gente che negli ascensori ci ricordava che non esistevano più le mezze stagioni. Magari si poteva ancora fare qualcosa…

Magari ti avrei sposata Sofie. Se il mondo fosse stato un posto migliore.

Già, tutto sarebbe stato diverso Jack. Io ti avrei detto di sì. Tu sei sempre stato ‘roba mia’.

In pochi minuti scomparve tutto, la balaustra, gli alberi che ancora si tenevano i piedi, loro due, il resto del mondo. Quando tutto fu finito un raggio di sole si affacciò all’orizzonte e un piccolo germoglio si fece spazio tra la terra secca.

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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8 Commenti

  1. Che bello! La tempesta che spazza via tutto e che lascia il posto al nuovo, alla speranza...

  2. mamma mia che pezzo... da fine del mondo... e non solo perché parla della fine del... essere umano.
    Ah se solo si avesse dato di più retta alle mezze stagioni che non ci sono più... e intanto tutta l'europa nella morsa del freddo.

  3. Non è dell'albero, ma del piccolo germoglio il coraggio che permette di sopravvivere alla tempesta.
    Sandro

  4. Perchè sempre quando si è alla fine di qualche cosa ci si rende conto di quello che avremmo potuto dire, quello che avremmo potuto, o dovuto fare...
    per fortuna la vita continua :))
    bel racconto Karen, ti da modo di pensare, e ti lascia, nonostante tutto, voglia di ottimismo


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