Un saporaccio sale fino alla bocca

Racconti Mariella Musitano

La testa è pesante, come ogni volta che mi sveglio dopo una post sbornia. La luce che filtra dalle fessure delle persiane mi dice che è sicuramente tardi. Tardi. Per cosa? Non ricordo neanche più cosa avevo da fare oggi. E ad essere del tutto sincero non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri. Mi tasto il corpo. Sono in mutande e t-shirt, il sudore della nottata è appiccicato addosso come una colla.

Provo a tirarmi su, a gran fatica, lo stomaco mi si intorcina come se qualcuno lo stesse strizzando. Un saporaccio sale fino alla bocca e con disgusto lo rimando giù. Non ho vomitato e questo vuol dire che la ripresa sarà più difficile. La testa prende a girare vorticosamente, il suo peso è niente a confronto di quello che provo ora. Ogni volta mi maledico, ma poi, la sera non posso farne a meno. Mi piace bere, mi piace allentare i miei sensi e ritrovarmi nell’equilibrio precario che ti donano i fumi dell’alcool. Ci sono tre stadi ben distinti della sbornia: l’allegro andante, in cui ancora capisci chi e cosa c’è intorno a te; verso la via del non ritorno in cui ingolli quel bicchiere in più che ti fa perdere la ragione e cominci anche a perdere nozione di cosa stai facendo, ma se proprio vuoi puoi ancora riprendere la via di casa; il buio totale l’ultima fase, quella che se proprio la vuoi sapere te le devi far raccontare da qualcun altro.

Ieri sono arrivato all’ultimo stadio. Non potevo farne a meno ed era indispensabile che mi perdessi dopo lo sclero con Sara. Dice che devo mettere la testa a posto, che lei per suo figlio vuole un uomo che sia presente, col cervello lucido non imbevuto di alcool un giorno no e uno sì. Così ieri sono partito lentamente dal primo stadio e ho tirato dritto fino all’ultimo. Cazzo io mica ho chiesto di essere padre. Sarò pur libero di scegliere? Lei però sto figlio lo vuol tenere. E vuole pure cambiare me. e questo lo chiama a pieno diritto amore. Io lo chiamo dispotismo. ieri ne avevo tutti i diritti di bere, ma oggi i problemi rimangono e in più la testa mi scoppia. Ma chi mi ha riportato a casa? A volte mi sveglio in luoghi sconosciuti, con accanto corpi di cui non ricordo minimamente nulla. Oggi sono nel mio letto. Giro lentamente la testa sul comodino e poggiate in bella vista vedo le chiavi. C’è un biglietto sotto. Cazzo!!! Come pretendi che in uno stato di post sbornia io possa leggere un fottuto biglietto! Sospiro e poggio le gambe a terra. Sono fiacche e mi chiedo se ce la faranno a sostenermi. Ovviamente di lavorare oggi non se ne parla, ma tanto a quest’ora lo avranno capito che non mi presenterò, qualsiasi ora si,a è tardi. Tardi. Già, ma può essere tardi per lavorare? Per andare a perdere tempo in un posto di merda che odi da sempre per quei quattro luridi soldi a fine mese? Una volta gliel’ho detto al capo e lui mi ha risposto che mi faceva un favore a tenermi, a tenere un pezzente ubriacone come me. Che se non mi dava quei quattro luridi soldi io avevo ben poco da spendere in vino, birra e superalcolici. Bevo, di solito solo il fine settimana, quando con gli amici decidiamo di sballarci. C’è chi si sballa con le pasticche, chi si pippa sto mondo e quell’altro e chi si inietta la roba. Io ingollo alcool. Poi però non guido, ho rispetto per gli altri e mica voglio ammazzare nessuno.

Per essere sicuro non ho nemmeno la macchina e lascio che siano gli altri a trasportarmi da un locale all’altro. Prendo il biglietto. La scrittura è chiara, larga e tondeggiante. La conosco bene. Mi chiedo cosa ci trovi nel distruggerti così. Ero venuta a cercarti per chiarire, ma stavi così fuori di testa che sono sicura che non ti ricordi neppure che c’ero. Fatti una doccia che puzzi da far schifo e se ti va, quando ti è passata la sbornia, chiama. Credo sia ora di cominciare a vivere. non ti chiedo di prenderti nessuna responsabilità, ma solo di vivere. La bella Sara, la futura mamma di mio figlio. Ecco chi mi è venuto a riprendere ieri. Sono anni che prova a dirmi che la vita va vissuta. Lo stomaco è tutto uno sconquasso. La bocca mi si riempie di succhi gastrici e alcool, per pochi secondi rimane un palloncino pieno zeppo di robaccia per poi sbrattare sul pavimento insieme alla mia voglia di non vita.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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17 Commenti

  1. ognuno di noi cerca dei nascondigli dentro i quali nascondersi, l'alcool è uno di quelli possibili per qualcuno...

    • ognuno ha i suoi nascondigli, hai detto bene, a volte anche la troppa lucidità è un perfetto nascondiglio!

  2. ognuno di noi cerca dei nascondigli dentro i quali nascondersi, l'alcool è uno di quelli possibili per qualcuno...

  3. Chapeau bas.. direbbe una mia amica parigina..
    😉

  4. beh uno mica la deve per forza vivere disidratato... :)))
    dice l'esperto: "la testa e' pesante, come ogni volta che mi sveglio IN post sbornia".
    "dopo"... e' il giorno ancora successivo.
    alpexex (che non riesce a commentare loggato)

      • se vuoi una risposta a questo post la trovi su CST. il post si chiama VOMITARE. ma poi non ti incazzare... :))) (cmq e' vero quello che scrivi: qualsiasi illusione e' trincea, anche la lucidita'. aggiungo che le sostanze sono sostanze, e le persone... persone. io, per esempio, non ho mai bevuto per dimenticare. e mi sembra davvero impossibile che qualcuno ci riesca... ma oh... individo che vai, effetto che trovi...)

  5. mmmmmmhm !!!!! quanto alcool ingerisce e quali sono le motivazioni? Con chi beve di solito? Dove vive? Mi lasci affogare nel dubbio. Sei cattivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :))))))))))))))

  6. Leggerti mi ha portato nel viaggio dell'estasi alcolica..ahhahah cavolo .scritta come una guida spericolata...aritmica ..un colpo allo stomaco..chissà perchè stasera..non mi va di bere haaaaaaaaaaaaaaaaaa ! si legge tutto d'un fiato..e alla fine ho provato quello che hai provato...un andante adagio allegrotto..con una bottiglia di vino in mano !:)

    • e ammetto di averlo scritto sorseggiandomi una bella birra fresca... perché alla fine l'alcool sono dell'idea che non faccia così male come si dica... ma non ditelo a Sara (del racconto!)

  7. Mi piace perchè è in perfetto stile Bukowky, ma soprattutto non ipocrita e tremendamente reale...
    "Ecco il problema di chi beve, pensai, versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa." H. C. Bukowsky
    My recent post Jacopo marocco il fatto è che può sempre andar peggio

    • Grande Jacopo e grande Bukowsky.
      E io mi unisco a questi versi e li sottoscrivo in pieno.

  8. o me lo ricordo il tuo pezzo "vomitare"... ero e sono dell'idea che faccia benissimo buttar fuori tutto...
    Individuo che vai effetto che trovi, già. Mi è capitato di bere per dimenticare... e alla fine ebbene sì, ce l'ho fatta... crollata su me stessa incapace di intendere e di volere fino al risveglio dove il cerchio alla testa mi ha riportato tremendamente alla trealtà con tutti i pensieri pre sbornia!!


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