Una giornata con Madda

Racconti Ugo Falchi

Mi piace quella sensazione di benessere e pace che sopraggiunge ogni volta che finisco un libro. Il sole batteva forte quella mattina, e nonostante fossi costantemente sotto l’ombrellone, il caldo era davvero insopportabile.

Tutto era iniziato alle 11 con la consueta telefonata di Madda, gradita e attesa; come al solito fui io a rispondere, dal momento che Vivi, per ragioni che mi sfuggono e che, forse, non capirò mai, è sempre impegnata ogni volta che squilla il telefono.

La sua voce, come ogni volta che faceva tardi la sera, sembrava provenire da un’altra dimensione, ma oramai, avevo imparato a riconoscerla ed a amarla. Dovete sapere che Madda è stata la mia più acerrima detrattrice ai tempi in cui corteggiavo Viviana.

Col senno di poi, non fu, forse, un atteggiamento negativo, ma mi insegnò quanto si volessero bene e quanto fossero legate e gettò le basi del rapporto complice che si è instaurato, nel tempo, tra me e la cugina di mia moglie. Gli accordi telefonici seguirono un ormai collaudato copione estivo: appuntamento a casa e via al mare, anzi via allo stesso mare.

Come se legato ad una sorte di legge di contrappasso, tanto ho detestato andare a passare le mie giornate di mare a Tuerredda, quanto ora lo desidero. Intendiamoci, non sono impazzito tutto in un colpo, ma mi sono adagiato sul lusso che un ombrellone, una sdraio e un po’ di privacy, possono donare in una assolata ed affollata giornata agostana, in piena stagione balneare. Soffro il caldo e lo temo più d’ogni altra cosa, così salire sulla macchia rovente di Maddalena richiedeva ogni volta una accurata ed attenta preparazione. Anche quella giornata non sfuggiva a questo rito vulcanico. Poi come d’incanto la moderna tecnologia ci veniva in aiuto: era sufficiente premere un tasto ed una benefica ventata di aria fresca avvolgeva l’abitacolo, donandoci una frescura beatificante.

Il brutto, adesso, era che bisognava scendere ed affrontare la terribile prova dell’attraversamento di quel bizzarro, animato, nazionalpopolare arenile che la spiaggia di Tuerredda era diventata da qualche anno, il tutto condito da temperature da altoforno come solo la Sardegna può esprimere quando decido di andare al mare, è vero che il sole bacia i belli, ma io che cosa c'entro?

Una cosa non dimenticherò di questa breve estate: il cellulare di Madda. Fino a luglio scorso mi chiedevo come potessero le società telefoniche esibire bilanci attivi così impressionanti: ora lo so. Chissà quante “Madde” ci sono in Italia e chissà quante migliaia di minuti di conversazione giornalieri o milioni di messaggi inviano. Incredibile, ed io che pensavo di usare molto il telefono, quanta presunzione ed ingenuità avvolgevano le mie ignare giornate da utente della telefonia mobile sino ad allora, e quanto duro fu il risveglio!

Una vita intera scorreva nell’etere: un vero microcosmo di relazioni, amicizie, bisticci violenti salvo poi far scoppiare la pace con una serie precisa e mirata di SMS: la tecnologia…una volta si andava dal fioraio ora si digita su una tastiera; il bello è che sembra funzionare molto meglio, il telefono risolve, è vero, ma non profuma.

Madda non sfuggiva alle implacabili regole del telefonino, anzi ne inventava di nuove ogni giorno facendo sembrare il mio amore per la tecnologia una mera infatuazione di stagione!

L’acqua era meravigliosamente accogliente, almeno quando trovavi il modo di entrare, dribblando i pallonari, i racchettari, la folla di bambini urlanti e lo sciame di mamme attente: ma quanti bambini ci sono in spiaggia? Alla faccia della crescita demografica zero e delle statistiche allarmanti sulle coppie sposate e senza prole.

È così bello indugiare a mezz’acqua, lasciarsi trasportare dalla debole corrente di mezzogiorno, con gli occhi rivolti ad un cielo insolentemente blu, quasi a voler sfidare il meraviglioso colore del mare che mi accoglieva teneramente. Dicono che la fantastica sensazione di appartenenza risale alla amniotica esperienza del ventre materno, può darsi, ma credo che ogni considerazione sia superflua quando la natura si esprime in maniera così netta e decisa.

Madda, imperterrita, parlava, e, a volte, mordeva, al microfono di un innocente telefonino dell’ultima generazione: per chi suona la campana? A causa dell’ombra ridotta dell’oramai sfiluzzato ombrellone che Giuseppe ci riservava ogni giorno, le postazioni mie e delle due meravigliose donne che mi accompagnavano, erano immutabili e solidali. Voglio dire come moderne margherite di carne, invece di seguire il sole lo evitavamo, muovendoci come se fossimo una sol cosa: io, Vivi, Madda i lettini, il mio sdraio e, inevitabilmente, il mitico e garrulo cellulare della novella manager congressuale.

Una cosa voglio assicurarvi: non ho mai desiderato ascoltare le sue telefonate, anzi cercavo imperterrito di immergermi sempre più profondamente nelle mie letture, ma non sempre avevo il successo che speravo. Ad onor del vero, bisogna dire che Madda si alzava sempre dal lettino per le telefonate importanti, riuscendo così a condividerle, non solo con noi, ma anche con un nutrito pattuglione di bagnanti continentali.

Con il mio bellissimo amore a sinistra e la fantastica cugina acquisita a destra, ho passato le più rilassanti ed innovative giornate di questo caldo ed afoso fine agosto.

Ma torniamo ai miei libri, adoro leggere, amo passare tutta la giornata sulle pagine, perdermi nella storia, soffrire con i personaggi, godere le loro gioie, patire i loro dolori e, alla fine, alzare gli occhi sulla giornata che finisce e provare la meravigliosa sensazione che solo la lettura di un libro può darmi, di vedere la vita che mi circonda con uno sguardo nuovo, rinnovato. Come se si fosse squarciato un velo, il libro realizza in me, una sorta di nuova consapevolezza che restituisce colore e spessore alla vita, una specie di illuminazione zen; raggiungo questo profondo livello di meditazione e concentrazione solo in un'altra esperienza: il volo. Ahimè la prima onerosa in termini di tempo, la seconda in termini economici, non esiste redenzione senza sofferenza!

La giornata trascorreva così serena, tra bagni, libri, trilli, discussioni mondane quanto futili e gli immancabili e meravigliosi baci di Vivi. Alle 18, prossimi alla cottura, veniva deciso all’unanimità il rientro alla base, paghi del sole e del mare, anelavamo a una doccia rinfrescante ed al meritato pasto. La raccolta degli innumerevoli ammennicoli che traghettavamo ogni giorno sulla spiaggia, assorbiva gli ultimi momenti della nostra sosta balneare, asciugamani, abiti, giornali, borsa frigo, creme e l’implacabile cellulare brillante ed indiscreto di Madda.

La temperatura in macchina era più simile al crogiolo di un altoforno che alle abituali, per quanto incredibili, gradazioni esterne. Sembrava di respirare boccate di lava bollente, ma poi, si toccava l’incredibile tasto, e si raggiungeva il paradiso in pochi minuti.

Corri, macchina corri, il sale formava un leggero ma continuo rivestimento sulla nostra pelle, a testimonianza della giornata passata, e come moderni templari rivestiti dalla salata cotta di maglie, ci avviavamo, stanchi ma soddisfatti, lungo due ali di verde selvaggio che ci accompagnavano verso casa.

Ugo Falchi
Ugo Falchi
Appassionato umanista, indefesso indagatore della verità, spericolato e onnivoro lettore. Libre-penseur con interessi che vanno dagli studi orientali, attraverso letture e viaggi, all'indagine sulle fonti arcaiche del fenomeno religioso. Mi procaccio il cibo lavorando come ricercatore e docente universitario. Figlio, fratello, marito, padre, mezzo sibarita e mezzo epicureo.

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5 Commenti

  1. Grazie Karen, un ricordo leggero di una magnifica giornata estiva

  2. Ciao Ugo,

    sei riuscito nel tuo racconto a farmi vedere, sentire,... luoghi, persone, sensazioni come se le avessi viste e sentite con te.
    MOLTO BENE. Continua così, insegui altre immagini, altri sogni, altre idee e imprigionali in una forma, affinchè i lettori li possano condividere con te.

    Bacioni

    Luana

    • Grazie Luana,

      grazie per quanto hai scritto; le mie parole sono semplici, lo so, ma credo che anche in questa forma possano trasmettere un ricordo e coinvolgere chi le legge, a presto ciao

      ugo


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