- Mi stai dicendo che mio nonno era un contrabbandiere?

- Tutti noi lo eravamo.

- Anche mio padre?

- Tutti, anche tuo padre.

Marco guardava lo zio con aria costernata. Non riusciva a smettere di muoversi sulle gambe. Le mani in tasca stringevano qualcosa mentre il cervello non smetteva di elaborare la notizia sotto tutte le sfaccettature possibili.

- Eravamo nel dopoguerra.

- Ma voi andavate contro la legge.

- Marco, sei abbastanza grande per capire che non sempre quello che vieta la legge lede davvero qualcuno.

- Vi hanno mai preso?

- Chi?

- La polizia, i carabinieri, la finanza, i vigili urbani. Qualcuno vi ha mai arrestato?

Gli occhi del ragazzo erano fissi su quelli dello zio. Erano pieni di disprezzo e questo lo zio non poteva immaginarlo. Si era sempre chiesto perché suo fratello non avesse mai raccontato la verità del suo passato al figlio.

- Forse ho fatto male a raccontarti tutte queste cose. Lasciamo stare è solo passato.

- No, adesso voglio sapere. Dovevi pensarci prima. Hai scoperchiato un secchio che puzza di marcio. E ora anche se lo richiudi, la puzza continuerà a impregnarmi i vestiti e la sentirò nel naso per giorni.

- Va bene, però fammi un favore. Vammi a prendere la bottiglia di grappa che tengo nella credenza del salone. Porta due bicchierini e vieni a sederti davanti a me. Non sopporto di vederti in piedi.

Il ragazzo fece come gli aveva ordinato lo zio. Mise sul tavolo la bottiglia e i bicchieri e si sprofondò sulla sedia. Esanime. Di colpo le energie lo avevano abbandonato. O forse era il fardello di un passato che disonorava il padre. Troppo pesante da digerire.

Lo zio versò la grappa e ne porse uno al nipote.

- Tieni.

- Non bevo.

- È ora che cominci anche tu. È fatta in casa, non fa male.

- Fa ubriacare.

- Fa digerire, e comunque non mi sembra che tu debba guidare.

- Stavo pensando che forse un giro in macchina dopo questa storia ci starebbe bene.

- Forse, forse anche no. La spiaggia è vicina, puoi sempre andare a fare una camminata sulla riva.

- Che cosa contrabbandavate?

- Un po’ di tutto: alcolici, medicine, ma soprattutto sigarette. Tuo nonno aveva preso contatti in tempo di guerra.

- Contatti?

- Sì, con le persone giuste, quelle che sapevano dove trovare i fornitori.

- Vuoi dire che era uno di quelli che portava avanti la borsa nera?

Lo zio alzò gli occhi al cielo. Poi tornò a guardare quel volto bianchiccio nonostante fosse da più di una settimana lì al mare da lui. Non che avesse mai avuto un’aria sana e robusta, sempre un po’ malaticcio, fin da quando era bambino. Ma ora, a guardarlo bene, si chiedeva se davvero fosse in grado di comprendere le sue parole. Quel nipote non aveva nulla a che vedere con lui, forse nemmeno con il padre. Forse non era nemmeno suo figlio.

- Zio?

Si riscosse dai suoi pensieri.

- Sì?

- Vuoi rispondermi?

Lo zio cercò di riprendere il filo del discorso. Però poi si soffermò sulle mani lunghe e curate del nipote. Mani di chi non conosce la fatica. Prese a osservarlo tutto, forse per la prima volta in venticinque anni che era nato. Nulla che gli ricordasse il fratello.

- Credo che non avrei dovuto raccontarti nulla. Non è il tuo passato. E ora che anche tuo padre è passato a miglior vita, non ha più senso. Credevo che l’avresti trovata divertente come storia e invece eccoti bianco come un cencio.

- Zio io sono sempre bianco. È la mia carnagione.

- Lo sei di più. Sei troppo bianco.

- Ho preso dalla mamma.

- Già.

- Papà diceva sempre che ero una goccia d’acqua a mamma.

- Già, di noi non hai preso proprio nulla.

- E forse nemmeno il vostro passato da contrabbandieri.

- Quando saprai se hai superato il concorso per guardia di finanza?

- Fra due settimane.

- Allora qua ci vuole un brindisi.

Lo zio versò ancora altra grappa nei bicchieri e alzò il suo. Marco fece lo stesso e senza batter ciglio lo bevve tutto d’un sorso.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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9 Commenti

  1. E' scorrevole, i dialoghi funzinano bene. Un ottimo racconto. Complimenti!

  2. Mi è voltato via questo racconto.
    Proprio bello.

  3. Ho respirato anch'io un po' dei vapori della grappa, vale a dire che ero là, brava amica mia!

    • mi fa piacere saperti seduta là con un vecchio contrabbandiere legato ai ricordi e un giovane nipote inconsapevole

      • Ahahah...infatti anch'io leggendo il commento di Manuel ho pensato: Mariella ci sta facendo ubriacare!!! 😛

    • ehi, qui a furia di sedervi con i miei protagonisti a bere grappa rischio di essere accusata di istigazione al bere....


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